Sesta giornata di campionato. La vetta, dopo 20 giorni di sosta, si è ristretta da tre a due squadre: Inter e Lazio. Si allontana la Roma dopo il pareggio per 0-0, il primo della stagione senza gol, prodotto dalle squadre più prolifiche prima della sosta. La sorpresa in zona Champions è il Cagliari, con 4 vittorie e 2 pareggi, con solo 6 gol fatti ma solamente 3 subiti.

Nella parte sinistra inseguono l’Europa le altre 4 sorelle: Milan, Juventus, Napoli, Como, preoccupate dalla Champions da giocare, pronte a maledire lo stop per le Nazionali. Nella parte destra della classifica, la grande ammucchiata: 9 squadre in 4 punti, solo il Venezia a zero punti. Respirano il Torino, alla prima vittoria in casa, e anche Genoa e Bologna, ai primi tre punti in assoluto del campionato.

Sul piano arbitrale, quanto durerà ancora il diktat di Orsato? Lasciar giocare fa bene, non perdere tempo anche, ma ignorare la Regola 12, falli e scorrettezze, no, facendo la gioia dei moviolisti TV e cartacei. I soliti Fabbri, Pairetto e Fourneau e i VMO designati non faranno dormire l’ex elettricista di Schio, attualmente designatore.

Alle trasmissioni TV nazionali, e non solo, interessa poco il calcio, meglio i teatrini. L’ultimo, quello di Spalletti con l’allenatore del Cagliari, nulla di così sorprendente a fine di una gara, per farlo apparire uno scontro da ring. Spalletti ha battezzato tutti i presunti opinionisti, non di cronaca nera ma rosa.

Da Malagò a Malagò, da Presidente FIGC a Commissario, da far arrossire il Gattopardo, non cambiando nulla. Anche la schermitrice mondiale Bianchedi, dopo le dimissioni da Capo della spedizione azzurra, è pronta a tornare sulla tolda, dopo aver votato in Consiglio CONI a favore di Malagò. Il 14 dicembre nuove elezioni, probabilmente bulgare, con il solo candidato Malagò.

Inter-Parma 3-0. Gli uomini di Chivu non hanno fatto fatica a sbarazzarsi del Parma. Gilardino, alla prima in Serie A 26/27, non poteva fare miracoli. L’Inter ha due squadre, una per il campionato e l’altra per la Champions. La bravura di Chivu sta nel far capire che sono importanti entrambe le competizioni. Per far suonare il violino in panchina, Gilardino dovrà capire perché Cuesta ha dato le dimissioni e non è stato esonerato.

Napoli-Frosinone 3-0. Non è stato così facile per Allegri giocare contro il Frosinone, unico neo dei ragazzi di Alvini, rispetto alle altre gare, non aver creato azioni da gol. Allegri è contento di aver mantenuto la porta imbattuta. Partita sbloccata da un calcio di rigore assegnato con dubbi e tirato due volte. Partita giocata a ritmi alti.

Como-Roma 0-0. In pochi avranno scommesso sul risultato ad occhiali tra i lariani e i capitolini. Gasperini sarà contento per aver giocato dal 53’ di gioco in 10 per il rosso sventolato a Malen. Partita a ritmi alti solo per un tempo, con Gasperini e il suo gioco più efficace. Fabregas ha iniziato a spingere dopo la superiorità numerica, ma Gollini non ha fatto rimpiangere Svilar. Ombre da Champions sulle due squadre.

Lazio-Monza 3-1. L’Aquila di Gattuso si gode la vetta della classifica, inaspettata non solo dai contestatori di Lotito, non volando più in alto degli uomini di Juric, in inferiorità numerica per 50’. Lazio cinica, con un gol iniziale, un raddoppio in contropiede e tris di Pinamonti vicino al gong finale. 3 punti d’oro per Ringhio, 0 punti amari per Juric che, per la prestazione prodotta anche in inferiorità numerica, non meritava di perdere.

Lecce-Bologna 1-2. Orsolini, gol da cineteca, e Palladino trovano i primi tre punti in campionato. Partita decisa dalla maggior qualità bolognese. Salentini in gol solamente per un clamoroso errore del portiere avversario Pessina. Palladino scopre un altro goleador che ha sostituito Piccoli: Enem, subito in gol. Orsolini di nuovo ai box per un problema muscolare. Pairetto assegna un rigore al Lecce e dopo lo revoca. Troppi gli errori tecnici per entrambi i mister, gode solo Palladino alla prima vittoria sporca.

