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Sit-in a Palazzo Tursi per chiedere introduzione di standing zone nel nuovo Ferraris

Nel primo pomeriggio, nell’Aula del Consiglio Comunale di Palazzo Tursi, si è registrato un sit-in promosso via social nella giornata di ieri dall’ACG (Associazione Club Genoani), che ha voluto mettere in luce la mancanza di standing zone previste nel progetto di rifacimento dello stadio Luigi Ferraris per via del Decreto Ministeriale del 1996 che, nello specifico, prevede posti in piedi “negli impianti al chiuso con capienza fino a 500 spettatori e in quelli all’aperto con capienza fino a 2.000 spettatori. Negli impianti all’aperto contrassegnati nell’allegato con l’asterisco è consentito prevedere posti in piedi”, ma tra questi impianti non risultano quelli calcistici, quindi non vi rientra neppure il Ferraris post rifacimento per il Mondiale di Italia ’90.

Il Ferraris, come già noto, col progetto attualmente scelto per il suo restyling prevedrà un ridimensionamento della capienza da 33.205 a 32.000 posti. Si potrebbe attutire questo ridimensionamento con l’introduzione e la previsione delle sopracitate “standing zone“, che l’ACG descrive come “l’unica possibilità per aumentare la capienza complessiva e soprattutto quella delle due gradinate!“. La richiesta, in tal senso, è quella di mettere al tavolo le varie parti coinvolte per cercare di trovare una soluzione per uno stadio spesso definito “all’inglese” come il Ferraris.

Nello specifico, al centro dell’attenzione è finita la delibera di Giunta al Consiglio PGC 44/2026 che, all’ordine del giorno, prevedeva “l’approvazione della costituzione del diritto di superficie relativo allo Stadio Luigi Ferraris di Marassi, alla Villa Musso Piantelli e alle aree pertinenziali per 90 anni, nell’ambito dell’operazione di partenariato pubblico-privato per la riqualificazione del compendio promossa ai sensi del D.lgs. 28 febbraio 2021, n. 38, c.d. legge stadi e operazioni correlate – Approvazione del IV adeguamento del Programma Triennale dei Lavori Pubblici 2026-2027-2028 e X nota di variazione ai Documenti Previsionali e Programmatici 2026-2028“.

IL COMUNICATO DELL’ACG | La storia dello stadio del Genoa inizia dalla sua edificazione che risale al 1910; il presidente del Genoa di allora Edoardo Pasteur accettò la proposta del marchese Musso Piantelli, socio della giovane compagine anglo-italiana, di costruire un campo da calcio all’interno del terreno di sua proprietà, proprio dentro al complesso della Villa Centurione Musso Piantelli, edificio tuttora esistente a ridosso dell’ingresso dei distinti.

Il 22 gennaio 1911, in occasione della partita tra Genoa e Inter, lo stadio fu ufficialmente inaugurato con il nome di Campo Sportivo Genoa Cricket & Football Club di Via del Piano. Successivamente il Genoa comprò un terreno a nord del campo Genoano e decise di costruire una delle due nuove gradinate in cemento.

La Gradinata Nord fu realizzata per prima tra le due gradinate e nel 1929 divenne la gradinata della squadra più antica d’Italia. Furono svolti ulteriori lavori per ingrandire lo stadio di Via del Piano che terminarono ad inizio del 1933. In occasione dei festeggiamenti per il quarantennale del Genoa, il 1° gennaio 1933, venne inaugurato il nuovo stadio intitolato a Luigi Ferraris, capitano della squadra del Genoa, caduto durante la prima guerra mondiale. Il record assoluto di affluenza fu registrato altresi il 27 febbraio 1949 in occasione dell’amichevole Italia-Portogallo 4-1, quando a gremire gli spalti dello stadio giunsero più di 60 000 spettatori. Nel 1987, in vista dei mondiali di calcio di Italia 90, iniziarono i lavori per la realizzazione dell’attuale stadio, inaugurato nel 1989, che vide una riduzione della capienza complessiva dei posti.

Nei periodi successivi la capacità venne ulteriormente ridotta, in ultimo con la chiusura della tribuna superiore a favore della realizzazione della tribuna stampa più grande del mondo. L’attuale stadio ha una capienza di soli 33205 posti. Da sottolineare, che il Genoa nelle ultime tre stagioni ha superato sempre i 26.000 abbonamenti, con il record dello stadio come numero di abbonamenti nella stagione 2025/26 con 28.101. La riduzione di capienza prevista evidentemente penalizzerà la tifoseria del Genoa, senza contare i 4 anni di lavori, per una riduzione complessiva che porterà a 32000 spettatori!

Il problema nasce da un decreto del Ministero dell’Interno (Art, 6, D.M. 18/3/1996) che tra gli altri aspetti regolamenta i posti in piedi negli stadi italiani: gli impianti calcistici non sono contemplati tra quelli che possono avere le cosiddette standing zone. Sappiamo che l’amministrazione non può scavalcare il decreto ministeriale. Bisogna mettere intorno ad un tavolo: CONI, FIGC, Ministero dell’Interno, Commissione Parlamentare Sport e Comune di Genova. Auspicabilmente, dovrebbero essere coinvolti anche i tifosi, per la realizzazione delle Standing Zones, unica possibilità per aumentare la capienza complessiva e soprattutto quella delle due gradinate. DIFENDIAMO IL LUIGI FERRARIS, IL CAMPO DEL GENOA DAL 1911!

