Nel post partita della sfida tra Parma e Genoa (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto dalla sala stampa del “Tardini” il rossoblù Junior Messias. Questo il suo commento alla partita.
Come state vivendo questo momento e cosa vi siete detti dopo la partita per cercare di trovare una soluzione?
“Sicuramente non bene. Abbiamo fatto una partenza di campionato che con un punto in classifica, ma siamo un gruppo unito e siamo con il mister. Ci sono sicuramente tante cose da migliorare, ma di questo si parla dopo la partita. Abbiamo tre settimane per mettere a posto quello che dobbiamo mettere a posto e cercare di fare meglio di quello che abbiamo fatto fino adesso”.
Ti abbiamo visto alla fine andare sotto dei tifosi, erano molto delusi. Tante volte vi hanno applaudito, ma ora non ci sono i risultati ed erano amareggiati, anche se vi hanno sostenuto per tutta la partita?
“No, non ci siamo detti niente di troppo. Sappiamo che loro ci tengono e ci teniamo anche noi. Sono tifosi meravigliosi, è giusto che adesso ci contestano perché quando le cose non vanno bene è giusto. Quando vanno bene festeggiamo tutti assieme. Non ci siamo detti niente di troppo, se non che ci teniamo a fare bene anche per loro. Fuori casa erano quasi tremila, abbiamo visto che ci hanno sostenuto per tutta la partita. Sicuramente loro meritano di più di quello che abbiamo fatto”.
Oggi sei venuto spesso a prenderti la palla indietro. Ti è mancato un apporto sulla fascia?
“Alcune cose le deve analizzare il mister. Io dal campo ho visto una squadra che ha cercato di vincere la partita e di tenere la palla. Abbiamo preso due gol su ripartenza, ma sicuramente non meritavamo questo risultato. Ma nel calcio o vinci o perdi. Abbiamo perso, la partita è andata così, poi analizzeremo quello che hai detto te e cercheremo la prossima partita di fare meglio rispetto a quello che abbiamo fatto oggi. Per me non abbiamo fatto una cattiva partita, però non ci è bastato per vincere, per portare i punti a casa”.
Alla fine della partita tutta la squadra sotto al settore ospiti e poi solo tu sei andato a parlare. Come mai una scelta così ?
“Mi sono sentito di parlare perché ormai sono quattro anni che sono a Genova. So quanto i tifosi ci tengono alla squadra, quanto ci danno. Io sono andato lì per dire loro che sappiamo che loro ci danno tanto e che veramente sono come un giocatore in campo. Ci hanno aiutato tanto nelle ultime partite, sono sempre stati con noi. Non ho detto niente di che, ma solo che noi ci teniamo e che lavoriamo bene. Lo facciamo per noi, per la società, per le nostre famiglie, ma anche per loro. Perché oggi abbiamo questa gente che è venuta da Genova e loro ci tengono, quindi è giusto che loro ci chiedano sempre il massimo. Noi cerchiamo di impegnarci al massimo, però sappiamo come funziona il calcio. Non sempre le cose vanno bene, però dobbiamo lavorare per far sì che le cose vadano diversamente”.
Una nota positiva a livello personale è che mai come in questa stagione stai trovando una grande continuità…
“Per quello devo ringraziare il mister e il suo staff perché mi hanno fatto rivivere dentro il calcio, ma soprattutto dentro il Genoa. Per ritrovare la condizione giusta a volte bisogna cambiare aria, però loro mi hanno fatto ritrovare questa condizione e io sono contento. Cercherò sempre di fare il massimo, di allenarmi sempre nel massimo. Loro cercano di gestirmi, perché a volte la voglia è più di quella che il corpo supporta, quindi loro mi tengono dentro la palestra e mi fanno lavorare di meno sul campo. Mi stanno aiutando veramente tanti”.
Hai detto che siete stai tutti col mister. Tra le tante motivazioni c’è anche quella di aiutare il mister?
“Ci ha aiutato anche Patrick Vieira quando è arrivato. Speriamo quest’anno di non fare così, perché il mister è una persona veramente bravissima. È una persona che ci tiene a quello che fa. Sicuramente in questi giorni non dormirà come il sottoscritto. Cercherò sempre di vedere dove sono gli errori. Dobbiamo farlo anche per lui, perché se lo merita, per l’impegno che ci mette. E soprattutto dobbiamo farlo per i nostri tifosi, perché questa piazza vive il calcio al cento per cento. Noi siamo i protagonisti, siamo noi che andiamo in campo, siamo noi che dobbiamo cambiare marcia, siamo noi che dobbiamo fare quella corsa e stare attenti ai dettagli. Quindi dobbiamo ognuno fare un esame di coscienza e metterci tutti insieme, perché il calcio è un gioco di squadra, di gruppo. Migliorando il singolo, migliorano anche il gruppo e la squadra”.
Serie A | Parma-Genoa, sfida al Tardini prima della sosta – LIVE DALLE 15








