La Nazionale azzurra torna in campo da Mancini a Mancini, voluto dal presidente Malagò, la cui presidenza è in discussione e in esame da parte del CONI prossimamente, dopo le quattro partite giocate dalla Nazionale.
Malagò, con l’aiuto della Lega di Serie A, degli allenatori e dei calciatori, si era presentato alle elezioni della FIGC come l’unificatore tra calcio e politica, operazione sempre più in salita dallo giugno scorso. Dopo lo show con Maldini e Leonardo, sulla condizione della Nazionale, alla prima nuvola ha subito chiamato Mancini alla guida degli Azzurri e Diana Bianchedi, vicepresidente del CONI, capo delegazione degli Azzurri di calcio. Nazionale con un dirigente di altro sport, campionessa di fioretto.
La sua nomina ha scatenato critiche. Malagò cambia poltrone, ma il suo slogan è sempre lo stesso: “Andiamo a comandare”. Adesso è in guerra con la politica che vuol commissariare la FIGC. Intorno al lungo asse di potere di Malagò e della FIGC, ruota il Circolo Magnini di Roma, di cui Malagò è il presidente onorario. Dalla sua orbita provengono le figure nazionali di calcio e della nuova FIGC.
Quattro gare in 11 giorni in Nations League con Belgio, Francia, Turchia, andata e ritorno, non saranno facili. Trentaquattro i convocati, nove esordienti: il portiere Pessina del Bologna; Ghilardi, difensore della Roma; Kayode, difensore del Brentford; Kouadio, difensore del Monza; Romano, centrocampista del Cagliari; Doumbia, centrocampista dello Sporting Lisbona; Sebastiano Esposito, attaccante del Sassuolo; Vergara del Napoli; Zoma, attaccante del Norimberga.
Una Nazionale multietnica. Curiosità: quanti di questi giocheranno, considerato che Mancini è ossessionato dalla vittoria per conquistare i tifosi, per farsi perdonare la fuga nel deserto, cercando di risalire un ranking della FIFA, attualmente 15º posto, per cercare di migliorare il sorteggio degli Europei e del Mondiale.
Il problema del CT è un altro: se qualcuno dei calciatori con passaporto italiano scoperti all’estero non avrà la possibilità di giocare almeno una partita con la Nazionale, alla fine di queste gare potrebbero scegliere le altre Nazionali di appartenenza da parte di qualche genitore.
La formazione contro il Belgio ancora non è stata sviluppata nei tre settori con cui ha preparato la strategia, il 4-3-3, in tutti e tre i reparti, difesa, centrocampo e attacco.
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