Nella giornata di oggi, venerdì 30 ottobre, è uscito in libreria il libro di Michele Bitossi “E se poi guarisco? Viaggio sentimentale di un tifoso in crisi“. Il libro tratta di un viaggio introspettivo nell’animo di un tifoso che, resosi conto di dover fare i conti con un “burnout sentimentale” nelle vesti di tifoso della propria squadra del cuore, si domanda quale sia la strada migliore per ritrovare quell’attrazione e quella passione che sembrano lontanissime. Ne scaturisce un viaggio intrapreso assieme ad un “gruppo di mutuo aiuto itinerante“, come lo descrive lo stesso autore, composto da altri tifosi che hanno vissuto lo stesso stato d’animo.
COSA TROVARE NEL LIBRO | Per tutta la vita Michele Bitossi ha creduto che il tifo fosse una forma d’amore assoluto. Una fede da onorare senza se e senza ma. Poi, all’improvviso, durante una partita della sua squadra del cuore, si scopre annoiato, svuotato, esausto. Esce dallo stadio prima del fischio finale e la sera realizza di essersi dimenticato perfino di controllare il risultato definitivo. È accaduto l’impensabile: è iniziata ufficialmente la sua crisi di tifoso. Che fare? La prima cosa che gli viene in mente è condividere questo burnout sentimentale con una serie di tifosi logorati, nostalgici, recidivi come lui. Sono musicisti, scrittori, giornalisti, filosofi, ex calciatori. Si mette in viaggio per intervistare Ghemon, Matteo Caccia, Giovanni Francesio, Max Collini, Davide Coppo, Pierluigi Spagnolo, Malcom Pagani, Emiliano Colasanti, Sébastien Louis, Gianmarco Tognazzi, Matteo Saudino, Alessandro Gazzi, Tim Parks. Trae origine così una sorta di gruppo di mutuo aiuto itinerante. Da questa frattura – e dall’esperienza del podcast Prendo la sciarpa e vengo da te – nasce il racconto di quarant’anni di passione calcistica e di ciò che il tifo rappresenta: identità, appartenenza, memoria, famiglia, ossessione, dipendenza. A fargli da contrappunto c’è la sua compagna, ex calciatrice di Serie A: il suo sguardo competente e divertito smonta riti e fissazioni del tifoso. Un confronto che rende il libro perfetto anche per chi – da fuori – si è sempre chiesto cosa passi per la testa di chi soffre di questa pazza «malattia». Con la voce ironica già apprezzata nel suo romanzo d’esordio Ma io quasi quasi, Bitossi ci regala un viaggio emozionante nel mondo delle curve, delle trasferte allucinanti in campi di provincia e delle domeniche vissute come una questione esistenziale. «Una muraglia umana sterminata che cantava compatta. Migliaia di puntini che battevano le mani a tempo e urlavano, suoni di tamburi, bandieroni, fumogeni, megafoni, ruggiti, fischi, ancora cori, ancora bandieroni, ancora fumogeni, tamburi, fischi, battimani. Poi, finalmente, lui. Il boato».
LA STORIA DI MICHELE BITOSSI | Classe 1975, laurea in Lettere moderne e qualche tatuaggio di troppo, Michele Bitossi è nato a Torino e vive a Genova. Nel 2024 è uscita per RaiPlay Sound la prima stagione del suo podcast sul tifo calcistico, Prendo la sciarpa e vengo da te, e nel 2025 ha pubblicato il suo primo romanzo, “Ma io quasi quasi (Accento)”. È inoltre, da molti anni, uno stimato musicista e songwriter del panorama musicale indipendente italiano, e un docente di Lettere nella scuola secondaria di secondo grado.