COSA RECITA L’ART.6 DEL DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO | “Spazio riservato agli spettatori. La capienza dello spazio riservato agli spettatori e’ data dalla somma dei posti a sedere e dei posti in piedi; il numero dei posti in piedi si calcola in ragione di 35 spettatori ogni 10 metri quadrati di superficie all’uopo destinata; il numero dei posti a sedere e’ dato dal numero totale degli elementi di seduta con soluzione di continuita’, cosi’ come definito dalla norma UNI 9931, oppure dallo sviluppo lineare in metri dei gradoni o delle panche diviso 0,48.

Tutti i posti a sedere devono essere chiaramente individuati e numerati e devono rispondere alle norme UNI 9931 e 9939. Per le determinazioni della capienza non si deve tener conto degli spazi destinati ai percorsi di smistamento degli spettatori, che dovranno essere mantenuti liberi durante le manifestazioni. Deve essere sempre garantita per ogni spettatore la visibilita’ dell’area destinata all’attivita’ sportiva, conformemente alla norma UNI 9217. Sono ammessi posti in piedi negli impianti al chiuso con capienza fino a 500 spettatori ed in quelli all’aperto con capienza fino a 2.000 spettatori. Negli impianti all’aperto contrassegnati nell’allegato con l’asterisco, è consentito prevedere posti in piedi. Le tribune provvisorie, su cui non possono essere previsti posti in piedi, devono rispondere alle norme UNI 9217.

La capienza dello spazio di attivita’ sportiva e’ pari al numero di praticanti e di addetti previsti in funzione delle attivita’
sportive. Lo spazio di attivita’ sportiva deve essere collegato agli spogliatoi ed all’esterno dell’area di servizio dell’impianto con percorsi separati da quelli degli spettatori. Lo spazio riservato agli spettatori deve essere delimitato rispetto a quello dell’attivita’ sportiva; tale delimitazione deve essere conforme ai regolamenti del C.O.N.I. e delle Federazioni Sportive Nazionali e per i campi di calcio dovra’ essere conforme alla norma UNI 10121; queste ultime delimitazioni devono avere almeno due varchi di larghezza minima di 2,40 m, per ogni settore muniti di serramenti che in caso di necessita’ possano essere aperti su disposizione dell’autorita’ di pubblica sicurezza verso la zona attivita’ sportiva“.

LO STRISCIONE DI PROTESTA E L’IMPEGNO DEL COMUNE DI GENOVA | “Standing Zone” è lo striscione esposto in Consiglio Comunale da alcuni rappresentati della tifoseria rossoblù e dell’ACG. Uno striscione che ha invitato la Giunta e il Comune a prendere in considerazione gli esempi arrivati da altri Paesi, dove la legge non ha ostacolato la presenza di standing zone all’interno degli stadi. L’impegno lo si è preso con un ordine del giorno approvato da tutta l’Aula del Consiglio comunale per proporre una modifica delle leggi vigenti e dei decreti ministeriali citati ad inizio articolo. Si cercherà di assicurare la presenza di standing zone all’interno del rinnovato stadio Ferraris. Nel frattempo, la delibera per portare avanti il progetto di restyling è passata con 24 voti favorevoli e 10 contrari.

Un messaggio che condensa quanto accaduto ieri a Palazzo Tursi è quello, affidato ai social, di Vittoria Canessa, consigliera comunale di Genova della maggioranza, che recentemente ha ricevuto la delega ai rapporti con le società sportive, le associazioni sportive, le federazioni e l’organizzazione degli eventi legati al mondo dello sport. Un messaggio che testimonia l‘impegno di tutta l’aula del Consiglio Comunale nel cercare di venire incontro alle richieste dei tifosi per uno stadio più moderno e funzionale anche con posti in piedi.

Genova merita uno stadio moderno e all’altezza. Chiediamo che il Governo adegui la normativa italiana a quella europea, per consentire finalmente l’introduzione dei posti in piedi in totale sicurezza. Oggi in Consiglio Comunale abbiamo votato la delibera per l’istituzione del diritto di superficie, scegliendo definitivamente la strada del partenariato pubblico-privato per avviare così la procedura di gara per il rifacimento del Luigi Ferraris. Con l’ordine del giorno che ho proposto insieme al consigliere Marco Mesmaeker, approvato a margine della delibera, abbiamo voluto indirizzare questo percorso verso il futuro della fruizione degli impianti.

Attualmente la normativa italiana è obsoleta e vieta i posti in piedi, a differenza di quanto avviene nel resto d’Europa e nelle competizioni UEFA, dove le safe standing areas coniugano la passione della tifoseria con i più alti standard di sicurezza. Grazie alla nostra iniziativa, la Sindaca si è ufficialmente impegnata ad attivare un tavolo di confronto con i Ministeri dello Sport e dell’Interno per promuovere l’adeguamento della legge nazionale alle moderne esigenze di gestione degli impianti. Inoltre, l’amministrazione si è impegnata a prevedere nei futuri bandi di gara nel rispetto del Piano Economico-Finanziario criteri premianti per l’aumento della capienza e per soluzioni predisposte ad accogliere i posti in piedi non appena le norme lo consentiranno. Un segnale chiaro per un Ferraris innovativo, sicuro e capace di valorizzare l’anima del tifo genovese“.


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