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Genoa-Torino | De Rossi: “Con lo stadio siamo una cosa sola, è dura giocare contro 30mila persone”

Nel dopogara della sfida tra Genoa e Torino (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto mister De Rossi dalla sala stampa del Ferraris. Ecco le sue dichiarazioni.

Hai azzeccato tutte le scelte?

Noi allenatori siamo figli di ciò che fanno i giocatori, della positività che hanno e del loro atteggiamento. Ho chiesto a Norton-Cuffy se volesse giocare a sinistra, mi ha subito detto di sì. Questa disponibilità ti premia, come ha fatto con il gol. Alla fine la differenza la fanno loro, non solo dal punto di vista tecnico o tattico, ma anche dal punto di vista dell’atteggiamento. Con me sono stati meravigliosi fino ad oggi questi ragazzi“.

Dove vedi meglio Amorim?

Lo vedo bene in tutto quello che ruota al centrocampo, per me potrebbe anche fare il trequartista. Si è inserito alla grande e se lo fa il merito è di quelli che sanno cos’è il Genoa da quattro o cinque anni, i vari Messias, Sabelli e Leali. Può giocare ovunque a centrocampo. Ha firmato per cinque anni, non per cinque partite. Penso sarà un pilastro del Genoa per tanti anni. Chi ha giocato prima di lui e con lui ha fatto molto bene. É una scoperta continua, l’ho visto già dentro questa sua nuova avventura“.

Oggi si è visto Baldanzi da mezzala, a Cremona aveva agito lì Messias. Quanto è importante avere due giocatori così in quel ruolo che possono fare anche una sorta di staffetta garantendosi sempre un alto livello di qualità in campo?

É importantissimo. Secondo me in generale è importante mettere in campo giocatori forti tecnicamente. La tecnica ti aiuta, ti fa fare gol e ti fa trovare soluzioni. A patto che ci sia disponibilità e né Messias né Baldanzi hanno mai lesinato impegno da questo punto di vista. Secondo me, la direzione da prendere è quella di farli giocare insieme il più possibile e al più presto possibile. Con alcune squadre non è facile, in questo momento non credo si possa fare perché non penso che abbiano i 90 minuti nelle gambe. Sarebbero due cambi garantiti e non voglio legarmi le mani da solo. Ma sono giocatori forti e i giocatori forti devono stare in campo“.

Di tutte le vittorie ottenute al Ferraris, questa è stata forse quella dove ti sei potuto godere di più l’atmosfera. Come l’hai vissuto?

Ero tesissimo, non so perché. Non che ci tenessi di più o che ora siamo salvi. A volte lo sono di più e a volte di meno. In questi giorni ero teso. Nel primo tempo ero contento perché ho visto una grande prestazione. L’espulsione ci ha fatto credere che potesse essere finita la partita. Nel secondo tempo alcuni li ho visti un pochi più leggeri e non mi è piaciuto per niente. Probabilmente ho trasmesso l’elettricità sbagliata a fine primo tempo. Io me la godo sempre l’atmosfera della Nord e dello stadio, è sempre un posto positivo. Non penso il Torino sia più scarso di noi, penso che Baroni sia un allenatore molto più esperto di me e abituato a stare in queste zone della classifica. Se penso ad una differenza è più legata alla differenza di entusiasmo. Lì è dura e ci sono malumori, mentre qui siamo una cosa sola: siamo cinquanta tra giocatori e staff più trentamila. É dura giocare contro trentamila persone“.

Come nasce la scelta di Norton-Cuffy a sinistra?

Lui nasce esterno offensivo, né da terzino né da quinto. Chi lo fa almeno una volta ha giocato a piede invertito. Questo per certi versi può aiutarlo, anche se quando lo liberi può perdere un tempo per il cross. Anche nelle ultime partite aveva portato palla dentro. Noi dobbiamo, a prescindere da tutto, mettere tutti a loro agio. Io non ho avuto le amichevoli per capire se lui può giocarci a sinistra. In quei casi ti tappi il naso e lo butti dentro, la differenza la fa l’atteggiamento e come accettano le proposte. Io ci parlo molto“.

