Nel dopogara della sfida tra Genoa e Ascoli (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto mister De Rossi dalla sala stampa. Ecco le sue dichiarazioni.
Una partita complicata contro una squadra che gioca un bel calcio, ma la tua squadra è uscita fuori…
“Loro giocano molto bene, l’hanno dimostrato con la Lazio e con il Frosinone. Eravamo pienamente consapevoli che avremmo potuto trovare momenti della partita in cui avremmo avuto difficoltà a pressarli. Sapevamo che c’era la differenza di categoria e di qualità, questo avrebbe fatto sì che loro perdessero un po’ di palloni e così è stato. Avremmo potuto calciare più volte di quanto avremmo fatto, c’è mancato un po’ il guizzo. Secondo me la notizia migliore è che la squadra ha fatto una partita seria. Nel primo tempo anche prima dello svantaggio stavamo attaccando bene e non ci siamo disuniti dopo il gol subìto. C’è stata un pizzico in più di intensità nel momento in cui abbiamo preso gol, si tratta di una cosa un po’ intrinseca nei giocatori in generale. Bisogna fare uno step di testa. Hanno fatto una partita seria anche sullo 0-0, ma dopo ci hanno messo un pizzico in più nel duello, nei tentativi e nei dribbling“.
Che sensazioni hai avuto dai nuovi che hanno giocato?
“Sow è un giocatore molto indietro di preparazione, ma è un giocatore forte e che ci darà una mano. Devo capire quanto ha bisogno per arrivare alla condizione migliore. Wiafe è la dimostrazione che per giocare bisogna correre forte, lui lo fa e gliel’ho detto già l’altro giorno in allenamento. Noi non guardiamo in faccia nessuno, se lui gioca come sta giocando e se si allena come si sta allenando farà tante partite. Al netto del fatto che oggi è una partita particolare e che se lo metti dentro con Napoli o Inter può fare una brutta figura, perché è un ragazzo del 2008. Ma la certezza è che se lo metti in campo lui va sicuramente forte. Dobbiamo portare tutti i giocatori ad andare così forte, poi ognuno ha le sue caratteristiche e lui è un centrocampista. Cerchiamo di essere tutti aggressivi. Bisogna alzare la qualità e le energie che mettiamo in campo. Per quanto riguarda Havel sono contento, ha fatto gol ed è un ragazzo molto positivo. L’abbiamo però visto toccarsi a fine partita. Ha avuto piccoli problemi in un mese e mezzo, viene da carichi di lavoro diversi. Si è fatto male tante volte, tra qualche mese vedremo che giocatore è. Fa fatica a tenere tanti carichi. In area si muove da giocatore intelligente, deve migliorare tantissimo il tocco di palla e mi fa piacere che cerchi spesso la porta. Ho solo paura che si sia fatto nuovamente male, è già successo tante volte e stiamo cercando di capire come sta“.
Mitaj è un po’ indietro di condizione?
“È la prima e ultima volta che do delle spiegazioni per delle sostituzioni a voi e ai miei giocatori. Non è una questione tattiva. Io volevo vedere Sow e Østigard che sono i due più indietro di condizione. A prescindere da Mitaj che ha fatto la sua prestazione e di Otoa che ha fatto un’ottima partita, ho fatto questi cambi che erano già programmati perché ho bisogno di giocatori che siano in condizione il più in fretta possibile. Altrimenti non avrei fatto questi due cambi a fine primo tempo perché non c’era bisogno di farli. Mitaj è nella sua condizione, fa uscire bene la squadra quando palleggia e ha un buon piede. Si sta inserendo in questo campionato nuovo e quello di oggi non è il nostro campionato. Diamo il valore al nostro avversario, che è meraviglioso per proposta e per come gioca. Ma c’è almeno una categoria di differenza, con tutto l’amore possibile per il loro allenatore che è un mio fratello. Ma dobbiamo essere lucidi quando giudichiamo le prestazioni, la condizione fisica e le prossime partite“.
Cosa le è piaciuto e cosa non le è piaciuto?
“La reazione e la serietà con cui hanno affrontato la partita. Non hanno snobbato nessuno, siamo andati sotto al primo tiro in porta e dopo aver tirato sette volte. A volte può accadere, ci si può perdere. Mi è piaciuto che lo stadio sia rimasto dentro allo stadio insieme a noi, non ci sono stati mugugni. Stavamo facendo una buona partita. Mi è piaciuta la vittoria. Molte squadre di Serie A hanno vinto ma hanno sofferto contro le squadre di Serie B. Vincere non è mai facile, ma noi eravamo una squadra nettamente superiore a livello tecnico. Sono state fatte cose che avevo chiesto. Non mi è piaciuto molto il blocco basso. Nel secondo tempo non abbiamo mai sofferto, nel primo siamo stati bassi due volte e hanno tirato in porta. Bisogna tirare di più in porta. Quando arriviamo negli ultimi trenta metri ci manca quella qualità di cui parlavamo a marzo e aprile“.
