Il buon lavoro del settore giovanile del Genoa è un bancomat per il passato e il futuro.

I mugugni, i brontolii, in occasione delle vendite dei giovani, giudicati con troppa fretta alla prima apparizione in Serie A, cresciuti girovagando e trovati tra i campi sotto la Lanterna, sono un orgoglio della società.

Buoncalcioatutti, dalla sua nascita, 10 anni a dicembre 2026, ha seguito con costanza, con la redazione, il settore giovanile rossoblù, non solo dall’Under 15 alla Primavera.

Non abbiamo fatto fatica ad annoverare i calciatori che sono arrivati dall’attività di base ligure dalla leva 1992, trovando una Top 11 con riserve che ha procurato plusvalenze.

Sommariva, Cambiaso, Serpe, Ahanor, Venturino, Masini, Sturaro, Pellegri, Salcedo, Fini, Bianchi, Accornero, Lipani, El Shaarawy, Ekhator: qualcuno sarà stato dimenticato.

A questi giovani, non arrivati dalle squadre dilettanti intorno alla Lanterna tra i 15 e i 17 anni, ci sono Perin, Rovella, Mandragora, Ragusa, Bani, Marcandalli, De Benedetti, Calvani. Bisogna aggiungere, arrivati prima dei 18 anni, gli stranieri Cofie, Lazarevic, Boakye, Jelenic, Polenta, Kallon.

I complimenti vanno alla società, che ci ha sempre creduto nel lavoro del settore giovanile, senza dimenticarsi di Sbravati, ma anche di tutti gli allenatori che li hanno cresciuti e di tutti i dirigenti che li hanno accompagnati.

Se non hanno trovato spazi, nascondendosi dietro l’esperienza per paura dei risultati, non è colpa della società, non solo del Genoa, ma del sistema calcio, che non permette di produrre talenti italiani, probabilmente anche con il nuovo presidente della FIGC.

Mister Bianchi li raccoglie giovanissimi e, con i colleghi fino all’Under 12, insegna la tecnica del calcio; senza di essa non si arriva da nessuna parte, affinché siano pronti, nei campionati superiori, ad apprendere la tattica, non i numeri dei moduli.

Tutto è stato accresciuto con la Badia, dove crescere i giovani anche dietro i libri e con l’alimentazione.

Il Genoa del futuro è in mano, attualmente, a due giovani: Diego Lopez, il direttore sportivo, e Roberto Trapani, responsabile del settore giovanile, che continueranno a far crescere giovani e, nelle leve dal 2007 al 2010, visti all’opera, ci potrebbero essere altre 4/5 stelle future per il campionato italiano.

Jeff Ekhator, l’ultimo che saluta la Lanterna, è stato preso dal Don Bosco Sampierdarena, team collegato con la Samp. Qualche dirigente, al suo arrivo, ci credeva poco perché scoordinato, poco tecnico.

È venuto fuori giocando a 11 giocatori grazie alle sue qualità atletiche, per spinte e cambio di passo. Facile da correggere grazie a un carattere straordinario, generoso e pronto ad assimilare gli allenamenti.

È un duttile che adesso la Juventus dovrà far giocare. Spalletti si è dichiarato contento dell’acquisto. Jeff è plasmabile in tutte le tattiche, nei ruoli offensivi, attaccando la profondità in campo aperto. Continuerà a lavorare per migliorarsi: è un 2006. Nel primo controllo, migliorando ancor di più la freddezza e l’opportunismo sotto rete, è pronto nella conclusione a rete.

Dai dati di Transfermarkt di oggi si evince che, nella Top Ten degli Under 19 che hanno debuttato in Serie A, ci sono 5 cresciuti nel settore giovanile del Genoa: Rovella, Pellegri, El Shaarawy, Ahanor, Ekhator.

Sempre Transfermarkt, in questa recentissima statistica, nota che il portafoglio riscosso dal settore giovanile solamente con queste cinque operazioni si aggira intorno ai 100 milioni.


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