Nel dopogara della sfida tra Genoa e Venezia (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto mister De Rossi dalla sala stampa. Ecco le sue dichiarazioni.

Tre punti importantissimi, ma che sofferenza…

“Grande sofferenza nel secondo tempo, come negli ultimi venticinque o trenta minuti contro la Fiorentina. Per salvarsi bisogna saper soffrire, ma anche giocare meglio di così nel secondo tempo. All’interno di questa sofferenza, bisogna saper soffrire. Ci siamo riusciti. Abbiamo concesso un paio di occasioni, una di testa con un giocatore solo completamente in area e sono le cose più gravi, prendere gol così dopo aver lottato e sofferto come abbiamo fatto sarebbe stata una pugnalata. Nel primo tempo abbiamo fatto bene, nel secondo tempo ci siamo abbassati e non siamo riusciti a spingerli via, ripartendo e pressando. Questa è una squadra con qualità, gamba e giocatori giovani e forti. L’avevamo detto prima della partita e oggi nei secondi 45 minuti l’hanno dimostrato“.

Hai provato in tre occasioni ad alzare la squadra con le sostituzioni, ma è stato difficile…

“All’inizio del secondo tempo abbiamo perso delle palle molto semplici e molto comode per poter ripartire, forse ci sono venuti fuori un po’ di paura e un po’ di stress. Abbiamo iniziato a tirare pallonate, loro ci hanno pressato bene e quando lo fanno devi tirare la palla sopra, quindi abbiamo messo due attaccanti. Non è stata facilissima questa seconda parte di gioco, ci sta e ci tengo a sottolineare che c’era gente in campo che non doveva nemmeno starci. Colombo ha fatto una partita di cuore e sacrificio, con una caglia un po’ così. Lo staff medico ha fatto un grande lavoro e ha dato tutto per esserci. Mi spiace quando viene beccato dal pubblico durante la partita, i giocatori così meritano sempre applausi e che io sottolinei quando stanno in campo e se la sarebbero potuta vedere tranquillamente in tribuna“.

Bijlow ci ha messo le mani in più di un’occasione, è stato bravo nelle uscite e ha dato sicurezza. Forse la sua miglior partita quest’anno…

“Ha avuto qualche fastidio in settimana, eravamo sicuri che non giocasse e ha tentato di tutto: farmaci, medicinali e tutto ciò che potesse permettergli di stare in campo. Ha fatto la sua grande partita. Dobbiamo aiutarlo quando vengono tutti questi giocatori, lui è stato pronto e attivo. Ha fatto un paio di uscite che ci hanno fatto respirare. Saper soffrire? Le squadre che devono salvarsi devono anche avere questa caratteristica, non possiamo sempre pensare di portare in carrozza le partite a casa. Anche se nel primo tempo abbiamo avuto qualche occasione per fare meglio, dovevamo essere più precisi e soprattutto più verticali. Quando le squadre ci lasciano giocare non dobbiamo andare dietro alla lentezza delle squadre che ci aspettano, addormentare la partita non è un modo intelligente perché siamo una squadra che deve andare verticale, andare in area e oggi l’abbiamo fatto poche volte“.

Quanto ha pesato non aver fatto il secondo gol nel primo tempo?

“Pesa tanto, ovviamente pesa tanto. Ma si deve far meglio nel secondo tempo. Non possiamo pensare di finire tutti i secondi tempi 2-0 come con la Fiorentina e anche in quel caso ci siamo schiacciati troppo. Avevamo in quel caso mezza squadra fuori, oggi abbiamo ripreso a recuperare qualche giocatore che tornerà utilissimo già da mercoledì, quando avremo una partita difficilissima. Il secondo gol sarebbe stata una grande cosa, ma una porta inviolata dopo non so quanto tempo ci fa tanto bene. Il gol potevano farlo, prenderlo con un uomo solo a cinque metri dalla porta ci avrebbe fatto male per la classifica e per il morale“.

Frendrup l’abbiamo visto ancora più aggressivo: era una reazione al mancato utilizzo? E cosa dirà ai giocatori dopo questo secondo tempo?

