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Beep-beep verso la salvezza

Il Grifone è tornato nella famiglia dei “cuculidi”, uccelli del deserto americano, meglio conosciuti come Road-Runner o Beep-Beep, e lo ha fatto con la voglia di De Rossi e dei calciatori di recuperare i punti persi.

Partita non facile, anche se qualche pisquano da “social” ha voluto specificare che il Grifone ha vinto per l’uscita di Berardi, espulso, come se il Genoa avesse giocato in superiorità numerica, dimenticandosi che il capitano del Sassuolo nei primi 45′ di gioco, francobollato da Ellertsson, anche lui espulso, ha fatto quasi nulla. Si è visto solo un tiro insidioso parato ottimamente da Bijlow.

Dopo i primi 10’ tra le onde di Grosso, con Koné mattatore nel cuore del gioco, DDR ha servito un “sassolino”, liquore di anice sassolese, aumentando la pressione da parte dei centrocampisti e delle punte per mantenere la squadra corta e non concedere all’avversario il tempo di sfruttare, con movimenti preordinati, l’ampiezza concessa.

Un bel primo tempo da parte di entrambe le squadre, sigillato da una bombarda di Malinovskyi dai venti metri sotto la traversa: intensità e cambi di fronte riusciti meglio ai rossoblù con la sovrapposizione dei difensori ai due esterni che cercavano il fondo. Genoa più pronto a saltare oltre la linea di centrocampo, chiudendo gli spazi e mettendo in difficoltà Berardi e compagni nel portare il pallone sulla trequarti.

Frendrup e Malinovskyi, un orologio svizzero, pronti a schermare la difesa cambiando posizione, permettendo agli esterni di rendere il gioco più fluido. Il primo suonatore d’orchestra nel primo tempo è stato Baldanzi: ha respinto davanti alla propria area, non ha sprecato un dribbling se non necessario, cercando il tiro da fuori; ha stoppato il pallone e giocato alla perfezione, cercando spazio e tempo per ridare subito la sfera al compagno smarcato, sempre a richiedere il pallone con le braccia larghe.

Il secondo tempo è iniziato 10 contro 10: fuori Ellertson e Berardi, lite nel tunnel che li porta negli spogliatoi. La partita è diventata subito più brutta, il 4-4-1 di De Rossi e Grosso ha fatto fatica a emergere. Il pareggio del Sassuolo, dopo una decina di minuti, è stato il patimento che non è un gran ricostituente per il popolo genoano.

Ci ha pensato DDR al 75’ di gioco a dare una spazzolata al gioco che deperiva, sostituendo Vitinha, autore di un’ottima partita anche di sacrificio a centrocampo, per Messias. Già in precedenza aveva inserito Ekuban per Colombo, subito copiato da Grosso nel mettere in campo la qualità di Volpato, che a turno i tre difensori genoani marcavano.

Messias ed Ekuban, quando sono subentrati, hanno risolto gare: Junior la qualità, con la collaborazione e la grinta di Masini a rubare il pallone, e Sabelli mai domo a passargli il pallone di tacco; dribbling e assist rasoterra a Ekuban, pronto a saltare lo stopper bosniaco del Sassuolo che aveva fatto patire gli Azzurri di Gattuso.

Più a fondo si scava il dolore, più la gioia non si è potuta contenere nel tempio al gol di Ekuban: è destino del Vecchio Balordo sottostare al dolore. La flessibilità tattica di De Rossi e del suo staff, duttile adattandosi a ogni situazione, ha portato la vela Genoa in acque più tranquille.

D’altronde De Rossi ha cambiato pelle alla Lupa sostituendo Mourinho, ha rigenerato il Genoa dopo l’uscita di Vieira, grazie anche al suggerimento di Murgita e Criscito che avevano battuto il Sassuolo a domicilio da traghettatori con il 3-5-2 o 5-3-2 alla decima di campionato.

A Pisa mancheranno Frendrup, Malinovskyi ed Ellertsson, squalificati, e si potrebbe vedere qualcosa che DDR ha sempre avuto nel suo DNA di tecnico: un ritorno al passato, ad esempio al 4-3-3. De Rossi dà anche un appoggio alla squadra e all’autostima dei giocatori.

Sotto la Torre Pendente potrebbe premiare anche qualche giovane nel cuore del gioco. Qualcuno già in prima squadra, non solo negli allenamenti ma in panchina nelle gare giocate: Grossi, classe 2006, play/mezzala della Primavera, cresciuto nella cantera genoana, arrivato a 10 anni dal Vado Calcio.


Genoa-Sassuolo | De Rossi: “Il coraggio ha premiato i ragazzi, vittoria che dà sollievo”

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