“Sogno o son desto” avrebbe dichiarato Totò dopo le tre vittorie consecutive del Vecchio Balordo in questa settimana che ha portato alla Festa dei Santi. Era dal campionato 2020/21 che il Genoa non faceva un terno di gare. L’allenatore era Ballardini, le vittorie quelle con Cagliari, Crotone, Napoli. Addirittura, l’avvocato Buelli mi ha segnalato le tre vittorie in una settimana con Chievo, Juventus e Udinese.
Il Genoa visto contro il Lecce non è più brutto, De Rossi non si deve arrangiare più con quasi tutta la rosa a disposizione. Mancano solo Havel, Venturino, Nuredini.
I calciatori sono anche uomini e hanno sicuramente capito la fatica che hanno fatto De Rossi e lo staff nelle prime cinque giornate di campionato a fare una formazione e in ogni conferenza stampa, prima e dopo le gare, il tecnico li ha sempre difesi, aspettando gli infortunati e chi era in ritardo di preparazione.
Già scritto tante volte: sono i giocatori che fanno la differenz , la qualità fa la diversità. Basta vedere le gare di Champions. Il Genoa ha vinto anche fuori dal Tempio con le stesse caratteristiche e giocare in casa e fuori casa con gli stessi principi porta risultati.
Ha vinto una partita importante contro il Lecce che non è stato a guardare, non ha subìto senza impegnarsi, ha contrattaccato con mordente, ma con il difetto riconosciuto della difficoltà di fare gol, anche quando vinceva le gare (di cui due fuori casa) con un solo tiro e grandi parate di Falcone.
Il Genoa ha stupito e ha tenuto il campo mercoledì con la Juventus e con il Lecce con l’autorità della compagine di unione, tecnicamente impostata per il meglio, solida in difesa, tenace, pronta, agile sulle corsie laterali.
La maggior parte delle partite vengono giocate in mezzo al campo. Avere pochissimo spazio non è più un problema per il Grifone considerato che a centrocampo ha grandi qualità, tecnica superiore, velocità e resistenza: tre doti che sono attualmente nei mezzi dei giocatori rossoblù a quarti in quello specifico ruolo che De Rossi alterna con profitto.
De Rossi e lo staff sono bravi nella gestione del gruppo. Bravi a far sentire tutti importanti. I giocatori devono avere piena fiducia in sé stessi e in ciascun altro giocatore della propria squadra. Il calcio del Genoa attuale è prima un gioco d’insieme, dove ciascuno sa che nella zona accanto c’è un compagno bravo quanto lui. Questo sta succedendo perché tutti i giocatori del Genoa sono stati recuperati. Quelli che ci sono da lungo tempo hanno accettato gli ultimi arrivati, anche quelli infortunati.
Il Genoa ha disputato buone partite in questo tris di gare settimanali. Ha giocato e fatto gol nel primo tempo, ha resistito nella ripresa e la vittoria è meritata, per la gioia dei cinquecento che hanno raggiunto il Salento con bandiere, striscioni, compresi 15 giovanotti che avranno fatto una vacanza essendo arrivati dal Belgio, ossia i ragazzi del Genoa Club Bruxelles.
Ho pigiato troppo sui pistoni della tromba, mi perdonerete. Mi hanno insegnato da cronista a raccontare nel bene e nel male quello che succede sul prato verde: la linea di Buoncalcioatutti e i miei giovanotti.
Di calcio mi piacerebbe parlarne e imparare a freddo, ma l’emozione, come per tutto il Popolo Genoano, è troppa e inaspettata e il cervello stenta ad argomentare. Il ritorno del Vecchio Balordo risollevato d’un colpo ho cercato di spiegarlo e spero che sia stato capito.
Siamo alla decima giornata, quindi tutti con i piedi piantati per terra, però la classifica racconta che ci sarà possibilità di divertirsi.








