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Genoa | Il 3 giugno, con la Nazionale in campo, può diventare un giorno storico

Mercoledì 3 giugno potrebbe diventare una giornata storica per il Genoa e per il suo movimento giovanile. Alla sera, infatti, la Nazionale maggiore azzurra sfiderà il Lussemburgo e potrebbe essere l’esordio ufficiale per almeno due calciatori che, oggi, vestono la maglia rossoblù e nella scuola calcio del Grifone sono cresciuti. Stiamo parlando di Ekhator e Fini.

Un fastidio al tendine rotuleo destro ha costretto Venturino a lasciare il ritiro di Coverciano, ma anche il laterale destro avrebbe potuto fare il suo esordio, facendo salire questo numero a tre. Il tutto senza dimenticarsi di Ahanor e Lipani, due ragazzi che la trafila da scuola calcio a Primavera rossoblù l’hanno fatta per intero e che del Genoa sono anche tifosi.

Parliamo di cinque ragazzi arrivati nell’attività di base del Club più Antico d’Italia sotto la guida Sbravati tra i 6 e gli 8 anni: Fini dalla Nuova Oregina, Lipani dal San Fruttuoso, Ekhator dal Don Bosco Sampierdarena, Venturino dall’Arenzano e Ahanor dal Progetto Atletico nato a Fegino sotto l’ègida di un tecnico che ha una storia ormai trentennale nelle giovanili rossoblù come Cristiano Francomacaro, oggi tecnico dell’Under 14.

Prima di andare a vedere brevemente la storia di questi cinque calciatori in rossoblù, partiamo col dire che, allo stato attuale, sommano complessivamente 244 presenze tra i professionisti e nessuno supera i 21 anni, con Lipani che è l’unico classe 2005. Poi abbiamo tre classe 2006 (Fini, Venturino ed Ekhator) e un classe 2008 (Ahanor). Nel dettaglio:

Partiamo proprio da Luca Lipani, che del Genoa è stato capitano anche delle leve del settore giovanile e, parallelamente, lo è stato anche delle Under azzurre, con le quali ha vinto l’Europeo Under 19 e perso la finale dell’ultimo Mondiale Under 20 contro l’Uruguay di Matturro. All’esordio tra i professionisti con la maglia del Genoa il 25 febbraio 2023 nel corso di Genoa-Spal, partita nella quale rilevò Badelj, quasi fosse un passaggio di testimone, è stato il capitano del Genoa Primavera che si riprese immediatamente la Primavera 1 dopo la retrocessione della stagione 2021/2022.

L’8 agosto 2023 fu ceduto a titolo definitivo al Sassuolo per tre milioni di euro e scrisse: “Sono entrato nel Genoa che ero solo un bambino, un bambino che portava dentro di sé il sogno di esordire per la sua squadra del cuore. Undici anni dopo posso dire che quel bambino di sette anni ha realizzato il suo sogno. L’emozione di esordire nel nostro stadio davanti ai nostri tifosi, per me che sono genovese e Genoano, è qualcosa che non si può spiegare ed è una sensazione che porterò dentro di me per tutta la vita”. Chissà che il centrocampista neroverde non possa un giorno tornare a dettare i tempi del centrocampo del Genoa.

A seguire troviamo Seydou Fini, reduce dalla seconda parte di stagione con la maglia del Frosinone promosso in Serie A. Si è trattato della seconda promozione di fila dopo quella da grande protagonista con l’Excelsior Rotterdam avvenuta nella stagione scorsa. Quella appena conclusa è stata una stagione di crescita tra Liguria e Ciociaria, che lo premia come il calciatore di questo quintetto ad avere più presenze tra i professionisti, senza dimenticare le 32 presenze dall’Under 17 all’Under 21 azzurra.

La storia di Fini è nota a tanti e premia il lavoro degli staff del settore giovanile: sin dal settore pre-agonistico ha frequentemente giocato sottoleva, anche di due anni, complice uno strapotere fisico che appariva evidente rispetto agli avversari abbinato a qualità tecniche di rilievo. Strappo in velocità e progressione nello stretto sono una delle sue migliori caratteristiche, che lo descrivono come un calciatore con attitudini molto più offensive che difensive. Un aspetto che probabilmente lo ha un po’ penalizzato nella prima fase di questa stagione in rossoblù, quando il Genoa si trovava a rincorrere in classifica e non poteva sperimentare un calcio più offensivo e meno speculativo. Tornerà alla base con un bagaglio d’esperienza ancora superiore e con un De Rossi che già ne conosce le caratteristiche. Tra l’altro il club rossoblù gli ha rinnovato il contratto lo scorso mese di settembre prolungandolo fino al giugno 2028. Prima, però, la Nazionale azzurra col ct Silvio Baldini che ha già dimostrato di saperne sfruttare al meglio le caratteristiche.

