Nel dopogara della sfida tra Genoa e Juventus (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto mister De Rossi dalla sala stampa. Ecco le sue dichiarazioni.

È stata la miglior partita da quando alleni il Genoa?

“Me l’hanno chiesto anche prima, non lo so. Sono state fatte altre ottime prestazioni, il coefficiente di difficoltà era molto alto, l’avversario era fortissima. Abbiamo fatto una grande partita, in continuità con quello che abbiamo fatto nelle ultime settimane. Gli psicologi bravi dicono di non citare mai gli eventi negativi. Ma io ho dovuto dire che i secondi tempi non erano mai stati all’altezza nelle ultime partite. Volevo una prestazione di carattere, di corsa e di attenzione ai dettagli e sono stati veramente bravi, anche perché è iniziata ad entrare gente di qualità ed è stato difficile non subire i tiri che abbiamo subito con il Venezia e che un po’ abbiamo subito anche stasera“.

Questo è stato un secondo tempo in cui siete riusciti a ripartire in modo eccellente, come avevi già chiesto la scorsa settimana…

“A volte le cose riescono un po’ meglio, a volte che qualche giocatore rientri in condizione. Avere giocatori come Meichtry o la condizione di Vitinha o anche lo stesso Ehizibue, sono tutti giocatori di gamba in più che permettono di ruotare e di non avere sempre l’acqua alla gola quando ci sono i giocatori in campo che non hanno quelle caratteristiche. La rotazione è stata perfetta grazie a quelli che sono entrati, potevamo fare più male sia nella parte finale di primo tempo che nel secondo. Ma c’è poco da lamentarsi, solo fare i complimenti ai giocatori. Ci sono stati cinque o sei cambi rispetto all’ultima partita, sono contento anche per questo e per quelli che hanno avuto meno spazio quest’anno. Su tutti cito Vitinha, che l’anno scorso mi ha salvato. Dal primo giorno si allena a duemila, col sorriso e senza mai fare una polemica, nonostante abbia perso qualche minuto. Poi se ti alleni così si vede: cuore, intelligenza e attacco dello spazio. Una partita incredibile la sua“.

Oggi è tornato Baldanzi, gol e assist e soprattutto l’avete messo nelle condizioni di fare meglio…

“L’abbiamo cercato, si è fatto trovare. Era in condizioni ottime anche in allenamento. La partita col Venezia si era messa in una maniera per la quale ho cercato di mettere di più gente che contenesse, non ripartivamo più e avere uno di qualità serviva a poco. Lui ha aspettato il suo momento, la partita era tutta incentrata su di lui e all’attacco dello spazio. Tommaso è mio figlio, ma io devo fare l’allenatore e se qualcuno sta più in forma gli levo anche un po’ di pressione facendolo riposare qualche volta. Lui è un fenomeno anche come ragazzo, non ha mai abbassato di un centimetro il livello di allenamento, non ha mai frainteso le mie scelte di formazione o portato negatività all’interno del gruppo. Come parlavamo di Frendrup l’altro giorno e l’abbiamo visto. Questa squadra ha bisogno di tutti, lo dicono tutti gli allenatori. Durante la stagione abbiamo bisogno di tutti, quando ci sono le partite ogni tre giorni ancora di più. C’è sempre bisogno del giocatore che sembra l’ultima ruota del carro e poi non esce più“.

Spalletti ha detto cose bellissime di lei. Questo è un momento difficile per lui, come l’ha visto?

“Quando noi allenatori perdiamo è sempre un momento difficile, soprattutto in una società come la Juventus che ha come obiettivo quello di vincere e primeggiare. Il momento è difficile, dopo che perdi sei sempre lì a pensare. Ma è un allenatore di esperienza incredibile e si tirerà fuori. Oggi abbiamo giocato contro una squadra molto forte, guardando gli undici ho pensato che fossero davvero forti. Poi ho pensato a quelli che mancano: Yildiz, Locatelli, Conceicao e ora non me li ricordo, ma c’è una squadra intera fuori. Penso che questa sia una squadra allenata da uno dei più grandi allenatori che c’è nel nostro panorama“.

