La decima di campionato conferma la Lazio in testa alla classifica da sola. L’Aquila non volava da 16 anni così in alto. Abbandona la vetta l’Inter, surclassata da un Diavolo inaspettato, più che psicologicamente, tatticamente, che si riprende la zona Europa.
La Roma di Gasperini, alla quinta vittoria consecutiva, non concede nulla agli avversari e le basta un tempo per sbarazzarsi dei friulani. Al contrario, il Como fa fatica con il Venezia, graziato dal VAR.
Continua il magico momento del Frosinone, peccato che Alvini abbia perso il centravanti Raimondo per infortunio fino al 2027. La Juventus e il Napoli inseguono la sesta posizione in classifica, distanziati: la Signora 11 punti dalla vetta, il Napoli 14.
Nel mare di mezzo della classifica sfilano, con tanti hurrà di fila, i colori rossoblù di Bologna e Genoa, inaspettati al rientro dalla lunga sosta nella parte sinistra della classifica.
Nel lunedì della decima giornata di campionato escono dalla zona retrocessione la Fiorentina e il Parma, vincendo in trasferta a Sassuolo e Bergamo. Agli ultimi tre posti della classifica ci sono Monza, Udinese e Venezia.
Gli arbitri, giornata dopo giornata, mettono in mostra i loro limiti nell’applicare non il Regolamento, ma l’uniformità di giudizi, sbugiardati negli show televisivi. Orsato e le sue riforme lasciano interdetti, vista l’applicazione della Regola 12, falli e scorrettezze. Deve prendere coraggio e fare la famosa rosa di 15 arbitri a dirigere il massimo campionato, affiancati dai 15 VMO. Non può continuare a fare esperimenti sulle spalle delle società. I direttori di gara li conosceva quasi tutti già dai tempi in cui dirigeva sui campi.
Tutto ciò succede alla decima giornata di campionato, quando i punti conteranno come gli errori arbitrali: nel girone di ritorno saranno dolori se non si prendono subito provvedimenti. Non ci può più essere differenza tra un pestone e un altro. Non si può solamente valutare il fallo di mano per il pallone sfiorato da un mignolo. Il Regolamento è chiaro e non lo ha inventato Orsato: “È rigore quando il braccio coincide con la parte inferiore dell’ascella; si trae vantaggio se si tocca il pallone deliberatamente, andando incontro al pallone, aumentando lo spazio occupato dal proprio corpo, cioè volontarietà“.
Continua la guerra tra Malagò e Galliani. Sono 7 le squadre in Serie A che non lo vogliono votare.
Tutte le Associazioni calciatori, allenatori, Leghe di Serie B, C e Dilettanti vogliono un programma fattibile di riforme, compreso l’utilizzo di calciatori stranieri in tutte le categorie.
In Serie A solo il 27% degli italiani in campo in ogni giornata di campionato. Malagò o Galliani non saranno presidenti della FIGC senza un programma da mantenere, non solo per l’elezione.
Il calcio deve essere come in politica, senza una programmazione, oppure con promesse elettorali mai mantenute da troppi anni, anche se in Parlamento vorrebbero mettergli le mani addosso. Il ballottaggio tra Malagò e Galliani lo deciderà la Lega Dilettanti con il suo 33% di voti.
Bologna-Monza 2-1. Palladino continua il suo percorso positivo: continuare a vincere e non più solo in trasferta, anche sotto le Due Torri. Vittoria contro un Monza mai domo, che sbaglia un rigore con Cutrone ma ne realizza uno con Varela, capocannoniere del campionato. Bernardeschi non sbaglia la massima punizione e Palladino si gode tre vittorie consecutive.
Udinese-Roma 2-5. Il G&G: Gasperini, gioco, gol e godimento travolge l’Udinese. A rimetterci è l’allenatore Runjaic, esonerato. È bastato un tempo alla Lupa per sbranarsi la zebra dell’Est. Si rilassano i Gasperini Boys nel secondo tempo: giovedì gara importante in Coppa UEFA e i friulani cercano di impensierire, troppo tardi.
Milan-Inter 3-1. È l’ottavo derby che l’Inter perde con il Milan negli ultimi anni, pur essendo davanti in classifica. L’assenza di Lautaro pesa a Chivu, che cerca la doppia soluzione dietro la prima punta, ma salta il gioco a centrocampo, dove Modric e Rabiot prendono in mano il Diavolo nella notte di Halloween, facendo l’ennesimo scherzetto al Biscione.
