Nel dopogara della sfida tra Genoa e Milan (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto mister De Rossi dalla sala stampa. Ecco le sue dichiarazioni.
Sei più arrabbiato per il risultato o contento per aver visto una squadra che lotta?
“C’è un mix di sentimenti, dobbiamo analizzare risultati e prestazione. Nelle ultime partite non avevamo sempre giocato in grande stile, questa sì. Con il Venezia avevamo fatto molto male nel secondo tempo e con il Lecce eravamo stati un po’ sporchi con la palla. Nel momento più difficile quando vai sotto senza meritarlo siamo rimasti saldi con i nervi, sempre aggressivi. Ovviamente subendo anche il possesso palla del Milan, perché hanno giocatori che quando la palla brucia a loro non scotta mai. Siamo rimasti aggrappati alla partita, l’abbiamo riaperta come avevamo detto negli spogliatori. Ci eravamo detti che avremmo potuto riaprirla anche a cinque dalla fine, così è stato. Ci è mancata poi la zampata. Siamo arrivati diverse volte in area, più di loro penso. Penso sia stata fatta una partita seria, aggressiva e buona“.
Non avevi Frendrup, ma ha giocato Wiafe che ormai vediamo sempre più spesso
“Frendrup ha avuto questo colpo a Lecce, niente di grave, ma non si è mai allenato e avevo deciso di far giocare Wiafe. Poi alla fine non è riuscito a venire in panchina. A me piace Wiafe, fino a quando mi piace lo tratto come un giocatore di 30 o 25 anni. Non mi interessa la carta d’identità, che porta con sé mancanza di esperienza, ma lui sopperisce con forza fisica e energia. Non ha paura di scontrarsi con Modric o Rabiot, cosa che intimiderebbe un po’ qualsiasi giocatore. Mi piace, va dritto per dritto e si fa voler bene. Dopo la prima partita ho sentito dire di calmarlo, perché è entrato menando tutti. L’ha fatto e io gli ho detto ‘bravo, mena tutti. Non sbagli mai’. Poi bisogna cercare di incanalarlo, perché se riusciamo a trovare un giocatore con questa aggressività che ragiona quando ha la palla, abbiamo trovato un gran prodotto“.
La sconfitta di oggi fa parte di un percorso di crescita. Ti dispiace che arrivi la sosta?
“Non mi dispiace che ci sia la sosta, ci sono e bisogna farle sfruttare. Ci ha dato una grande mano dopo Parma, anche se avrei subito voluto giocare. La sosta se hai fiducia e se la società ti dà pazienza che gli allenatori meritano e se sei intelligente, le fai diventare qualcosa di utile. Ora che stiamo andando meglio, bisogna essere intelligenti e lavorare su ciò che si può migliorare. Sapendo che è una sosta un po’ più corta e normale. Dobbiamo guardarci indietro, come eravamo sei partite fa e come i giocatori sono riusciti a rimetterla in piedi. Ma bisogna uscire bene dalla prossima, abbiamo subito Sassuolo e Inter fuori casa, abbiamo la Coppa Italia a cui tengo. Abbiamo dimostrato segni di salute e di compattezza, lo stato ce l’ha manifestato. Ma è ancora tanto tanto lunga e tanto difficile, quest’anno le squadre che sono lì sotto sono più forti dell’anno scorso. Amorim? Non posso giudicarlo, è più piccolo di me ma ha tanta esperienza in più. Ha vinto in Portogallo, ha allenato il Manchester United. Lo studiamo, lo guardiamo. Gioca con un modulo che a me piace molto, mette qualità negli esterni, che è una cosa che avevo provato a portare qui, con le dovute possibilità. Mi piace come comunica, non ha mai tirato addosso la croce ai giocatori. Penso stia facendo un ottimo lavoro“.
Avete cercato di sfruttare le corsie centrali, anche se forse non siete stati precisissimi. E quanto ti dispiace aver un po’ “spento” l’entusiasmo di inizio partita con quei due errori?
“L’inerzia sembrava simile a quella delle ultime partite, dopo un minuto abbiamo avuto l’occasione con Osmajic. A me non piace nascondermi dietro gli errori individuali, con la Juve i difensori hanno fatto due errori. Le partite di decidono con gli errori, che fanno parte del calcio. Quando uno parla di errori individuali vuole dar la colpa ai giocatori, io questo non lo farò mai. Gli stessi giocatori che hanno sbagliato un dribbling sono stati ottimi dentro la partita. Dobbiamo analizzarli e capire perché. Uno è stato un errore tecnico, uno più di concetto. Avevamo preparato la partita per andare alle spalle di Moreira, avevamo il campo per andare in porta. Noi analizziamo tutto. Secondo me una grande cosa è che siamo rimasti in partita nonostante fossimo delusi e alla fine l’abbiamo riaperta“.
Come si affronta un giocatore come Modric?
“Per chiunque ami questo sport penso sia emozionante vedere un calciatore di 40/41 anni che continua ad emozionare e emozionarsi. Lo scorso anno l’avevamo marcato a uomo con Vitinha, quest’anno giocavano a due a centrocampo ed era compito dei nostri centrocampisti. Ha sempre il tempo di giocata in più, magari ha meno ossigeno e gli vanno più piano le gambe, ma quello non andrà mai bene. Mi ha fatto piacere averlo rivisto, ci siamo salutati. Ci siamo anche un po’ beccati in campo, gli ho detto che non potevo più entrare e menarlo come facevo qualche anno fa. Ma è bellissimo vedere questi campioni con questa passione e questo livello. Lui, Rabiot, che è più giovane, sono giocatori mondiali“.
Che margine può avere di crescita la squadra? La vostra forza può essere quella di saper giocare in diversi modi?
“Quest’estate non siamo riusciti a mettere dentro alcune caratteristiche come l’esterno offensivo e che potesse giocare da quinto, ma nonostante questo il grande lavoro che è stato fatto da Diego Lopez è che è riuscito a creare una squadra forte. Noi siamo una squadra buona. l’ho detto a Lecce domenica. I miei giocatori sono meglio di quelli del Lecce e io devo sfruttarli. A volte un allenatore ha 25 giocatori perfetti, a volte è lui che deve sfruttarli al meglio. L’utilità della sosta? La sosta sarà importante, faremo un allenamento congiunto a Chiavari. Cercheremo di dare minuti ai giocatori come Venturino, Havel. Alcuni li terremo più a riposo. Bucarest sembrava una scampagnata, ma a noi è servita: non pensavo che Traoré, per esempio, potesse fare novanta minuti. A quello servono le amichevoli, capire dove sei e a che punto sono i tuoi giocatori“.
La vostra intensità sembra essere sempre in crescendo. Cosa avete fatto nella scorsa sosta?
“Abbiamo lavorato parecchio, abbiamo potuto caricare un pochino e rientrare in condizione a giocatori che erano reduci da infortunio o erano arrivati tardi. Chi veniva dal Mondiale hanno ripreso condizione. Noi abbiamo lavorato su ciò che serve, ossia l’aggressività e l’approccio con la partita. Dobbiamo migliorare nel continuare ad essere aggressivi anche quando stiamo vincendo, a Lecce ci siamo abbassati. La squadra più in forma del campionato è la Roma e il suo allenatore ci dimostra che anche se vinci due o tre a zero devi continuare ad aggredire e attaccare, perché fai meno fatica. Dobbiamo andare a prendere tutti e aggredire tutti, è un lavoro dispendioso, ma oggi con i cinque cambi siamo riusciti a mantenere quel livello di aggressività molto alta“.
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