Passiamo all’attaccante classe 2006 Jeff Ekhator, il giocatore che più di tutti gli altri ha fatto passi da gigante nelle ultime due stagioni, tanto che il Genoa si è trovato a rifiutare e rispedire al mittente già diverse offerte, anche dagli Emirati Arabi, per il giovane attaccante. Al di là del fatto che venga considerato il calciatore col valore di mercato più alto nella rosa del Genoa da Transfermarkt (18,5 milioni di euro), vogliamo soffermarci su altro. In primis sul fatto che Ekhator è l’unico dei cinque prodotti del settore giovanile rossoblù ad aver collezionato tutte le presenze tra i professionisti con la sola maglia rossoblù. Sono cinquantasette.

In secundis, sul fatto che la sua storia certifichi quanto il lavoro di staff e tecnici del settore giovanile spesso vada aspettato, senza avere eccessiva fretta, perché l’esplosione di un giovane calciatore può arrivare nel giro di pochi mesi. È quanto accaduto con Jeff, che dall’Under 17 alla prima squadra del Genoa mette assieme 130 presenze, 37 gol e 21 assist. Un giocatore che segna, ma che lavora anche per la squadra e per i compagni di reparto.

La stagione 2023/2024 è stata senza dubbio quella che lo ha visto sbocciare sotto la guida di mister Ruotolo (vittoria dello scudetto Under 18) e mister Agostini, allora tecnico della Primavera. Le conferme sarebbero arrivate nella stagione successiva con mister Sbravati in Under 20 e con Gilardino e Vieira come tecnici della prima squadra. Soprattutto Gilardino, al fianco di Pinamonti, sembrò aver trovato la chiave giusta per far rendere le due punte assieme, con movimenti in sincronia che potrebbero avere la loro migliore fotografia nella rete di Parma di Pinamonti nata da un tiro a botta sicura di Ekhator deviato da Suzuki nella nebbia del Tardini.

Quella crescita, che dovrà continuare sotto molti aspetti, è stata parallela a quella di un altro elemento, Lorenzo Venturino, che ha fatto parlare di sé negli ultimi due anni per quella sua rapidità e per quella sua capacità, assolutamente un unicum nella rosa dell’attuale Genoa, di trovare il cross dalla linea di fondo arrivando in corsa. Uno scenario di gioco che, spesso, mette in grande difficoltà la fase difensiva avversaria, soprattutto se l’area viene attaccata da molti calciatori assieme. Pensando ad Ekhator e Venturino, negli occhi ci rimane, come Redazione, l’intervista post partita di Sampdoria-Genoa del 12 febbraio 2024, una partita che i due ripresero quasi da soli e da subentranti, col Genoa capace di pareggiare 2-2 a pochi secondi dalla fine della partita.

Lorenzo Venturino sarà il grande assente di domani sera. A fermarlo un fastidio al tendine rotuleo destro che lo costringerà a sottoporsi con qualche giorno di anticipo ad un’operazione già programmata di pulizia del ginocchio, in modo tale da essere già a disposizione per la prossima stagione sportiva. Se non ci saranno colpi di scena, tornerà alla base Genoa senza che la Roma eserciti il diritto di riscatto, ma la riflessione che già ieri abbiamo affidato al nostro podcast (clicca QUI per ascoltarlo) è molto semplice: se De Rossi cerca quinti che abbinino alla fase difensiva una capacità di dribbling e di pericolosità offensiva, la preparazione estiva, le prime amichevoli, il lavoro quotidiano non potrebbero fare sì che Venturino possa diventare un elemento importante del prossimo Genoa? Molto dipenderà dal modulo con il quale il Genoa giocherà, questo è chiaro, ma la riflessione è lecita.

La storia di Honest Ahanor, infine, meriterebbe un approfondimento a parte per la sua esclusività. Sicuramente Honest Ahanor nel Genoa ha trovato una famiglia calcistica che gli ha permesso di crescere lontano dai riflettori e diventare il calciatore che è oggi, capace di collezionare 41 presenze tra i professionisti pur essendo ancora un 2008 e avendo compiuto diciotto anni da pochi mesi.

A sedici anni, il 28 settembre 2024, ha esordito in Serie A in un Genoa-Juventus. Parliamo di un laterale mancino che può agire sia come difensore sia come laterale sfruttando accelerazioni e fisicità. Uno degli aspetti che più di tutti lo hanno fatto risaltare è stato il miglioramento tecnico, soprattutto nell’utilizzo indistintamente di entrambi i piedi. Ora gioca nell’Atalanta, ha già ricevuto l’interesse mediatico di grandi club europei ed è rimasto nell’orbita del mondo Genoa per dodici anni, precisamente da quando ne aveva cinque. A scoprirlo dal Progetto Atletico fu Cristiano Francomacaro.

Esordire a quest’età per la squadra che tifo fin da bambino sono emozioni forti, che ricorderò per tutta la mia vita. La mia storia inizia nella parrocchia dove vivevo coi miei genitori. Poi, grazie ad un mister cui tenevo tantissimo, sono riuscito a far parte di questa grande società. Oggi ho avuto questa opportunità di realizzare il mio sognoè quanto dichiarò dopo quel Genoa-Juventus. Adesso, per lui e per gli altri quattro giovani cresciuti in seno al Genoa, la concreta possibilità di esordire con l’Italia del ct Baldini, un uomo vero e di parola prestato ad un calcio sempre più finto.


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