Per l’ennesima volta, per una trasferta del Vecchio Balordo, bisogna tirare fuori un termine amato dal Prof. Scoglio: “Tripallico”. A Parma occorrerà – e sarà – un altro Grifone tripallico in campo e in panchina. Lo vogliono i 2.500 genoani che passeranno una domenica culinaria nella patria del prosciutto e del parmigiano, pronti ad avere quei tre punti per ripartire dopo i 20 giorni di lavoro per la sosta della Nazionale.
Anche De Rossi ha dimostrato di essere fiducioso di qualcosa di diverso al Tardini. Aspettiamo con fiducia, con la speranza che possa recuperare qualche altro giocatore, oltre ad Amorin, che possa decidere le sorti della partita nel cuore del gioco.
Contano poco i numeri di modulo, perché, in qualsiasi strategia, è chiaro che, perché il sistema possa funzionare, è fondamentale il gioco dei centrocampisti, dal cui comportamento dipenderà un carattere prevalentemente.
Cambiare lo stile del gioco, portarlo come nelle aspettative di DDR e dello staff, dovrà essere più compatto e aggressivo davanti all’area avversaria, per non dominare solamente in difesa, utilizzando gli esterni o con una difesa a quattro, schierare i terzini in modo molto più propositivo in fase d’attacco, pronti a fare superiorità dentro il campo sulle corsie laterali, anche nel cuore del gioco.
A De Rossi, oltre alle corsie laterali, occorre un playmaker. I nomi sono gli stessi: Amorin, Sow, Frendrup, altro da inventare, ma senza una mezzala in grado di cucire la fase di costruzione, gireranno intorno al pallone e a vuoto.
Oltre ai calci di rigore, che si possono sbagliare, De Rossi e lo staff avranno allenato qualcuno in grado di essere decisivo sui palloni inattivi. In Coppa Italia si è visto il piede educato di Puskas: sei corner pennellati nell’area avversaria. Anche i cambi campo avranno la loro importanza, in particolare con l’utilizzo del Faraone. La formazione a domani alle 14 dagli inviati.
Capitolo Parma. L’ultima partita in casa del Como non fa testo, come tutti gli avversari che hanno affrontato i lariani, vista la differenza tecnica.
Ducali chiusi troppo in riva al lago nel primo tempo, nella ripresa, con i cambi del tecnico parmense, Parma uscito dal guscio, mettendo in imbarazzo Fabregas e la squadra, che ha incominciato a sentire le scorie della Champions. Non bisogna dimenticarsi che il risultato per i ducali è stato salvato da almeno otto buone parate del portiere Corvi.
Un punto in quattro gare non è crisi, ha detto Cuesta, fiducioso di aspettare il Grifone e spennarlo. Ducali con la difesa dello scorso luogo, più Corvi tra i pali al posto di Suzuki e, in più, Diego Carlos, arrivato da Como. A centrocampo il nuovo è Fabbian, arrivato da Bologna. In attacco, per sostituire Pellegrino, De Martis, argentino del Lanús, come Romero, dal Tigre, Diallo dal Borussia D., Touré dal Beşiktaş, ma chi gioca è Lontani, un 2008 arrivato dal Milan Futuro.
È dura per il tecnico parmense ottimizzare la fase d’attacco: solamente due le reti realizzate nelle quattro gare giocate, avendo perso, per motivi di bilancio, Man, Mihaila e Pellegrino. In difesa è uscito Circati. La media della squadra è di 24 anni, per controllare ingaggi e costi. Tatticamente, nelle quattro gare giocate, è stato un 4-3-3 solo sulla carta, considerati i difensori e i mediani in fase d’attacco.
Giocano in modo pragmatico, quasi estremo, per fare un calcio conservativo, con blocchi davanti alla propria area e ripartenze. A tratti si ha l’impressione che la fase costruttiva del gioco sia un optional.
A Parma hanno confermato mister Cuesta, al suo arrivo definito rivoluzionario, sperando di ripetere la stagione dello scorso anno con 45 punti, 11 vittorie con una sola rete di scarto e con 28 reti realizzate, grazie anche alle grandi parate di Suzuki.
Anche per la formazione del Parma, tanti dubbi. Probabilmente confermata la difesa giocata contro il Como. I dubbi a centrocampo, con l’assenza prolungata di Nicolussi Caviglia, gli acciacchi di Bernabé, finora a mezzo servizio, e colui ingaggiato per sostituirli, Sierro, ancora fuori condizione, al pari di Diego Carlos e Fabian, anche loro ingaggiati negli ultimi giorni di calciomercato. In attacco, ancora il giovane Lontani oppure l’argentino Romero.
Arbitra Mariani di Aprilia, reduce dal Mondiale americano e nella lista dei top europei. Al VAR Di Paolo e AVAR Mazzoleni.









