Il Genoa rispolvera una tradizione che è tipica dell’intrattenimento che circonda lo sport, soprattutto americano, ed è quella di anticipare l’evento sportivo con un concerto musicale. Domani o lunedì, nell’attesa che venga ufficializzata la data di Genoa-Milan (la Lega Serie A è ricorsa al TAR, che si pronuncerà giovedì, ndr), si esibiranno gli Ex–Otago, gruppo genovese del quartiere di Marassi fondato nel 2002 nel solco della musica indie-pop. Reduci dal loro primo tour europeo, si qualificarono tredicesimi a Sanremo 2019 con “Solo una canzone” e oggi hanno oltre 212mila ascoltatori mensili su Spotify.
Che piacciano o meno musica e testi del gruppo genovese, attenzione a sottovalutare la portata di questa iniziativa. Non solo perché nel prossimo Mondiale vedremo scenari molto simili, con addirittura l’intervallo della finalissima che sarà l’occasione per un’esibizione della band dei Coldplay, ma anche perché ritorna in auge un meccanismo che abbina la musica al calcio che, proprio il Genoa, aveva provato a lanciare tra fine anni Settanta e inizio anni Ottanta.
Come ci raccontano e documentano alcuni preziosi contenuti Vidigraph di Piero Frattari, verso la fine del campionato di calcio 1978/1979, “grazie all’iniziativa di alcuni promoter culturali in accordo con la società Genoa, ci fu un tentativo di portare alcuni cantanti nazional popolari allo stadio e di farli esibire prima della partita casalinga. La lodevole iniziativa non ebbe però seguito e si esaurì dopo alcune partite con l’esibizione di Marcella, Little Tony, Iva Zanicchi, i Ricchi e Poveri (colonna sonora della campagna abbonamenti di due stagioni fa, ndr) e Sterling Saint Jacques“. Anche qualche anno dopo, nell’anno della promozione nel campionato 1980/1981, le ultime quattro partite furono precedute da esibizioni di Donatella Rettore, Imagination, Mimmo Cavallo e, nuovamente, Sterling Saint Jacques.
Sono passati quasi cinquant’anni da quel campionato, il mondo è radicalmente cambiato, esistono i social e le notizie diventano pervasive in pochi secondi. Oltretutto, nel profondo, è cambiata proprio anche la musica, si sono ramificati i generi e ognuno si avvicina a quel che più lo aggrada.
Nel mezzo di questa transizione non sono mancati momenti e contenuti con personaggi della scena musicale internazionale, dai Kasabian a Jack Savoretti parlando dell’inizio anni Duemila passando per le più recenti attivazioni con Annalisa e Steve Harris, fondatore degli Iron Maiden. Inoltre, per chi non lo sapesse, lo stesso Museo del Genoa, grazie al lavoro della Fondazione Genoa, promosse la mostra “Semmö do Zena” da giugno 2017 a giugno 2018 e permise di rendere visibili i video delle esibizioni musicali che fanno riferimento al campionato 1978/1979.
Nei prossimi giorni, però, la storia si ripeterà avvicinandosi sempre più a quanto accadde a fine anni Settanta. Sicuramente la realtà musicale che negli ultimi anni si è affiancata al Genoa esce rafforzata dalla collaborazione con Rolling Stone Italia avviata in questa stagione. Se a questo genere di iniziative verrà data continuità anche nella prossima stagione, non si può sapere. Senza dubbio il Genoa, dal punto di vista del legame tra sport e musica, aggiunge un altro tassello al mosaico che ha iniziato a delinearsi ormai quattro anni fa con “Guasto D’Amore” di Bresh.
Genoa-Milan | Trasferta vietata ai tifosi residenti in Lombardia