Tra i protagonisti c’è anche Amorim, che ha fatto un partitone. Ma allargo il discorso: vedendo la formazione all’inizio si poteva pensare che stesse pensando di più al Lecce, ma se si analizzano bene le cose bisognava fare queste scelte qui e avete dimostrato che volevate vincere anche stasera…

“Per me con Baldanzi, Osmajic, Vitinha che ha giocato quasi tutte le partite lo scorso anno, i tre centrali che sono sempre gli stessi, Bijlow, Ellertsson, Ehizibue. Forse l’unico che aveva giocato un po’ meno è Amorim, ma se non si fosse fatto male con il Südtirol avrebbe giocato con il Parma. A volte giocano un po’ meno perché esce fuori Traoré, che sta facendo benissimo e uno fa la scelta. Ho preparato la partita 30% tatticamente e 70% mentalmente perché anche io ho sentito queste chiacchiere sul Lecce. Il Lecce è importantissimo, ora che abbiamo vinto ancora di più, ma noi dovevamo vincere con la Juventus, come l’anno scorso volevamo vincere con la Roma. A volte riusciamo e a volte no, ma noi proviamo a vincerle tutte. Anche perché è l’unica settimana in cui c’è questo ritmo più serrato, dobbiamo provare a vincere tutte le partite. Lo scorso anno ci siamo salvati anche vincendo con la Roma e quest’anno abbiamo vinto con la Fiorentina. Adesso dobbiamo alzare il livello, andare a Lecce e sarà difficilissimo. Quando dico che abbiamo bisogno di tutti, è così. La riunione pre-gara è stata più lunga del solito, a me non piace parlare tanto. Volevo che capissero quanto tenessi a questa partita, quanto pensavo che fosse possibile vincerla, soprattutto per noi. Nessuno di loro doveva pensare che stavo mettendo qualche giocatore pensando al Lecce. Quello che succede succede, perdere con la Juventus ci può stare. Quelli che ho messo in campo erano i migliori. Ho scelto quelli che oggi pensavo fossero nelle migliori condizioni per farmi vincere la partita“.

Questa sera c’è stata tanta forza di volontà e molta testa. Anche tanta unione del gruppo, la panchina era totalmente partecipe…

“Questa panchina e questo coinvolgimento è merito loro, dello stadio e della Gradinata per come ci sostiene sempre, anche quando le cose ci riescono meno bene. Merito di tutto lo stadio e di tutti i genoani. Ma è merito dei valori umani che ha questa squadra, sono vittorie che arrivano da lontano. Questo gruppo si è ritrovato con un punto in cinque partite. Potevano girare le spalle all’allenatore, puntare il dito. L’abitudine è questa. Ma non solo qui, invece questo gruppo si è unito e ha lavorato senza garanzia di successo, come fanno i professionisti veri e gli uomini veri. Quelli che giocano e quelli che non giocano mai, che mi hanno mandato i messaggi per primi. Quando un gruppo si unisce così e l’allenatore ha il tempo, il merito è dei giocatori e della società che ha avuto pazienza. Gli allenatori hanno bisogno di tempo e pazienza, che non può essere illimitata, ma la cosa più facile era cacciarmi dopo Parma. Non vuol dire che ora siamo intoccabili, come ora abbiamo fatto queste vittorie, basta un attimo avere la puzza sotto il naso e tornare in mezzo al fango“.

Ti aspettavi di poterla vincere in questo modo? Qual è stato il segreto di questa vittoria?

“Mi aspettavo di poterla vincere, sapendo che era molto difficile. Abbiamo preparato una partita di grande aggressività, perché questa squadra non può prescindere dall’essere aggressivi. Mi viene da dire specialmente in questo stadio, ma è sbagliato perché dovremmo essere la stessa squadra ovunque. Ma in questo stadio c’è un metro in più che riesci a fare, spinti da questi tifosi qui. Dovevamo essere aggressivi, senza paura. Se avessimo fatto il secondo tempo che abbiamo fatto con il Venezia, avremmo pagato. Anche restando bassi siamo riusciti a non portarceli troppo dentro, poi qualche tiro lo abbiamo preso e qualche parata l’ha fatta anche oggi Bijlow. Ma siamo stati bravi ad attaccarli forti nel primo tempo e a ripartire quando siamo riusciti a non essere troppo schiacciati“.


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