DDR non teme il diluvio, dovendo calare nel corral romano, vista la forza della squadra di Gasperini. È iniziato un nuovo viaggio per il Genoa, consapevole che il pericolo è dietro l’angolo, e il primo appuntamento è sotto il Cupolone.
Dopo la gara con la Fiorentina, mantenere la barra dritta e il cervello acceso prima e durante le gare. DDR è contento perché ha visto nella partita contro la Viola quello che si aspettava e voleva dopo i 20 giorni di sosta.
Il viaggio del Genoa non è ancora a buon punto; almeno ha raccontato la prima vittoria della stagione, nell’ottica dei due tempi di gioco, anche se la maturità, l’autorevolezza nel bene e nel male con cui hanno tenuto in mano le redini del gioco lasciano pensare che i binari potrebbero essere diritti e valere più dei tre punti, importanti per la classifica.
La lunga sosta ha ridato al suo team, al mister e allo staff le doti della scorsa stagione, smarrite nelle ultime quattro partite prima della fermata per le Nazionali.
Adesso attenzione: la strada di questo campionato sarà piena di ostacoli e trappole: il calendario, gli infortuni, e bisognerà stare sui pedali a testa bassa, evitando le sbandate.
Dimenticarsi che la Roma ha giocato mercoledì con il Real Madrid e martedì prossimo sarà nuovamente in campo in Champions, e degli infortuni della Lupa.
In questo Genoa possono stare insieme i protagonisti di ieri e di oggi. De Rossi e lo staff dovranno individuare, non di volta in volta, l’abito tattico migliore e gli interpreti giusti al posto giusto, e la mentalità elastica di De Rossi dovrà diventare, come nel passato, un vantaggio.
Domani la Roma e Gasperini, la festa a De Rossi, ma il mister genoano non vorrà far vedere un altro Grifone con il sale sulle ali e cercherà le soluzioni giuste a tutte le mosse degli avversari.
La lezione di queste sei giornate di campionato insegna, guardando la classifica, che non sempre le cosiddette grandi hanno avuto vita facile con la qualità schierata, considerando anche che la Champions potrebbe essere un piccolo handicap.
Nel pallone che rotola servono intraprendenza, carattere e scelte giuste, e i calciatori dovranno essere protagonisti al di là delle strategie tattiche davanti alle TV e alle lavagne. La voglia e le idee non mancheranno al team tecnico e al tecnico: tutto quello che il popolo Genoa si aspetta di vedere nella Capitale. La formazione potrebbe essere: Genoa che vince, non si tocca, ma le sorprese potrebbero non mancare, considerato il modo di giocare della banda del Gasp.
Parlare della Roma di Gasperini è facile. Gasperini, nella sua carriera di allenatore, dai tempi del Crotone in Serie B, è sempre andato per la stessa strada. Per lui le partite sono tutte uguali, come quella con il Real Madrid di mercoledì scorso e quella con il Genoa di domani sera.
Non ama il turnover, non risparmia la qualità, vuole la Lupa affamata, sempre sul pezzo, giocando con le sue armi tecniche e tattiche senza snaturarle, non cambiando nulla a seconda dell’avversario.
Gasp lo ricordiamo al Genoa, nel bene e nel male: difficilmente cambiava il suo gioco, difficilmente preparava le gare sul gioco avversario, perché innanzitutto voleva dominarlo e l’unica situazione tattica che studiava era dove avere la superiorità numerica, cercando il lato debole dell’avversario.
Gasp ha le gerarchie difensive, a centrocampo e offensive sempre definite: solo le squalifiche e gli infortuni lo fanno cambiare. Tatticamente la Roma utilizza il 3-4-2-1 flessibile, con il marchio del mister, con l’aggressività e il pressing alto, con tanti calciatori in fase offensiva.
Costruisce dalla propria area con cinque uomini, con i due mediani in arretramento; per tale motivo ha voluto a tutti i costi l’ex capitano dell’Atalanta De Roon, per liberare i difensori in avanti.
Nelle sei giornate giocate sono stati messi a posto i difetti della scorsa stagione, i contropiedi subiti a difesa scoperta e aperta, ricorrendo al 5-3-2 in fase di non possesso.
Tutto visto in casa del Como domenica scorsa, dominando il primo tempo, controllando il secondo perché in inferiorità numerica per il rosso sventolato a Malen.
La stessa partita fatta contro Mourinho, 65’ di gioco dominati e 10’ da tragedia. Difficile ricordare una squadra di Gaspe in vantaggio di 3-0 perdere 4-3. Gasperini tradito dagli infortuni, dai cambi dei difensori Mancini e Hermoso, dall’entrata dei due giganti Koulierakis e Balerdi, piantati per terra sui tre calci d’angolo, oltre che dal portiere Gollini sulla linea di porta, senza dimenticarsi l’assenza di fiato.
Dal calciomercato sono arrivati Castro, Koulierakis, Molina e Rodrigo Mora. In uscita: Celik, Dovbyk, El Shaarawy, Ferguson, Tsimikas. La formazione: giocheranno Gollini in porta, Svilar infortunato, Castro per Malen squalificato. Ballottaggio sulle corsie laterali. Centrocampo in allarme senza Koné e Cristante, fantasia in meno senza Dybala e attacco senza Malen, con il suo gioco diverso da quello del sostituto Castro.
Arbitra Abisso di Palermo, classe 1985, VMO FIFA, 124 gare in Serie A, la prima il giorno della Befana del 2015. Abisso torna in campo per la prima volta in stagione, dopo che il primo luglio era stato dismesso per limiti di permanenza nel ruolo. Il palermitano ha fatto ricorso ed è stato nuovamente reintegrato nei ruoli dal Tribunale Federale Nazionale. Con la Roma: 7 vittorie, 2 pareggi, 0 sconfitte. Con il Genoa: 2 vittorie, 2 pareggi, 4 sconfitte. Primo assistente Tegoni (Milano), secondo assistente Miniutti (Maniago), quarto ufficiale Collu (Cagliari). VAR Pairetto (Nichelino), AVAR Massimi (Termoli).
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