Sassuolo-Milan 1-1. Il Diavolo fuori casa non riesce a vincere, terzo pareggio, non punge in attacco e sbatte contro il Sassuolo di Aquilani, che li ha messi in crisi pressando bene una costruzione macchinosa di Amorim, che fatica a vincere per la quarta volta dall’inizio. Un Diavolo senza ispirazione non ha fatto fatica solo con il Lecce da inizio stagione.

Cagliari-Juventus 1-1. Il Cagliari, dopo 57 anni, ai tempi di Gigi Riva, si trova dopo 6 giornate in zona Champions, con la migliore fase difensiva del campionato e i 4 gol consecutivi di Maldini J. Tutto è successo sull’isola grazie alla Signora sprecona, che ha tirato 29 volte in porta, sbagliando ghiotte possibilità di fare gol. Spalletti furioso per tutto quello sprecato, insieme alla società deve recitare il mea culpa, non avendo ingaggiato per adesso un degno sostituto di Vlahovic.

Atalanta-Venezia 3-1. Il Venezia rimane negli spogliatoi per i primi trenta minuti di gioco e l’Atalanta realizza tre reti con il marchio K: reti di Kessié e Kristovic. Su errore della Dea, i veneti accorciano il risultato e dal 46’ di gioco mettono in crisi Sarri, che aveva rinunciato al «sarrismo» con un 4-2-3-1, facendo subito marcia indietro per fermare i lagunari. La Dea, dopo tre sconfitte consecutive, conquista la decima posizione in classifica. Stroppa, pur giocando bene come nelle precedenti gare, accumula la sesta sconfitta consecutiva.

Torino-Udinese 2-1. Gara equilibrata, anche intensa, che il Torino fa sua grazie a un colossale errore del portiere Okoye, non il primo nelle sei gare giocate. Prima vittoria casalinga per il Toro; i friulani fuori casa hanno vinto una sola gara, sotto la Mole hanno l’alibi delle assenze in attacco.

Genoa-Fiorentina 2-1. Le idee di DDR, l’impegno dei calciatori, l’effetto del Tempio hanno scombussolato la Viola miliardaria del calciomercato. Chi si aspettava che la qualità viola, armata con 120 milioni al calciomercato, rifondando la società con il metodo del Como, con tanti giovani, facesse la differenza, non ha fatto i conti con il Vecchio Balordo, che De Rossi ha mandato in campo con i calciatori giusti al posto giusto, anche con le 7 assenze pesanti. Una classifica da paura che ha caricato non solo i protagonisti in campo.

Il popolo genoano, mai domo anche in tempi bui, come la squadra e la panchina. Sono stati all’unisono i vincitori di questo importante step da non fallire. Tutto certificato da “baci e abbracci a fine gara”.

La novità in casa genoana è l’uscita di Lopez da Direttore sportivo: saluti e buon lavoro. La scelta del Genoa da supermercato 2 x 1 vista la struttura della società: per sostituirlo con Modesto e Melissano, due direttori sportivi con un termine inglese per il primo, di maggiore importanza, quello di Chief of Football. Il sinonimo del braccetto o del quinto, abusato nelle cronache calcistiche. Un’operazione da procuratori, sembra dal di fuori e sulla carta.

Il tutto mentre Malagò e il Presidente della Lega di A, dopo essersi impossessati della FIGC, vogliono a parole regolamentare il ruolo di procuratori e agenti per limitare il potere nei confronti di società, allenatori e calciatori.

Importante che entrambi abbiano capito cosa ha chiesto la dirigenza in vista del prossimo futuro: non solo vendere, ma avere subito pronti i sostituti, con delle scelte opportune, non tanto per riempire la rosa a disposizione, ma utili al gioco del tecnico.

La vera marcia in più messa in campo dall’Atalanta con Sartori è distinguere il talento da ingaggiare, non solo per fare cassa, ma per migliorare le aspettative del club e della tifoseria.

In una lezione di almeno 10 anni fa all’Università del calcio, il professore di calcio Mario Sconcerti ha spiegato in poche parole lo Chief of Football: “Un manager globale che non deve solamente occuparsi di calciomercato, visionando la strategia sportiva totale, anche gestionale e amministrativa, facendo raccordo tra società e settore tecnico, oltre alla sostenibilità del bilancio e alla crescita dei giovani, affiancando il ruolo del Direttore sportivo e dello scouting nella conduzione del calciomercato“. Buon lavoro a entrambi da Buoncalcioatutti.


Genoa Primavera | Vittoria dedicata al team manager Natuzzi. Diventerà travel manager del club