Tre vittorie in una settimana non sono arrivate per caso, cancellato anche il tabù delle trasferte. Arriva il Milan al Ferraris, De Rossi avrà continuato nello spogliatoio e nella conferenza stampa prima della gara ha fatto capire: non abbiamo fatto nulla, ma qualcosa è cambiato.
Importante, con il Diavolo, continuare a tenere alta la guardia e un altro Grifone concreto da vedere sul terreno di gioco. Non ci sarà nessun calo di concentrazione dentro il Tempio festoso, sorridente, pronto a fare la differenza non solo nelle due gradinate, in particolare contro il Milan, ricordando il passato.
I punti adesso sono arrivati, ma il Genoa non sarà mai rimpinzato di vana gloria per quello successo al ritorno dalla sosta di 20 giorni per la Nazionale. La zona rossa si guarda dall’alto, ma il campionato ha fatto vedere, per altre squadre, che bastano solo due scivolate per fare come i gamberi. Al contrario, basta la continuità di risultati, con prestazioni e punti, per salire la classifica corta e anche per avanzare.
Nuovamente, per il Genoa, a contraddistinguere la strategia tattica, il modulo sarà la versatilità, che lo rende adattabile alle varie situazioni di gioco. Per la corretta applicazione, i protagonisti in campo hanno fatto vedere di essere istruiti dagli allenamenti settimanali e, in particolare, sui movimenti da fare senza pallone.
Con il ritorno di quasi tutta la rosa a disposizione di DDR, i ruoli sono abbastanza ben definiti, con una buona gamma di soluzioni interne, per cui, in una rosa bene assemblata, gli interpreti ci sono quasi sempre.
De Rossi sta lavorando per continuare a preservare la qualità assente nelle prime cinque di campionato, recuperando tutti quelli che possono fare la differenza, in particolare dal centrocampo in su, facendoli ruotare ed equilibrare meglio il gioco con i compagni più fisici.
La condizione continuerà a crescere e porterà risultati con il raggiungimento della forma top di tutta la rosa e girerà tutto al meglio, sia la testa che le gambe. Tutti sanno correre, la differenza la dovrà fare la qualità.
La formazione, dopo il tris di gare giocate e vinte, conterà poco: se il Genoa gira, è in grado di poter fare altro “golpe”, con la detenzione dell’avversario, con l’aiuto del Tempio, giocando senza pallone, con pressing alto, squadra corta e difesa alta, profondità, pressing, non sbagliando palloni in orizzontale. A domani alle 14 per la formazione.
Il Diavolo, nella notte di Halloween, ha schiantato l’Inter nel primo tempo. Biscione entra in campo strisciando. L’analisi a posteriori potrebbe essere che Chivu pensa alla Champions, Amorim al campionato, come vuole la proprietà, vista l’ultima gara europea dell’Inter e la formazione del Milan in Europa League.
Giustamente gode il Milan di aver vinto il quarto derby consecutivo dopo 50 anni e l’ottava stracittadina con risultato positivo. Amorim ha dato equilibrio e spirito, Chivu, senza Lautaro infortunato, Esposito e Bonny in panchina reduci da influenza, ha giocato con una sola punta, con due trequartisti e un centrocampo a quattro invece che a cinque, che ha ballato contro Modric e Rabiot, protagonisti.
Amorim, con la difesa riadattata, visti gli infortuni, con Gila e Diawara esterni, sotto la regia di Pavlovic centrale, ha fatto la sua figura fino a quando l’Inter, con i cambi nel secondo tempo, ha fatto il suo pressing analogo alle altre gare di campionato, sempre ribaltate.
La partita è stata vinta dal centrocampo del Diavolo, con Musa guardiano di Modric, che ha permesso a Rabiot di sfruttare lo spazio tra le linee, con l’aiuto di Moreira, non tanto per i gol sicurezza, ma per il lavoro in fase di non possesso.
Ruben Amorim è tecnico portoghese arrivato da giugno 2026 dopo l’uscita di Allegri. È stato scelto in particolare dalla proprietà per il suo gioco offensivo ad alta intensità, che gli ha permesso di vincere due scudetti in patria, allo Sporting Lisbona, gioco che ha avuto poco successo in Premier, esonerato dopo 16 giornate dal Manchester United.
Nel campionato italiano ha fatto fatica con l’inizio altalenante, cambiando molti moduli, con il suo 3-4-3 o 4-3-3 accantonato, ultimamente con il 4-2-3-1 dopo le batoste con Bologna al Meazza e in Europa League con il Bournemouth, mettendo in campo i giocatori al posto giusto, in particolare Pulisic dietro la prima punta.
La gara di Europa League contro il Ferencvaros e la baccata casalinga di giovedì hanno confermato gli alti e bassi del Diavolo. Formazione imbottita dal turnover, ma al 51’ di gioco sono entrati i leader senza nessun risultato, soprattutto caratteriale. D’accordo, gli ungheresi erano organizzati bene, con la grinta giusta. Diavolo una volta rosso e un’altra nero: non è la prima volta che gli succede, non solo in Europa.
Contro il Genoa domani in campo i titolari, con solo la difesa confermata, viste le assenze di Gabbia e Tomori. Gli altri assenti per infortunio: Loftus-Cheek, Saelemaekers e Chukwueze.
I nuovi rossoneri: Ramos punta dal PSG, Cisse del Catanzaro, in difesa Gila dalla Lazio, Diawara dal Troyes, a centrocampo Musah dall’Atalanta, Comotto dallo Spezia, esterno Moreira dallo Strasburgo. Formazione e modulo a domani alle 14.
Arbitro Massa di Imperia, 1981, bancario, prima gara in Serie A 23 gennaio 2011, 245 gare dirette in Serie A. Internazionale nella Top, viste le quattro gare in Champions in stagione: Liverpool-Atletico, Bayern-Arsenal, Barcellona-Aston. Nelle 4 gare dirette in stagione nel campionato di Serie A mai Genoa e Milan. Con il Genoa 4 vinte, 6 pareggi, 8 sconfitte. Con il Milan 8 vittorie, 12 pareggi, 6 sconfitte.
Primo assistente Alassio (Imperia), secondo assistente Rossi (Rovigo), quarto uomo Doveri (Roma). VAR Camplone (Lanciano), AVAR Marini (Roma). Diffidati Genoa: Østigard.
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