La Juventus al Ferraris nel turno infrasettimanale: sarebbe importante da parte di tutti, non solo dei protagonisti in campo e in panchina, pensare che nel calcio, in particolare in questa stagione, può succedere di tutto. Per qualcuno sarà una frase fatta, ma con l’aiuto del Vecchio Tempio, che in determinate occasioni ha proposto un ambientino particolare, calcisticamente parlando, può succedere.
La Juventus, in questo momento, non è la squadra più forte d’Italia, l’ha dimostrato non solo a Lecce nell’ultima di campionato; non abbatte più record in positivo, ma in negativo, con 4 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, con 11 reti fatte e 8 subite. In classifica è alle spalle del Frosinone, in zona Europa, con 14 punti.
De Rossi non farà calcoli, studierà le contromosse per una Signora che attacca subito, cerca il gol grazie ai solisti, con poco gioco, cercando dopo di gestire il risultato. Il Genoa dovrà essere organizzato per uscire a testa alta domani sera dal Ferraris. E dovrà essere anche naturale e duttile, con la speranza che non sia ancora quasi un’eccezione straordinaria riuscire a segnare, aiutato anche dal deretano, come ormai succede frequentemente nelle gare di campionato con risultati inaspettati.
Osmajic ha fatto vedere di essere un centravanti naturale, pronto a fare gol su azioni complesse e lineari, basta servirlo in modo congruo. Chi possiede la qualità non deve circoscrivere il numero, che pesa poco con il DDR totale. In campo domani 16 Grifoni, 17 con De Rossi, 18 con il Tempio.
Notte di Halloween per il Vecchio Balordo con tre giorni in anticipo, senza fantasmi, zucche, teschi, ma con l’aiuto di tutto il Tempio, senza fare scherzetti e portare dolcetti. La formazione domani alle ore 20 su Buoncalcioatutti.
I riflettori puntati sulla Signora, che domenica scorsa ha fatto visita al Lecce alla ricerca della vittoria. C’è riuscita, ma Spalletti non è riuscito a scacciare i dubbi e le preoccupazioni. Era difficile pensare il contrario dopo i giorni spigolosi e di confronti nello spogliatoio, con la Juventus in convalescenza e con 9 titolari fuori nel Salento.
I tre punti sono arrivati grazie ai primi 45’ di gioco. Il cambio di modulo, passando al 3-5-2, caratterizzato da un centrocampo folto, è stato fondamentale per il gioco dei centrocampisti, in particolare Douglas Luiz, schierato da play, e McKennie, incursore nel cuore del gioco.
È durata solo un tempo la supremazia della Signora. Di Francesco, a inizio ripresa, ha messo in gabbia il brasiliano, non più libero di impostare il gioco a piacimento. I salentini hanno complicato la gestione del gioco a centrocampo avversario e hanno preso in mano le redini del gioco, costringendo le zebre juventine a difendersi e a rifugiarsi nel 5-3-2. La formula dei due centravanti ha illuso nel primo tempo, anche se Kolo Muani ha continuato a correre a vuoto e Woltemade a sbagliare tanti palloni.
Spalletti insegue il cambio di passo in campionato e in Europa, operazione non facile con gli infortuni, la carestia del gol, solo 4 punti dopo la ripresa post-nazionale. La scorsa settimana è stata messa in dubbio anche la sua panchina da parte dei tifosi, che volevano il ritorno di Conte, il quale attende la chiamata dalla Premier.
Il filosofo di Certaldo spera di recuperare Ekhator e Celik, non tanto per il Genoa, quanto per il tour de force prima della prossima sosta. Tutti gli altri sono stati operati: Yildiz, Thuram, Locatelli; per problemi muscolari, ai box Gonzalez, Celik e Conceição. Contro i Grifoni potrebbe mandare in campo Milik, il mistero, utilizzato solamente in Coppa Italia.
Arbitra Doveri di Roma, il decano degli arbitri italiani, vicino ai 50 anni, con 270 gare in Serie A. Con il Genoa: 14 vittorie, 11 pareggi, 9 sconfitte. Con la Juventus: 15 vittorie, 9 pareggi, 8 sconfitte.
Primo assistente Palermo (Bari). Secondo assistente Yoshikava (Roma). Quarto ufficiale Di Marco (Ciampino). VAR Aureliano (Bologna). AVAR Pezzuto (Lecce).
Genoa | Wiafe, escluse lesioni. La situazione verso la sfida con la Juventus









