Un Genoa visto da fuori contro il Frosinone né carne né pesce. Una strategia studiata in anticipo con palloni verso i pivot che difficilmente sarebbe andata in porto con la squadra troppo lunga e con le nuove regole di Orsato di fischiare poco.
De Rossi dalla panchina ha visto altra partita dopo averlo sentito in conferenza stampa, rispetto a molti dei 30.000 presenti.
Bisogna essere contenti. L’occasione capita, ma bisogna cercarsela. L’importante è esprimere il massimo di sé stessi e mettersi in gioco e avere le idee chiare.
Il calcio dei frusinati, con i suoi significati emblematici da istinti primordiali dell’uomo, ha dato fastidio al Genoa e al suo pubblico.
Il gioco del Frosinone ancor di più, le marcature ad uomo asfissianti e giocare con una caratteristica particolare senza nessuna volontà di giocare il pallone, ma attaccare subito la squadra avversaria.
I sei punti sicuramente hanno fatto la differenza tra Genoa e Frosinone, ma anche il gioco dei ciociari è stato diverso, è stato più continuo, addirittura più palleggiato di quello del Genoa che giocava tra le mura amiche.
Non è mancato l’agonismo dei rossoblù a quarti, ma hanno fatto fatica sulle seconde palle, non riuscendo a giocare il pallone.
Ci sono stati i primi 15 minuti del secondo tempo dove il Tempio ha avuto la speranza di rivedere il Vecchio Balordo delle partite giocate in precedenza dentro la “Bombonera”, come l’ha descritta qualche altro allenatore come Fabregas.
I cinque principi della fase di possesso, scaglionamento, profondità, ampiezza, mobilità e imprevedibilità, sempre illustrati e insegnati alla scuola allenatore di Coverciano, rappresentano la base della fase offensiva di qualsiasi squadra, a prescindere da qualsiasi tattica messa in campo.
Al Genoa questi cinque principi non si sono visti, meglio per il Frosinone probabilmente, ma il modo di giocare di Alvini sta tenendo conto del materiale a disposizione che ha anche tra le sue linee giocatori di qualità, uno su tutti Calò, il centrocampista, il metodista, il play che detta i tempi del gioco, e l’ex giocatore del Genoa Masini, che è stato protagonista prima nel primo tempo nella marcatura del povero Baldanzi in giro per il campo e a seguire nel secondo tempo, dopo la reazione dei primi 10 minuti di gioco del Genoa, nell’aggredire nuovamente la squadra di De Rossi.
DDR e lo staff lavoreranno su questi principi e si dovranno chiedere perché fanno fatica ad essere espressi dalla squadra: questione di modulo, questione di giocatori poco utilizzati secondo le loro caratteristiche tecnico-tattiche?
Il Genoa ha avuto anche delle occasioni per far goal, quasi più dei frusinati, però la mira non è stata sicuramente quella giusta.
Si giudicano le due punte. Non tenendo conto che hanno prodotto scontri, ma non sono stati in grado di far salire la squadra, perché troppo distante.
È tornato al Genoa, con un’ovazione di tutto il Ferraris, El Shaarawy. È stato bravo in due occasioni, quando gliel’ha permesso la squadra. È partito da sinistra, è andato al centro e ha creato superiorità nel cuore del gioco dei ciociari. Dopodiché ha passato qualche minuto, non pochi, sulla corsia di sinistra, sempre quasi solo e nessun compagno è stato in grado di servirlo con un cambio campo. Prossimamente l’ampiezza potrà e dovrà essere determinante.
Con il Faraone e un altro esterno a destra, il Genoa dovrà giocare in ampiezza se vorrà avere ragione dei prossimi avversari.
Bravo Ellertsson, il migliore in campo con Ostigard. Ellertsson in tre partite si è dovuto marcare Tavares della Lazio, Dia del Como e il più pericoloso del Frosinone nei dribbling, il numero sette algerino.
Dopodomani alle ore 18 un altro scoglio da superare, soprattutto per il morale di chi vuole bene al Genoa. Coppa Italia contro il Südtirol.
Altra partita ostica, considerato come giocano gli altoatesini, ma De Rossi e lo staff non si faranno sorprendere e schiereranno altra squadra, quelli che sono subentrati nelle partite precedenti, ma anche quelli che difficilmente sono rimasti in panchina.
Meno male che si gioca fra quarantott’ore, per dimenticare non il punto benedetto conquistato con il Frosinone, ma fare un risultato positivo che ti porti verso la trasferta di Parma di domenica prossima con tranquillità.
Per portare dall’Emilia i tre punti prima della sosta di 20 giorni per la nazionale, sosta nella quale De Rossi e lo staff, con il recupero degli infortunati e della condizione fisica degli ultimi arrivati, potranno rivoltare il Genoa come un calzino, cambiando anche probabilmente strategia tattica.
Solo un pensiero sul direttore di gara: 74 gare in Serie A dal campionato 2020, ci sarà una motivazione, come lo scorso anno solamente 7 gare nel massimo campionato. Il Vangelo di Orsato non porterà frutti nel distinguere i falli in molti direttori: trattenere un avversario non è più fallo?
Il gol annullato a Baldanzi per un fuorigioco nato da una rimessa laterale e da un passaggio dietro la linea del pallone è assurdo, per un fuorigioco che neanche DAZN è riuscita a fare vedere in un replay.
Genoa-Frosinone | El Shaarawy: “Tornare in campo un’emozione speciale. C’è stata una buona reazione”




