“Prima non prenderle” si dice da sempre parlando di calcio. La difesa ha fatto la differenza anche in questo campionato di Serie A, destinato a terminare con un record di reti segnate?

Questa la risposta di un campione del mondo, oggi allenatore: Gennaro Gattuso.

“Se non sbaglio la Juventus è stata la miglior difesa e ha vinto lo scudetto – sostiene l’ex allenatore del Pisa – È stato un campionato con tante reti, ma la storia dice che chi si difende bene e prende meno gol alla fine può arrivare al successo più facilmente“.

“Poi ci sono io, con la mia squadra (il Pisa, ndr) che nelle ultime giornate ha preso 7-8 gol ma che altrimenti sarebbe stata la miglior difesa d’Europa, invece siamo retrocessi: a volte nel calcio bisogna anche saperla buttare dentro”. 

Gattuso ha quindi concluso: “Senza dubbio in questi 4 anni il calcio italiano è cambiato e si vedono tante giocate in fase d’attacco e quando le squadre vanno in avanti lo fanno sempre con 4-5 uomini: penso che si stia vedendo qualcosa di nuovo”.

 

Questa invece la risposta di un bomber di razza da quasi 200 gol in carriera: Enrico Chiesa.

“Quando c’è un campionato con tante reti ci sono diversi fattori: il più importante è che molte squadre attaccano con tanti giocatori, è quindi normale che nella fase difensiva ogni volta che perdi palla ci siano parti scoperte. Anche per i tifosi anche è bello vedere tante reti e l’importante è che ci sia un grande spettacolo”.

Infine abbiamo chiesto un parere a Luca Antonini, che oltre alla risposta sul campionato in generale ha parlato anche di Genoa. Come mai la formazione allenata da Ivan Juric, ieri presente a Torriglia per il 20° Trofeo Currò (clicca qui per sapere cosa ha detto), ha vinto e convinto contro le grandi, fermandosi invece di fronte ad ostacoli sulla carta meno impegnativi? E quanto contano 11 anni di Serie A?

“Il calcio italiano ha sempre dimostrato che la fase difensiva sia la cosa migliore e la Juventus lo ha dimostrato: ha la miglior difesa, vince lo scudetto e giocherà la finale di Champions. Si, tanti giocatori sono andati oltre i 20 gol e c’è stato un cambiamento, perché se prima si curava tanto la fase difensiva oggi si cura tanto anche quella offensiva: e questo è il risultato”.

“Il Genoa ha faticato contro le piccole perché dava già per scontata la vittoria, vedi in casa contro il Chievo o la trasferta di Palermo. Contro le grandi invece non c’è bisogno di preparare la partita perché voglia e coraggio vengono di conseguenza. Detto questo, menomale che tutto si è risolto contro il Torino, di fatto nell’ultima gara di campionato”.

“11 anni in Serie A vogliono dire tanto, significa che il Genoa è ormai un punto fisso della categoria e deve puntare a molto più che la salvezza. Come nel mio anno, quando abbiamo raggiunto l’Europa senza poi andarci per altri motivi. Va bene la salvezza di oggi, ma sarebbe ancora meglio partire con un piglio giusto la prossima stagione: bisogna trovare la voglia di fare un campionato importante”.