Iniziato il Campionato 2026/2027 e subito al centro dell’interesse e delle polemiche ci sono gli arbitraggi e il nuovo corso voluto da Orsato, il designatore. Di Bello ha sbagliato per il 90% per chi ha giudicato l’errore sul gol napoletano, il 10% contrario è solo di Orsato, dei tifosi napoletani e dei suoi cronisti, che si attaccano all’intensità della spinta.
Ora stiamo ai fatti e riferire subito significa, si spera, dimenticare e non vederli più; il problema per il futuro sarà su chi avventarsi. Così stanno le cose nel mondo arbitrale, così vanno e andranno: sono sempre gli stessi arbitri e VAR.
Anche per il nuovo designatore, viste le designazioni di arbitri e VAR alla prima giornata, non hanno avuto il giusto senso, probabilmente per rendersi conto di cosa potrà fare e far passare il convento.
Orsato a Cascia, prima di capire che ha sempre a disposizione gli stessi arbitri dello scorso anno, e quasi tutti gli stessi quando arbitra nel campionato 2024/2025, eccetto i trombati e fatti entrare subito al VAR e i nuovi arrivati dalla Serie C, che come i calciatori italiani vecchi e giovani difficilmente troveranno spazio, non avrà tempo, a meno che non faccia la rosa di 20 arbitri e VAR in grado di dirigere in Serie A.
Orsato non potrà essere come Giona con il suo nuovo testamento arbitrale, se non vorrà essere inghiottito dalla Lega di Serie A e vomitato ai primi errori con le big che giocano solo per il portafoglio. Da buon ex elettricista imparerà alla svelta che le scosse sono più potenti rispetto a quando ha arbitrato.
A Cascia, durante il ritiro arbitrale, Orsato aveva chiesto meno fischi sui contatti minimi, meno interruzioni, gioco più veloce. L’idea piaceva a tutte le società di Serie A, ma è stata già contestata al termine della prima giornata. Il rovescio della medaglia sull’aumento del tempo di gioco: solamente 4 gare hanno superato i 60’ di gioco, le altre sotto il 50% e addirittura qualcuna vicino al solito 45%.
I falli fischiati e non fischiati non hanno tenuto conto della Regola 12, falli e scorrettezze, difficile per la categoria arbitrale italiana fischiare all’inglese.
Meno VAR, odiato da Orsato, ma in chiare occasioni non si potrà abbandonare per non fare i conti con Rosetti, capo UEFA arbitrale e inventore del VAR nel 2017.
I risultati: vincono tutte le cosiddette big, facendo fatica anche nel risultato più esaltante dell’Inter contro il Monza. Pareggia il Como miliardario a Udine, i lariani dovranno fare i conti con la lista dei 25 da presentare nel campionato italiano, senza giovani italiani, rischiano di avere solamente 17 stranieri nelle distinte da presentare all’arbitro.
Colpo del Lecce a Venezia, i lagunari hanno sbagliato il possibile e l’impossibile e Di Francesco li ha puniti. Vince a Parma il Cagliari, che ha preso a pallonate i ducali, che dovranno lavorare sodo per rimpolpare la rosa nei prossimi giorni di calciomercato. La Roma di Gasperini sarà l’outsider per lo scudetto, Gaspe ha ritrovato il centravanti mancante la scorsa stagione nelle prime gare e l’assist-man Dybala, mettendo a fuoco in negativo i 110 milioni spesi da Paratici al calciomercato. Bologna-Lazio, colpo solo di Gattuso e Frattesi, non per il gioco. Ringhio, una bella soddisfazione con qualcuno che lo voleva già alle porte di Formello.
Sono diminuiti gli italiani in campo: l’85% degli stranieri ha giocato le 10 gare della prima giornata.
Mi soffermo solamente su Genoa-Napoli, non solo per la “sventura” di Di Bello e del suo secondo assistente e del VAR Meraviglia, che ha applicato subito il metodo Orsato, perché il brindisino era in grado di giudicare da vicino. Lo scorso anno la rete non sarebbe stata convalidata grazie al VAR.
Lasciatemi altra chicca di Di Bello: McTominay si toglie una scarpa, un calzino seduto per terra, si massaggia il piede, si rimette il calzino, la scarpa, si rialza e gioca senza uscire dal campo, restando fuori un minuto: è da Scherzi a parte per gli oltre 30.000 spettatori presenti al Ferraris.
Le parole della società genoana, che parlano alla prima giornata di campionato di “frustrazione e sconforto”, la prima volta che si lamentano dal cambio di proprietà. Per la FIGC, Malagò, la Lega di Serie A, Orsato, bisogna prendere subito provvedimenti, altrimenti si prospetta altro campionato che farà discutere.
Hanno dato fastidio, spero non solo al sottoscritto, i commenti su Genoa-Napoli dai giornalisti vetrinisti nazionali, che hanno tenuto conto solamente di quello successo dal gol napoletano all’82’. D’accordo, il Ciuccio nel secondo tempo ha alzato il baricentro, ma quanti miracoli ha dovuto fare Bijlow? Nessuno!
Ormai l’analisi della gara e delle pagelle, per risultare precisa, è necessario che essa sia anche logica. Troppo spesso l’attenzione è attratta e concentrata solo su un aspetto di gioco collegato al gol.
L’analisi di una gara è la capacità di comprendere, in tutti i 100’ di gioco, che cosa sta succedendo e, di conseguenza, scrivere al termine della gara le impressioni, e non tutti hanno una naturale capacità per questo. Prendere appunti, dicevano le vecchie firme, e non solo pestare il computer. Difficile con le gare in notturna, allora fare solamente cronaca e il giorno dopo fare il commento.
Operazione più giusta, perché i titoli vengono fatti da altri che non guardano le gare e probabilmente neanche la cronaca del collega. Difficilmente l’esperienza, anche nel mondo del calcio giornalistico e negli show televisivi, è stata tramandata dal passato dai vecchi colleghi.
Ad esempio, Genoa-Napoli: chi aveva vantaggio territoriale, possesso pallone, pressing, aggressione e conquistato seconde palle? C’erano anche i difetti del Grifone, nonostante il pressing, il palleggio, l’aggressione: non aver fatto gol e tirato poco verso il portiere avversario. Invece i commenti e le pagelle sul Vecchio Balordo sono state demolitrici, partendo dall’82’ di gioco. Interessante sarebbe stato leggere se il giusto pareggio genoano si fosse concretizzato!
7 giorni alla fine del calciomercato, le sirene in casa Genoa fischiano non solo per Norton Cuffy. Importante che il Genoa non si privi di altri attori per motivi economici, non avendo a disposizione in pochi giorni il sostituto, che sono stati sempre principali figure e risorse nel passato e nel presente. Le sirene devono fischiare per mettere a disposizione l’ultima pedina richiesta da De Rossi sulla corsia laterale, in grado di fare la differenza.
Genoa | Il messaggio del club: “Ogni punto una conquista. Oggi proviamo frustrazione e sconcerto”









