Nel dopogara della sfida tra Parma e Genoa (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto mister De Rossi ai microfoni di DAZN. Ecco le sue dichiarazioni, che ripartono dal confronto con la tifoseria a fine partita e dal clima che si percepisce intorno al Genoa.

“È una situazione che ho già vissuto purtroppo da calciatore e è sempre brutto quando vai lì per non ricevere gli applausi o gli incoraggiamenti, anche perché loro non sono mai stati avari di questo, ma ci hanno sempre dato tanto sostegno. I punti sono pochi, è un misto fra paura e insoddisfazione da parte loro e da parte nostra. Manca tanto tempo, ma un messaggio dopo la partita, con questo dispiacere addosso non è facile da mandare. Sicuramente il tempo c’è, il tempo per lavorare e per migliorare le cose. Quello che posso dire è che abbiamo bisogno di loro, non ci hanno mai fatto mancare sostegno, ma abbiamo bisogno di loro e questo è un dato di fatto”.

Oggi onestamente l’approccio è stato molto buono, perché siete entrati in campo, avete messo il Parma lì negli ultimi trenta metri, poi al primo tiro in porta avete preso un gol. Non so se è anche la sua sensazione che sia una squadra un po’ fragile, forse mentalmente, forse un po’ nelle distanze. Come se lo spiega?

“È abbastanza rischioso entrare sul terreno della prestazione di oggi perché dovremmo analizzare una partita non fatta male, non fatta peggio del nostro avversario, però non si può parlare di fortuna, sfortuna, fragilità. È un concetto un po’ vago. Secondo me sono i dettagli. Le partite fatte bene dalle squadre sono tante piccole prestazioni serie e precise da parte di tutti i giocatori. Serietà non manca, qualche errore di troppo lo commettiamo e anche qualche imprecisione di troppo. Tutto è fase difensiva, la sensazione è che prendiamo un gol veramente con grande facilità. Non parlo dei difensori, ma parlo di tutta la nostra maniera di difendere, che poi bene o male è uguale e identica a quella dell’anno scorso”.

Non so se già ha avuto modo a caldo di parlare con la sua squadra o se lo farà ovviamente nei prossimi giorni. Ci può riportare il messaggio che ha voluto dare sui giocatori nell’immediato, a fine partita?

“Ho parlato con il direttore, ci siamo detti quanto sia ancora lungo il campionato e quanto ci si debba però svegliare, perché poi dopo le distanze diventano lunghe e diventa per l’ennesima volta per il Genoa una situazione di rincorsa e non è giusto che sia così. Ora c’è la sosta: c’è chi dice che è il momento migliore, c’è chi dice che è il peggiore perché si rimane con questo fastidio addosso. Dopo la sosta abbiamo quattro partite, tre delle quali contro Fiorentina, Roma e Juve, quindi sarà complicato, ma dovremo ripartire da subito. Questa sosta ci servirà per trovare la strada, noi che rimaniamo qui, chi va in Nazionale, e dare sempre tutti i giorni un pensiero anche al Genoa, non solo alla nazionale. Soprattutto ci servirà per fare entrare in condizioni accettabili chi resta qui, perché abbiamo dei giocatori molto importanti che presto saranno in condizioni di giocare più a lungo”.

Lei ha chiuso la passata stagione tra gli applausi e la totale soddisfazione dell’ambiente. È stato anche blindato dalla società questa estate, quando c’erano le voci che giravano di un possibile addio. Le chiedo se sente ancora totalmente quella fiducia da parte della società, da parte del direttore. Ci riporta un po’ sulla pelle quello che sta provando in questo momento?

“Io sento vicinanza, sento fiducia, poi dopo devi fare risultati e la fiducia avrà una scadenza probabilmente. Non sono stato blindato quest’estate, non volevo andare da nessuna parte, nonostante si sia mosso più di qualcosa. Io stavo bene qui, la società era contenta di continuare con me, e basta. Però quest’estate nel calcio le cose cambiano molto in fretta. Io, come tutti gli allenatori, devo fare risultati perché questa è una piazza che non merita di soffrire un altro anno e rincorrere e restare lì sotto nella melma”. 


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