Su Baldanzi: “Lui ha la personalità per fare le scelte giuste nel momento giusto. Dobbiamo alzare la sua condizione, penso sia un pochino indietro. Dobbiamo capire come utilizzarlo al meglio. Gli facciamo fare il centrocampista, ma non ha il passo di Wiafe e Frendrup e a volte ho paura di sfiancarlo troppo. Ma è un giocatore forte, sul quale la società ha investito forte. Io devo essere concentrato per farlo rendere al massimo perché può e deve essere il giocatore immagine del Genoa da qui ai prossimi anni. Secondo me con questa qualità e messo nel contesto giusto, può ambire ad avvicinarsi alla Nazionale. Per come siamo costruiti noi, non sempre lo mettiamo nelle migliori condizioni e a volte gli arrivano palle un po’ sporche. Lui è forte e sveglio in questo. Renderebbe ancora meglio se riuscissimo a far circolare la palla meglio, questo è un nostro difetto. Fermo restando che è l’ultima volte che giocheremo con questo campo, perché verrà rizzollato. Non era facile né per noi né per l’Ascoli oggi. Anche loro avrebbero potuto subire meno tiri e ripartenze“.
Stasera è arrivato il gol su calcio piazzato, gli allenamenti con Marcandalli sono serviti…
“Li abbiamo fatti tante volte. Lui è un giocatore di livello altissimo e ancora nascosto, grazie a Dio (ride, ndr). Credo che lui diventerà un giocatore totale e che lo farà passando nell’essere anche più pulito in area. Lui è due metri, è forte e sa prendere il terzo tempo, ma non sa mandare la palla verso la porta. Come tutte le cose, va migliorato. Nello scorso anno è migliorato del duecento per cento nella gestione palla, sulla lettura delle preventive. Quest’anno deve fare un grande step sulla concentrazione nei 95 minuti e nella pericolosità“.
Oggi è stato ricomposto il trio difensivo con Vasquez, Østigard e appunto Marcandalli. Quanto è un punto fermo per la stagione in arrivo?
“La linea difensiva era composta in maniera solida anche nel primo tempo con Otoa, che sta facendo bene e sono soddisfatto. Ripartiamo anche nelle nostre discussioni con la società, cercando di capire cosa andava protetto. I difensori sono quelli più fondamentali e maggiormente da proteggere e che magari un domani potremmo rivendere a cifre ancora più alte di adesso. Non siamo tantissimi in difesa, dobbiamo capire come completarla perché è una squadra a cui mancano pezzi e caratteristiche. Ma dieci minuti prima di entrare in campo ero a parlarne con Blazquez e Diego Lopez e non ci facciamo influenzare da un gol preso, da un gol fatto o da una vittoria. Si tratta di una squadra che va completata e io devo essere bravo a capire quali sono le cose che servono e che la fanno giocare meglio. Eravamo partiti con un’idea a marzo e aprile, non so se riusciremo a portarla in porto. Quindi dobbiamo tornare a quello che è più congeniale a questa squadra“.
Tornando al discorso di Baldanzi, da quando è entrato Sow si è sganciato maggiormente. Questo graduale inserimento di Sow lo aiuterà a fare un lavoro più offensivo?
“Sow porta il pallone dalla difesa agli attaccanti ed è quello che serve alle squadre che vogliono giocare. Abbiamo perso un giocatore importante a centrocampo e dobbiamo portare gol in un’altra maniera. Ruslan li faceva da quaranta metri, mentre abbiamo messo un giocatore che penso ci farà giocare meglio. Avrà forse qualche gol in meno, nonostante abbia finito sempre a 5/6 gol. Ci farà giocare meglio e farà segnare chi gli sta intorno. Non abbiamo ancora visto il 30% di Sow, che farà giocare meglio Baldanzi e Frendrup. Anche lui va servito meglio. L’Ascoli gioca uomo a uomo e tanto spazio non ce l’hai per giocare palla al piede. Abbiamo preparato la partita su questo, pensando all’allenatore e al loro modo di giocare. Noi dobbiamo vincere la partita con le nostre armi. Non posso chiedere loro di palleggiare in area di rigore per far vedere che palleggiamo, forse in questo momento non siamo quella squadra lì che giochiamo come loro. E dobbiamo andare in porta in un’altra partita“.
Lei ha detto che sognare non costa nulla e mancano cinque partite alla finale di Coppa Italia. Quanto questa partita serve in vista del Napoli dal punto di vista mentale?
“A me non interessa il risultato delle amichevoli, ma le informazioni che ricevo. Qui mi interessava il risultato, mi interessava vincere. Ma non nego che perdere e uscire al primo turno contro una squadra di Serie B sarebbe stata la maniera peggiore per iniziare. A parte che non l’avremmo meritato, ma quando sei sotto un po’ ci pensi. Non solo per come arriveremo allo stadio sabato, ma semplicemente perché non voglio uscire dalla Coppa Italia. Sognare non costa nulla, al mio compleanno mi hanno chiesto di esprimere un desiderio e io l’ho espresso. Ma bisogna essere molto realisti su chi siamo adesso, ma non tanto voi quanto io e la società. C’è lavoro da fare e gente da mettere dentro. E bisogna capire un po’ l’assetto. Rispetto ad alcune idee che avevamo ad aprile, dobbiamo capire dove vogliamo andare. Io guardo le prestazioni e chi siamo. La prestazione è stata fatta bene, potevamo vincere 9-1 ma io guardo come ci arriviamo a tirare in porta, come lavoriamo e costruiamo e andiamo in difficoltà. Io devo essere concentrato e queste partite mi danno queste informazioni, non sono delle amichevoli.“.
Coppa Italia | Genoa-Ascoli apre ufficialmente la stagione – LIVE DALLE 18

