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Genoa-Milan, le statistiche: rossoblu perdono una gara su due. Veloso e Rolon si scoprono doppioni

Genoa-Milan arrivava dopo una settimana funestata dalle decisioni scellerate dell’Osservatorio e da un calciomercato sfasato, dove nell’arco di una settimana, da martedì a martedì, si è passati da un Genoa convinto di trattenere Piatek a un Genoa senza il centravanti polacco. Oggi, nella giornata del suo trasferimento in rossonero, andiamo brevemente ad analizzare il colpo basso subito dal Grifone in campo, per mano del Milan.

Una sfida dove il Genoa ha avuto pressoché il doppio delle occasioni da gol (10 contro 6), ha calciato 13 volte verso la porta di Donnarumma e senza mai trovare la via del gol, colpendo anche una clamorosa traversa. Un problema atavico quello del gol mancato pur creando tanto, il tutto acuito dall’assenza di Piatek. In campo come in tribuna. Un Piatek che assente lo sarebbe stato comunque per squalifica, ma che tant’è il calciomercato e le scelte di Preziosi hanno inevitabilmente spedito a Milano e posto come termine di paragone coi suoi ex compagni. Se diventerà un alibi, potrà diventarlo più avanti. Soprattutto se il mercato non porterà un numero 9 capace di assicurare anche solo la metà delle sue reti, che risultano ancora il doppio di quelle totali realizzate dal Genoa. Ad oggi salva il Genoa un dato: delle formazioni che lottano per la salvezza o per togliersi dalle secche della classifica, è quella ad aver segnato più reti (25).

Quello che fa allarmare è che la sconfitta di ieri ha portato al 50% le sconfitte stagionali del Genoa: una partita su due, insomma, la formazione rossoblu non la porta a casa. Neppure pareggiandola. Prandelli è ancora in fase di assestamento, il suo dato e quello del Genoa coincidono ma possono migliorare, specialmente se si diraderanno presto le nubi del mercato. Ad ogni modo non risulta un dato confortante perché la proiezione a fine campionato sarebbe di 38 punti. Forse abbastanza per salvarsi, ma non abbastanza per adagiarsi e appellarsi alla buona sorte. Assolutamente no, perché il Genoa, quarta peggiore del campionato con 37 reti concesse, non ha trovato la via del gol neppure con cinque tiri in porta da dentro l’area di rigore.

Detto questo, il Genoa ha bisogno di ben poche proiezioni e di concretezza. Il 4-4-2 varato al “Ferraris” dopo oltre tre settimane di lavori, tra Pegli e la segretissima San Pedro de Pinatar, ha fornito qualche prima indicazione, sebbene 90′ di gara non basteranno mai a raccontare tutta la verità. Rolon e Veloso sono una coppia che può funzionare in questa strategia tattica: simili nelle statistiche, hanno offerto una buona interdizione annullando il Milan nella zona centrale (cosa che il Milan, di riflesso, ha fatto sul Genoa). L’argentino è il rossoblu che ha corso di più (11,5 km percorsi), Veloso il quinto. Oltretutto i due centrali di centrocampo rossoblu hanno giocato lo stesso numero di palloni (40) con quasi la stessa precisione, strappandone ai rossoneri un quarto di quelli totali (7 su 30). A vedere i dati oggi sembrerebbero più uno il doppione dell’altro e ad affiancarli si attendono gli innesti che, per adesso, il mercato non ha portato. Eccezion fatta per Sturaro che domani sosterrà le visite mediche.

Come si scriveva alla vigilia e stamane nell’editoriale, interessava specialmente la posizione di Bessa chiamato sia ad accentrarsi e giocare tra le linee, sia a scivolare sulla sinistra per dare man forte a Criscito in copertura. Due di quei cinque tiri in porta in area di rigore, quelli sopra elencati, sono suoi e hanno pesato nell’economia della gara. La sua posizione, meno decentrata e vicina a Pandev, è rimasta molto più stretta in fase di possesso che non quella di Lazovic, le cui incursioni in area si sono limitate a quel destro deviato da Donnarumma sotto la Nord. E se l’asse che doveva funzionare era proprio quello con Criscito, risulta che il capitano rossoblu sia il primo recupera palloni del Grifone (5) e il migliore palleggiatore in Genoa-Milan (65 passaggi di cui il 57% completati), mentre Zukanovic (48) e Bessa (47) il secondo e il terzo.

Il pallone, insomma, ha viaggiato soprattutto in quella zona di campo, a sinistra e sul centrosinistra, con Lazovic e Biraschi che ne hanno gestiti molti meno di palloni. Anche Romero, quel difensore messosi in mostra per la sua capacità di impostare dalle retrovie, ieri ha giostrato un minore numero di palloni, seppur con la maggiore percentuale di realizzazione della squadra (78%). In questo dato lo ha seguito Miguel Veloso con la sua percentuale di passaggi completati del 75%, più alta di quella del collega di reparto Rolon (60%) più dedito all’interdizione e alla corsa.

Tra uno spunto e l’altro, pronti a sommare altri dati e altre considerazioni Lunedì prossimo arriva l’Empoli. O meglio arriva il Genoa in Toscana, prima trasferta del 2019: il feeling coi buoni risultati quest’anno, lontano dal Ferraris, è tutt’altro che roseo. Ma urge invertire la rotta rapidamente auspicando che presto si possa staccare dal calendario il fogliaceo del 31 gennaio, ultimo giorno di mercato, distrazioni e nervosismo.

LE STATISTICHE DEI GIOCATORI ROSSOBLU IN GENOA-MILAN 

LE STATISTICHE DI GENOA-MILAN GENMIL


I NUMERI DEL GENOA 2018/2019 (aggiornati alla 20° giornata della stagione 2018/19)

I NUMERI DI PRANDELLI DA TECNICO DEL GENOA IN CAMPIONATO (aggiornati alla 19° giornata della stagione 2018/19)

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