Il Genoa negli ultimi anni ha sempre superato i trentaduesimi di Coppa Italia intorno al Ferragosto, facendo quasi sempre fatica: nel 23/24, battendo il Modena per 4 a 3 con una doppietta di Retegui e il debutto di Gudmundsson assist man; nel 24/25, 1 a 0 alla Reggiana, gol di Messias; nel 25/26, vittoria sonante con il Lanerossi Vicenza per 3 a 0, con reti di Stanciu, Carboni e autorete. A fine gara la prima partita ufficiale nel segno di Vieira e di Stanciu: il calcio d’agosto è strano, si guardano le stelle cadenti e si sogna, ma bisogna prevenire la caduta delle foglie in autunno con la samarcanda calcistica in atto.
Domani sera alle 18.30, 17.30 per il sole, farà caldo non solo atmosfericamente e De Rossi spera di ritrovare il Genoa smarrito nelle amichevoli contro una squadra che porta sul terreno del Ferraris i nove undicesimi che hanno guadagnato la promozione in Serie B lo scorso maggio ai playoff.
L’Ascoli di Tomei è una squadra tosta, particolare, che De Rossi ha già sottolineato dopo la sconfitta con gli spagnoli. Come avranno fatto al Pio Signorini, ho visto Ascoli-Potenza di sabato scorso, curioso di rivedere i Piceni dello scorso anno nei play-off con il Potenza, quando venivano presentati come squadra duttile – addirittura, esagerando, da calcio totale.
Sabato scorso sono ripartiti dallo stesso gioco, il Potenza non ha fatto lo sparring partner, un 4-2-3-1 piceno dove i calciatori ricoprono diversi ruoli, nessuno rimane fermo sulla posizione naturale di partenza, rendendosi difensore, centrocampista o attaccante.
Squadra rinata da un fallimento nella primavera dello scorso anno, con cambio proprietà e con Tomei in panchina, subito pronto nel credere nel 4-2-3-1. Ultimamente il tecnico ascolano si è battuto per ingaggiare l’altro trequartista Don Bolsius, fantasista olandese dal Perugia. Contro il Grifone recuperate da Tomei due pedine importanti, subentrate con il Potenza: Damiani, il play a centrocampo, e Gori, attaccante.
Gli ascolani vanno in apnea se non mantengono il loro gioco e la gestione delle corsie laterali, soffrendo raddoppi rapidi nel cuore del gioco. De Rossi, come nelle gare di campionato della scorsa stagione, con lo staff avrà studiato i marchigiani delle Cento Torri e chiederà, non solo agli attaccanti, coraggio nell’aggredire l’area avversaria per portare più uomini in avanti, per alzare il baricentro per cercare di portare più occasioni e possibilità di tirare in porta e fare gol.
La formazione avversaria dovrebbe essere quella dello scorso anno con Vitale in porta; Milanese (Oliveri), Curado, Rizzo (Nicoletti indisponibile) e Guiebre in difesa; Acampora (Damiani) e Corradini davanti alla difesa; Silipo, Perciun, D’Uffizi dietro a Gori, prima punta.
Per la formazione del Grifone, la fiducia è che DDR abbia recuperato, se dovesse servire, qualche pedina importante, come Østigard in difesa e Sow a centrocampo con una settimana di allenamento dopo il Mondiale, e si spera che abbiano recuperato energie, anche se non per tutti i 95’ di gioco.
Arbitro Perri di Roma, Lo Cicero (Brescia), Della Mea (Udine), quarto uomo Massa (Imperia), VAR Santoro (Messina), Avar Di Vuolo (Castellammare di Stabia).
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