Como-Venezia 1-0. I Lariani vincono con un rigore. Per il Venezia di Nicola è rabbia per la massima punizione annullata dal VAR Cossu, una massima punizione assegnata giustamente da Ferrieri Caputi. L’arbitro in rosa ha subito cattive frasi: vergogna. Con questa linea di Orsato non ci sono differenze tra uomo o donna. Il Como amministra il risultato e le forze, con vista Champions; il Venezia tiene il campo, ma difficilmente riesce a graffiare nell’area avversaria.
Frosinone-Torino 2-0. Il Frosinone non smette di stupire. In molti aspettano il falso passo, riferendosi alla Cremonese dello scorso anno. Sarà difficile vincere allo Stirpe. Quarto risultato utile consecutivo per mister Alvini. Torino, un toro poco pericoloso e scornato dal gioco frusinate.
Lazio-Cagliari 2-1. Gattuso finalmente solo in testa alla classifica. L’Aquila vola con un gol di Pinamonti. Il Cagliari si illude per essere passato in vantaggio. Duro l’Olimpico di Roma per Pisacane, che subisce in 5 giorni la seconda sconfitta consecutiva in rimonta. Saranno più di 25 anni che la Lazio non si trovava da sola in testa alla classifica. Ora i contestatori che riempiono gli stadi in trasferta devono fare un esame di coscienza per non lasciare Gattuso solo sotto il Cupolone. Bravo Gattuso a ribaltare la gara con i cambi.
Juventus-Napoli 2-0. Vince la Juventus, dopo i fischi, grazie a due lampi scacciacrisi e non al gioco. Solo autostima, spera Spalletti. Allegri ci prova con il braccino corto, ma, rinunciando per infortunio a Hojlund, fa fatica a fare non solo gol, ma anche azioni in possesso di pallone. Sarà un brodo vegetale caldo per Spalletti, che sicuramente lo farà diventare di carne, non cuocendo troppo fino al prossimo calciomercato, per una squadra costruita male. Giovedì c’è l’Europa League per la Signora. Il Napoli, alla quarta sconfitta in stagione, deve ripartire al più presto, anche con l’impiccio della Champions di domani.
Sassuolo-Fiorentina 2-4. Il Sassuolo, con le 4 reti subite a domicilio dalla Fiorentina, è la peggior difesa del campionato, con 26 reti subite. La Fiorentina ha approfittato della difesa colabrodo emiliana, con le 4 reti realizzate, portandosi a 15 gol fatti e uscendo dalla zona retrocessione con tre punti di vantaggio sulla zona rossa, in compagnia del Sassuolo. Aquilani a rischio panchina durante la prossima sosta?
Atalanta-Parma 0-3. Continua la crisi della Dea, inaspettata dopo che per 8 anni di seguito ha lottato per la zona Europa. Dea uscita dal campo fischiata dai tifosi rimasti, mentre altri avevano già abbandonato gli spalti. Sarri, senza molti elementi in infermeria, non utilizza più il Sarrismo, vira al 4-2-3-1, sicuro di far barcollare il 5-3-2 di Gilardino, che al primo tiro in porta fa gol, mettendo la Dea in ginocchio, pur attaccando con poco costrutto sotto rete. Gilardino, in contropiede, arrotonda il risultato: ogni puntata è stata come affondare la lama nel burro e si porta fuori dalla zona retrocessione con la prima vittoria.
Lecce-Genoa 1-2. Terno sulla ruota del Genoa. Tutti soddisfatti, società, allenatore e tifosi, non dei tre risultati in una settimana, ma della prova della squadra anche in trasferta, anche se mai sola. Testa bassa e pedalare alla ricerca di continuità del gioco e dei risultati, con un passo in avanti grazie alla qualità utilizzata bene da DDR e dallo staff e alla quantità nel cuore del gioco. Tenere botta si può con una squadra che gioca e fa quadrato. La prossima, dentro il Tempio: «Tutti per uno, uno per tutti».
Osmajic e Baldanzi “normal men” all’Ikea nel giorno di festa hanno firmato più autografi e fatto più foto che acquisti.








