Nel dopogara della sfida tra Genoa e Torino (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto mister De Rossi ai microfoni di DAZN. Ecco le sue dichiarazioni. Si parte dalla curiosità di avere Burdisso e Florenzi, ex compagni alla Roma, in tribuna a seguirlo. “Burdisso non lo sapevo. A Florenzi i biglietti li ho dati io, si è accollato assiema ad altri amici di Roma. Avere questo tipo di amici che vengono a sostenerti – e credo che Burdisso lo faccia anche per lavoro perché viene a vedere giocatori e guarda mille partite l’anno – e che ti stanno vicino…era una partita tanto importante. Per chi ama il calcio, stare dentro questo stadio, con questa atmosfera, a prescindere che tifi Genoa o sia allenatore del Genoa, è un buon modo per passare la domenica”. Si passa, poi, a domandargli della scelta tattica iniziale di mettere degli esterni a piede invertito.
“Era una scelta un po’ per gli avversari, un po’ perché voglio stimolare i ragazzi. Abbiamo la fortuna di avere Ellertsson che potrebbe fare anche il portiere per la quantità di ruoli che sa interpretare. Ho voluto cambiare qualcosina. Norton-Cuffy è un giocatore forte e disponibile, chiede in continuazione, è curioso e cerca di migliorarsi. Secondo me nelle ultime partite veniva tanto dentro per giocare col sinistro, allora ho pensato che potesse essere una scelta. Se vogliamo, non era un difetto del Torino che mi ha spinto a fare questa scelta. Era cercare di farli venire verso il centro sul piede forte, visto che sanno farlo entrambi i nostri quinti. Lo sa fare anche Martin, che lo ha provato, come Cornet”.
Sulla posizione di Baldanzi da mezzala e la crescita della squadra con due mezze ali di qualità: “La valutazione è positiva e, tanto per cominciare, sono contento per lui. È un ragazzo meraviglioso. Sta sbocciando e, per me, è un talento sottovalutato qua in Italia. L’ho sempre visto in questo ruolo qui: l’ho forse già detto, erroneamente: l’avevo preso alla Roma per fare il vice Dybala, come alternativa, ma penso che sia una mezzala. In Spagna le squadre forti lo farebbero giocare mezzala. Noi dobbiamo farlo giocare lì, sempre chiedendogli sacrificio, impegno, costanza, seconde palle, corsa. Non esiste più la mezzala dei vecchi tempi, che gioca alla Rivera solo quando ha la palla e corre meno quando non ce l’ha. Si sta sacrificando. Questa squadra mi rappresenta anzitutto per l’impegno, per come lo fanno, per come si aiutano e per come aiutano i nuovi, da Zätterström ad Amorim e Bijlow. Si sono inseriti grazie all’aiuto di quelli che già c’erano e, soprattuto, dei vecchi”.
“Qualsiasi squadra tu costruisca, in qualunque posizione di classifica ti trovi, più giocatori si qualità metti, più giochi meglio e possibilità hai di vincere la partita – prosegue De Rossi – Spesso i giocatori tecnici sono anche quelli più intelligenti, che sanno leggere le situazioni. Sanno gestire i momenti difficili della gara. Per me i giocatori forti vanno messi in campo: quelli tecnici ti risolvono tanti problemi che l’allenatore non sa risolvere da sé. Devo cercare di dare loro una ragione di esistere assieme, è mio compito, ma loro in campo si sacrificano. Di sicuro non posso mettere tutti trequartisti che non corrono, ma abbiamo giocatori di qualità che si sacrificano. L’abbiamo visto anche a Cremona, dove Messias ha fatto tanti chilometri. Tutti quelli che giocano danno qualcosa. Col Napoli eravamo stati più bassi, oggi ho visto un primo tempo che dovrò rivedere, ma mi è piaciuto davvero tanto”.
Infine, un passaggio sulle condizioni di Norton-Cuffy: “Non lo so. Onestamente non ho chiesto, ma saranno la vittoria e il gol, ma l’ho visto abbastanza sereno e non preoccupato. Non aveva l’atteggiamento di chi si è fatto molto male. Gestiremo tutto: abbiamo subito domani l’allenamento per rimetterlo in piedi il prima possibile. Gli applausi gli hanno fatto da analgesico”.
Serie A | Genoa e Torino si sfidano al Ferraris – LIVE DALLE 12.30

