Genoa-Fiorentina una partita da accomunare visti i risultati e le prestazioni delle prime cinque giornate di campionato giocate da entrambe le squadre. Al di là della classifica, tre punti in più per i toscani ed è importante fare analisi delle gare di Vanoli, nuovo mister.

La differenza tra Genoa e Fiorentina sono i 120 milioni spesi al calciomercato, che ancora non hanno prodotto i risultati aspettati non solo dalla società, ma anche da tutti gli addetti ai lavori, considerato che al termine della Samarcanda avevano scritto e deciso che la Viola si sarebbe giocata l’Europa.

I venti giorni di sosta dovranno certificare chi tra Rossi e Vanoli ha recuperato la qualità, cambiando anche la strategia, e chi è stato vittima di infortuni non aspettati. DDR in Romania ha fatto una dichiarazione abbastanza sibillina: “Ci siamo guardati con lo staff e abbiamo deciso di far finta di essere subentrati subito dopo la partita giocata contro il Parma“.

Cosa ha voluto dire? Faccio finta di essere stato esonerato nel subconscio da calciatore poteva essere anche giusto, avendo capito quello che non è successo nelle prime cinque giornate di campionato, e si è nuovamente vincolato alla causa genoana anche con il benestare della dirigenza. Nella conferenza stampa di ieri ha dato la sua risposta, integralmente su Buoncalcioatutti.

Come farlo? Ritrovando la squadra corta, la giusta fase difensiva, i gol, cercando di cambiare radicalmente l’impostazione, la strategia, la tattica del gioco? Con il materiale a disposizione deve cucire probabilmente un altro abito al Vecchio Balordo, guardando la classifica e il calendario. Il problema è che non c’è più tempo.

I problemi del Grifone sono stati diversi nelle prime cinque giornate della stagione: troppo statici davanti all’area di rigore avversaria, da sembrare non essere una squadra di DDR.

L’attacco si è visto poco per 450 minuti di gioco, non sempre per colpa delle punte, facendo fatica il pallone ad arrivare sulla trequarti avversaria.

La causa della poca produttività offensiva è stata la lentezza nel cuore del gioco, il mancato utilizzo delle corsie laterali, utili in qualsiasi numero di modulo da utilizzare.

Alcuni calciatori sono apparsi spenti, fisicamente indietro e senza mai rischiare una giocata, compresi quelli che sulla carta dovrebbero fare la differenza nelle gare del Genoa.

DDR e lo staff, in questi 20 giorni, anche senza i nove elementi prestati alle Nazionali – non male per una squadra con un solo punto in classifica – avrà pensato come accendere l’attacco e coprire la difesa, ritornando al passato, giocando con una squadra con distanze opportune tra le varie fasi che devono permettere di svolgere il gioco voluto dal mister.

DDR, la scorsa stagione, ha dato equilibrio alla squadra con il mantenimento della possibilità di copertura reciproca in ogni circostanza. De Rossi nella conferenza in Romania ha detto “dovremmo spiegare il principio della semplicità e della chiarezza”, un doppio significato che dovrebbe riferirsi all’espressione verbale e, dall’altra, alla presentazione ed esecuzione delle esercitazioni. DDR è bravo quando parla e si spiega, vista l’esperienza paterna da ottimo tecnico, ha sempre usato la regola delle 3 C: chiari, concisi, completi.

De Rossi può fare molto, lo ha fatto vedere la scorsa stagione, non può aver perso la bussola della tattica, ma i veri protagonisti in campo sono i calciatori, i veri protagonisti in ogni momento e in ogni fase della gara; sono loro che decidono sempre cosa e come fare in quell’istante, in funzione di quanto sta succedendo.

Contro la Fiorentina, domani alle 15, De Rossi e lo staff avranno pensato, studiato, allenato come accendere l’attacco e coprire la difesa.

