Seconda giornata di campionato: Inter, Juventus, Milan e Lazio, Atalanta a punteggio pieno, prima in classifica la Roma di Gasperini con 8 reti realizzate e nessuna subita. Inaspettata la Lazio di Gattuso. Sette squadre con zero punti in classifica: Bologna, Torino, Genoa, Parma, Venezia, Monza, Fiorentina.

Giornata rocambolesca con la chiusura del calciomercato alle porte, con calciatori che entro stasera potrebbero cambiare squadra, ma essendo in campo, chissà come psicologicamente nel salvaguardare i propri arti.

Il calciomercato lungo che finisce con due giornate giocate è mal visto da tutti gli allenatori, ma l’associazione allenatori e calciatori fanno le spallucce, rifugiandosi nel calendario dettato dall’Uefa. Dimenticandosi che nel deserto continuerà ancora per 15 giorni.

Qualcosa bisognerà fare in futuro: o finire prima la Samarcanda oppure iniziare in ritardo l’inizio della stagione, con turni infrasettimanali quando si fermeranno i gironi europei. Orsato, l’Uefa, Rosetti, capo dei direttori di gara europei, non vogliono il calcio PlayStation, chiedono un Var più mirato. Per loro i VMO non possono arbitrare altra gara davanti alla TV.

Gli arbitri italiani hanno preso subito alla lettera le raccomandazioni. L’IFAB, che decide il regolamento del gioco del calcio, è assente, la Regola 12, Falli e scorrettezze, non esiste più sui campi della Serie A e B.

Calcio nuovamente nelle mani dei Direttori di gara? Sono all’altezza? Non piace il VAR non solo ad Orsato, anche al sottoscritto dopo 25 anni di arbitraggio, perché le immagini rallentate a Lissone sono distorte. Orsato vuole che gli arbitri siano decisionisti, allora devono cambiare il modo di muoversi sul terreno di gioco, tornando alla diagonale lunga e anticipata, ormai lo sanno anche i fili d’erba come si muovono le squadre.

Allora togliamo il VAR. Difficile, dopo i tanti soldi per Lissone, oppure facciamogli applicare veramente il protocollo negli evidenti errori. Cosa serve rifugiarsi che decidono sui calci d’angolo se sono stati errati? L’errore di Di Bello contro il Vecchio Balordo, scatenato dopo 15 giorni, ancora un reflusso che neanche il Geffer e il Maalox riescono a farlo digerire, non solo ai genoani.

Milan-Venezia 2 a 0. Il Diavolo ha fatto fatica a concretizzare contro un Venezia che ha giocato a viso aperto, sbagliando occasioni da rete. Milan in gol con Ramos, l’ingaggio più costoso. In vantaggio di 2 a 0, Amarin ha cercato di gestire la gara, salvato dal portiere Maignan.

Sassuolo-Torino 2 a 1. Torino KO al Mapei contro il Sassuolo. Entra Berardi dopo il lungo infortunio e subito timbra la rete che porta il Toro nella stalla. Partita equilibrata fino all’ingresso di Berardi e il nuovo Mister Abate ha fatto fatica a prendere le contromisure.

Fiorentina-Frosinone 0 a 3. Al Franchi di Firenze tre schiaffi ai festeggiamenti del centenario della Viola da parte del Frosinone e di un toscano in panchina, cinico, che ha sfruttato gli errori di Grosso e di un genoano in campo, Masini, il migliore nel cuore del gioco. La Fiorentina sembra avere lo stesso difetto dello scorso anno: la mancanza di umiltà.

Monza-Udinese 2 a 3. I friulani mettono in crisi il Monza e Juric, non per colpa del suo gioco, ma per gli errori davanti alla porta avversaria, masticano amaro. Udinese in crisi nel primo tempo, la differenza non fa fallire le occasioni da gol.

Juventus-Parma 2 a 0. La Juventus ha affondato il Parma non con il gioco, ma con i singoli calciatori di qualità: è stato il cambio di Nico Gonzales soprattutto a fare la differenza. Ci ha provato il Parma arcigno e compatto, con una linea Maginot di altri tempi, fregata dalla qualità avversaria.

Napoli-Como 1 a 2. Fabregas ha incartato il gioco di Allegri: aspettare e ripartire. Allegri, pochi sussulti, dominato dal palleggio dei lariani, come successe contro il Genoa, graziato da Di Bello, abili nelle ripartenze e a sfruttare le occasioni davanti a Meret. Neanche la perla di Hojlund ha risvegliato il Ciuccio.

Cagliari-Inter 0 a 1. Grazie al timbro di Calha, secondo consecutivo da fuori area nelle prime due partite di campionato, l’Inter ha dominato dopo 28 tiri, parati miracolosamente anche dal portiere sardo Caprile, ma rischiato di pareggiare, sbagliando ghiotte occasioni per far strisciare il Biscione solo nel risultato.

Lecce-Roma 0 a 4. Datemi un martello, cantava Rita Pavone, datemi un centravanti, Giampiero Gasperino, è subito è tornato il G&G: gioco, gol, goduria, per chi ama il pallone che rotola. La Roma continua a ingaggiare altri calciatori, Gaspe vuole durare fino alla fine, merita di vincere qualcosa, non solo la qualificazione in Champions.

Atalanta-Bologna 1 a 0. Non meritava di perdere il Bologna dopo aver preso a pallonate la Dea, salvata dal portiere Carnesecchi, invece un tiro da fuori area, grazie al portiere Skorupski, ha beffato i felsinei al 95’ di gioco.


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