Su Messias: “Come tantissimi giocatori brasiliani ha grande tecnica nei piedi, un qualcosa di diverso. Credo sia un giocatore di grandissima qualità e che abbia una tecnica e qualità per altri palcoscenici, infatti ha vinto lo Scudetto al Milan. In questa fase il nostro obiettivo è preservare la sua condizione fisica. Due giorni fa dopo l’allenamento ha chiamato lo staff dicendo di volersi allenare di più. Si vede che quando stai bene in campo stai bene anche fuori e senti meno dolori. Più ti alleni forti e meno dolori hai. Quando sono arrivato non l’ho visto tantissimo, la sensazione è che se spingevi troppo rischiavi di perderlo. Adesso ci siamo venuti incontro. In questa fase in cui i punti pesano tanto devi cercare di avere tutti a disposizione. Lui ha a cuore questo posto, siamo contenti di averlo e cercheremo di metterlo nelle condizioni di giocare“.

Abbiamo visto Baldanzi, che ci ha colpito anche nella personalità…

E’ stato il mio primo acquisto alla Roma e praticamente anche al Genoa e magari in futuro me lo porterò sempre dietro. Ha grandi valori tecnici e umani. A Roma il primo mese si rendeva conto di quanto quella realtà fosse più grande rispetto a quella da dove proveniva lui. Lì era meno protagonista, ma anche i due tre anni di Roma penso l’abbiano sbloccato. Si cresce, si migliora e ci si sveglia. Quando sono andato ad accoglierlo quando è arrivato siamo andati a cena e ha detto più parole lì che nei primi sei mesi di Roma. Penso sia un mix. Qui c’è gente, come Messias, Leali, Sabelli, Masini, Ekuban, che quando arriva qualcuno lo fanno diventare uno di noi. Poi la differenza la fanno lui e gli altri tre nuovi che sono arrivati“.

Come sta Norton-Cuffy?

Non lo so, non mi sembrava avesse l’atteggiamento di chi ha subito un infortunio grave. Questi sono i migliori antidolorifici. Lo vedremo in questi giorni. Ci piace fare allenamento dopo la partita anche per valutare gli acciaccati. Ma non mi sembrava una cosa grave, anche se non ho nessuna notizia medica“.

Sulla seconda porta inviolata consecutiva: “Noi facciamo tanti gol. Abbiamo giocatori di qualità, i numeri dicono che siamo una squadra che segna. Quindi io spingo tantissimo sul non prendere gol. Ma ci sono gli avversari e i giocatori forti anche nelle altre squadre, ttutti vorremo sempre fare la porta inviolata. Sicuramente hanno provato a lavorare quando siamo bassi con l’atteggiamento di una squadra che non vuole prendere gol. Io su questo insisto. Uno può mettere venti mezzepunte, ma gli avversari possono essere bravi a metterti basso e quando accade non devi prendere gol: ci sono tanti modi per non prenderli“.

Adesso arrivano due partite contro due squadre molto forti. Questi tre punti possono aiutarvi per fare il guizzo nelle prossime due partite?

Abbiamo giocato recentemente contro Lazio e Napoli, i guizzi che sono mancati non appartengono a noi. Anche nel girone d’andata abbiamo fatto grandi partite con Inter e Atalanta. Penso si debba lavorare tatticamente e mentalmente. Sono partite difficili. Dobbiamo fare punti per levarci da questa zonaccia, vogliamo farlo il prima possibile. Consapevoli che sono squadre sulla carta più forti di noi, ma lo erano Napoli, Lazio e Atalanta. Tutto si può fare nel calcio. Sappiamo che con la Roma avremo un’atmosfera del genere. Anche con l’Inter ce la giochiamo consapevoli che sono una squadra fortissima“.

Su Ekuban: “Noi abbiamo un giocatore che ci ha dato tantissimo in quella posizione, come Vitinha. Volevamo giocare tanto tra le linee. La mia scelta è stata in primis perchè Ekuban è un giocatore fortissimo, uno dei miei preferiti e che ho chiesto al direttore di tenere anche per il prossimo anno. E in secondo per non perdere l’atteggiamento e la postura d’attaccante, non volevo alleggerire la squadra. Giocando con i piedi invertiti pensavo potesse aiutarci a fare qualche cross in più. Volevo un altro attaccante in area di statura. Abbiamo fatto ottime partite anche con Vitinha ed Ekhator. Credo di avere un parco attaccanti migliore rispetto alle altre squadre che sono lì nella lotta per non retrocedere. Il mio compito è quello di valorizzarlo e renderlo forte in campo“.


Serie A | Genoa e Torino si sfidano al Ferraris – LIVE DALLE 12.30

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