“Dirò: ‘Bravi, avete vinto una partita del campionato italiano di calcio’ E dovremmo essere tutti quanti contenti noi genoani. Abbiamo fatto alcune partite in cui avremmo meritato di più o giocato meglio e abbiamo perso. Quindi o siamo bravi sempre quando vinciamo e tonti quando perdiamo o viceversa. Io penso di dover dire loro bravi per come hanno lavorato e sofferto. E a Frendrup bravissimo. Lui non deve avere reazioni, è un fenomeno e lo è umanamente. Pensavo di parlagli per spiegare la scelta, ma nemmeno ci sono andato, basta uno sguardo. Wiafe meritava di giocare per come ha giocato a Roma e con la Fiorentina, ci dà delle cose. Sapevo che ci avrebbero aspettati bassi e che andava riempita l’area e lui come mezzala offensiva è ancora più forte in area. Abbiamo fatto questa scelta, con lui non servono scuse finte. È un fenomeno come ragazzo ed è un ottimo giocatore. Poi è entrato bene come ha fatto Puczka, Marcandalli, Colombo e Amorim. La squadra ha dato tutte. Io devo essere quello che li fa giocare un po’ meglio. Si può soffrire, ma bisogna ripartire ogni tanto. Il Venezia è una squadra forte, ma adesso incontriamo una squadra che se la tieni 45′ dentro l’area di rigore ti fa tre gol. Noi dobbiamo fare punti anche con la Juventus. La partita non può essere aspettarli dentro la nostra area“.

Che pesasse tanto si è visto da come hai esultato alla fine. Cosa è successo dopo la fine con la tribuna?

“Per me questa è una delle partite più importanti che ho vissuto da allenatore del Genoa. C’era grande tensione. Dopo la vittoria con la Fiorentina, sembrava scontato perdere a Roma e vincere oggi. Non c’è nulla di scontato. Sapevo che ci avrebbe dato punti importanti e un po’ di serenità anche se si gioca subito. Dietro la panchina – e sto parlando di una sola persona – per novanta minuti sembrava non andasse bene nulla: quello non va bene, passala là. Che trattino me da scemo va bene. Era un discorso legato a Colombo. Sosteniamo questi ragazzi, visto che ci sono altri 30.000 spettatori che hanno fatto il tifo e urlato tutta la partita e non penso che fossero contenti di come stessimo giocando. Non credo che in Gradinata dicessero ‘che bravi, come sta giocando bene il Genoa’. Stavamo in sofferenza e se puoi dare una parola di conforto ai giocatori è meglio. Anche all’allenatore, ma a me non interessa. Io ho sbagliato, non devo reagire. Devo star zitto e fare il mio lavoro. Chiedo scusa. Non devo rispondere, però io so quello che ha fatto Colombo per stare in campo. Facciamo il tifo, poi a fine partita abbiamo i social e lì siamo i numeri uno a insultare tutto. Qui allo stadio ci vuole più sostegno, perché poi ci sono altri 30.000 che anche oggi hanno fatto un capolavoro di sostegno e di amore e li ringraziamo. Tutto qui“.

Si è già capito qual è il problema di Wiafe?

“Risentimento all’adduttore, che vuol dire tutto e vuol dire niente. Lui ha giocato poco all’inizio dell’anno, forse avremmo dovuto pensarci un attimo prima. Non ho pensato al minutaggio e nemmeno a quello di Traoré. Speravo e pensavo fossero crampi,  temo che non sia così e che mercoledì non ci sarà“.

Su Osmajic e Colombo insieme: “Sono partiti bene, hanno fatto bene insieme. Osmajic ha fatto un paio di gol su assist di Colombo. Oggi eravamo in difficoltà, devono giocare più vicini e dobbiamo essere più bravi a servirli. Diventa difficile giocare con due attaccanti perché si fischiano pochi falli, anche se loro sono fisici e tengono botta. Possono giocare insieme. Qui in casa, a prescindere dalle condizioni di Colombo che non avrebbe potuto fare 90 minuti, era più giusto partire a quattro e metterli lì con esterni offensivi“.

Quanto ti fa piacere il gol di Ellertsson, che hai sempre elogiato?

“Io lo difendo qui, ma a Pegli lo massacro. Secondo me è molto più forte di quanto abbiamo visto, a parte il gol di oggi che può essere un’eccezione. Lui ha questo tiro, sa mettere le palle molto migliori di quelle che mette quando crossa, ha potenzialità incredibile. Sa fare tre o quattro ruoli e ti permette di cambiare l’assetto con un giocatore che si adatta. Si tratta di un giocatore fortissimo, sono contento per lui. Si allena a duemila e va sempre a duemila. penso possa giocare alto a destra in questo modulo che a me piace, che io prediligo, lo ribadisco. A destra non abbiamo tantissime alternative, ci può giocare Messias o anche Baldanzi, che preferisco più dentro al campo. Ma a me piace. Oggi non era la miglior partita, visto che le ampiezze le occupavano i loro quinti, ma volevo giocare con un giocatore offensivo in più. Siamo stati bravi sui contropiedi, non ne abbiamo concessi e questo era il nostro focus principale, oltre a far loro gol“.


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