Semplicemente con quello fatto vedere lo scorso campionato, in particolare nel finale della stagione, non è questione di numeri di modulo, permettendo alla difesa di essere più coperta e alla qualità di avvicinarsi all’area avversaria, cercando di tirare da fuori e da dentro i 16 metri davanti al portiere avversario, oltre a sfruttare i calci di punizione diretti e indiretti, in particolare i corner.

Sono consapevoli al Pio Signorini che, nelle prossime sei gare prima dell’altra sosta della Nazionale, occorre una svolta e punti pesanti in classifica. La formazione alle 14 su Buoncalcioatutti.

Fiorentina, la rivoluzione di Paratici, il DS che ha preso il posto di Pradè con i dollari del giovane Commisso, con l’arrivo di Grosso in panchina, uno degli allenatori rivelazione, non ha fornito risultati e, dopo tre sconfitte consecutive, è stato messo alla porta e il nuovo Direttore Sportivo, a furor di popolo, ha dovuto richiamare Vanoli dopo averlo messo alla porta e la salvezza della scorsa stagione.

Vanoli è tornato bene alla guida della Viola, ha vinto alla prima gara in trasferta a Venezia dopo essere stato preso a pallonate, 19 tiri e grandi parate di De Gea; alla quinta ha pareggiato contro il Napoli al Franchi con le stesse caratteristiche della gara precedente.

La differenza tra Grosso e Vanoli non è nei numeri di modulo, 4-2-3-1 per Grosso, 4-3-3 per Vanoli, ma nei 20 giorni di sosta nei quali anche lui ha virato, vista la rosa a disposizione, sul modulo dell’ex allenatore del Sassuolo.

Grosso era più portato al possesso palla fine a se stesso, Vanoli sempre alla ricerca di profondità e di una fase difensiva più alta. Accorgendosi di lasciare troppi spazi aperti in fase difensiva, ha cambiato modulo, sempre con le stesse caratteristiche: giocare più corto, aggressivo, lontano dalla propria porta. Tutto ha fruttato nelle 2 gare in panchina 4 gol, solamente uno in precedenza.

Il lavoro svolto dal tecnico nei venti giorni di stop per le Nazionali, pur senza 8 calciatori, è stato improntato al recupero della condizione fisica, con la metà degli allenamenti doppi nella calura fiorentina.

I gigli fiorentini sono tanti, ma fino alla quinta di campionato non erano sbocciati: Atta, arrivato dall’Udinese; Olulai, centrocampista della Nazionale marocchina; Pellegrino, bomber arrivato dal Sassuolo; in difesa Dragusin dal Tottenham, Jimenez dalla Premier inglese, Viery dal Gremio, Valdepenas dal Real Madrid, Joao Mario dalla Juventus, Gnonto dal Leeds, Beto dall’Everton, Goncalves dallo Sporting Lisbona e la stella argentina Mastantantuono. Per Vanoli, al suo arrivo, la prima preoccupazione è stata la condizione fisica; d’altronde, chi li aveva ricevuti prima non aveva fatto la preparazione, arrivati dal calciomercato a spizzichi, che tutti gli allenatori maledicono, ma nessuno fa niente per cambiarlo, compresa la loro associazione che ha votato Malagò.

Quasi tutti a disposizione contro il Genoa, ma tanti i ballottaggi per Vanoli a 24 ore dall’inizio della gara, a centrocampo e sulla corsia laterale di destra.

Arbitro Maresca di Napoli, 42 anni, vigile del fuoco, arbitro dal 1997, più di 150 gare in Serie A, la prima in Serie A nel 2014, internazionale dal 2020. Due gare in stagione. La scorsa stagione ha chiesto di non dirigere gare del Napoli. 19 gare con il Genoa: 7 vittorie, 3 pareggi, 9 sconfitte. Con la Fiorentina, 13 gare: 5 vittorie, 4 pareggi, 4 sconfitte. Primo assistente Colarossi (Roma), secondi assistente Fontemurato (Roma), quarto uomo Colombo (Monza). VAR Abisso (Palermo), AVAR Camplone (Lanciano).


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