Sono giornate di rumors e indiscrezioni in casa Genoa, già ampiamente smentiti, da interessi di altri club cittadini per giocatori della prima squadra a racconti di presenze poco gradite durante gli allenamenti, altra notizia smentita. A queste se ne aggiunge un’altra, quella di un passato da parte di Dan Sucu nella Securitate (lo storico servizio segreto di polizia del blocco orientale ai tempi dell’URSS e, in Romania, di Nicolae Ceaușescu, ndr).
Un passato che era noto già da undici anni, dal 2015, con tanto di pronunciamento del Consiglio Nazionale per lo studio degli Archivi sulla Sicurezza romeno sul tema. Il club di Villa Rostan ha preferito scrivere una nota ufficiale in merito, che recita:
“Il Genoa CFC, in relazione alle notizie diffuse in queste ore da alcuni organi di informazione riguardanti il Presidente Dan Șucu, precisa che il Consiliul Național pentru Studierea Arhivelor Securității (CNSAS), autorità pubblica rumena competente in materia, ha già esaminato la documentazione archivistica oggetto degli articoli.
Con Adeverința n. 5986 del 15 dicembre 2015, il CNSAS ha concluso a maggioranza che “Al signor Șucu Dan Viorel (…) non può essere attribuita la qualifica di lavoratore o collaboratore della Securitate ai sensi della legge”.
Alla luce di tale pronunciamento, il Genoa CFC invita gli organi di informazione a rappresentare la vicenda in modo completo, corretto e rispettoso dell’esito della valutazione dell’autorità competente.
La Società diffida, pertanto, dalla diffusione di informazioni parziali e/o inesatte tali da risultare fuorvianti e lesive dei diritti e degli interessi del Club e si riserva di intraprendere ogni opportuna iniziativa a tutela della propria immagine, della reputazione del Presidente Dan Șucu e di tutti i propri tesserati“.
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