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Genoa-Torino | Baldanzi: “Vincere così un bel segnale, ma non abbiamo ancora fatto niente”

Nel dopogara della sfida tra Genoa e Torino ha parlato dalla sala stampa Tommaso Baldanzi, alla sua prima in rossoblù al Ferraris dopo l’esordio di Cremona.

Intanto quali sono le tue emozioni per il tuo esordio al Ferraris? E poi: qualche giorno fa in un’intervista ci hai detto che non avevi tanta parlantina e di avere doti da leadership più sul campo che ha parole, ma tu con i compagni parli anche quando devi farti dare palla, indichi i movimenti. Sei un profilo di giocatore che al Genoa onestamente mancava e siamo tutti molto contenti di averlo ritrovato…

“Intanto ti ringrazio. Sono felicissimo per l’esordio e soprattutto perché ha portato tre punti e un tre a zero veramente importante perché giocavamo contro una squadra forte, che sta attraversando un momento di difficoltà, ma è forte. Se vinci tre a zero è un bel segnale. Non abbiamo ancora fatto niente, questo lo sappiamo noi prima di tutti, però è importante. Eh sì, parlo molto con i miei compagni, mi piace parlare, mi piace farmi dare la palla anche per avere comunicazione, per capirci in campo. Non direi mai ad un mio compagno qualcosa di male, intendevo quello, ma mi piace farlo in campo”.

Ci racconti quella fuga dalla quale è nato il raddoppio? Hai sentito anche la Nord che ti attirava, l’urlo che man mano saliva?

“Dal campo si sentono molto i tifosi. È stato bello, ci danno una bellissima mano. Dobbiamo cercare di riuscire a portare in casa un fortino, una roba che sia difficile per gli altri, contro qualsiasi squadra giochiamo. I tifosi ci danno una grande spinta, è stata una bellissima azione, mi è piaciuta: peccato che me l’abbia parata, però è stato bravo Ekuban a fare gol”.

Fisicamente come ti senti?

“Sto benissimo. Avrei avuto anche qualche altro minuto, sicuramente non i novanta minuti essendo rientrato una settimana fa”.

Quanto vorresti giocare con Messias?

“Sinceramente, mi piacerebbe tantissimo. Giocare con Messias mi stuzzica molto, anche se non abbiamo lo stesso ruolo, ma caratteristiche simili, quindi capisco che per un allenatore, soprattutto in una squadra come la nostra, con la quale ci dobbiamo salvare in ogni partita e ci giochiamo tanto, è una cosa un po’ difficile. Speriamo un giorno di riuscire a giocare insieme”.

Come hai ritrovato De Rossi rispetto all’esperienza di Roma? L’hai trovato cresciuto?

“Sicuramente sì, è cresciuto e non era facile dall’ambiente in cui veniva per lui. L’ho ritrovato uguale, cioè con la stessa fame, con la stessa voglia di portare gli obiettivi che prima erano della Roma e adesso sono del Genoa. Questo non è scontato e penso gli faccia molto onore”. 

Oggi il Torino è una squadra venuta per fare punti, spazi non ve ne ha lasciati tantissimi. Per questo non era scontato fare il primo tempo che avete fatto, soprattutto nei primi 20-25 minuti, dove in quei famosi ultimi trenta metri ci siete stati tanto. Dove e come nasce questo primo tempo? Ce lo racconti anche un po’ dal campo?

“Nasce da quello che avevo detto in settimana, che sarebbe bello riuscire a stare più possibile nella loro metà campo, nella loro parte offensiva. Dopodiché dobbiamo essere bravi a giocare, a non sbagliare passaggi,. Come avevo detto ci possiamo salvare anche giocando e penso che il primo tempo a lunghi tratti abbiamo fatto delle giocate, in termini di squadra, bellissime. La avevamo preparata così, avevamo preparato di soffocarli, ma sapevamo che per noi era una partita molto delicata, vista la classifica e visto lo scontro diretto. Siamo stati bravi, adesso però dobbiamo continuare ed essere consapevoli che in due partite possiamo metterci in difficoltà, in due partite possiamo togliere un po’ le castagne dal fuoco”.

Sulla maglia numero 8, vestita qui e a Roma da Strootman: “Ci ho pensato un po’, il 35 era il mio numero, ma era occupato. Il numero otto mi piace veramente molto, so che è stato un giocatore veramente importante sia qua che a Roma e quindi so che è una bella responsabilità. Per il resto sì, mi piace ricevere la palla, mi piace che tutti noi siamo attenti, siamo concentrati perché penso che da lì possiamo trarre vantaggio“.

Cosa ti è piaciuto di più del Genoa da quando sei arrivato?

“Mi è piaciuto tutto. Mi è piaciuto l’ambiente, mi è piaciuto il centro sportivo, una cosa molto familiare: tutti siamo molto attaccati per portare a casa un obiettivo che persino i fisioterapisti e i dottori vogliono da morire. Tutti lo vogliono veramente tanto e questa cosa mi è piaciuta”.

Tu sei l’ABC del calcio, spazio e tempo, e la gente lo deve capire perché tu vedi lo spazio e il tempo del passaggio…

“Non ho molto da dire, ti ringrazio come ti ho ringraziato giovedì. Penso che ci siano due cose fondamentali del calcio, dobbiamo riuscire ad andare bene nello spazio e capire bene i tempi di gioco. Penso che oggi, come ho detto, per lunghi tratti, soprattutto nel primo tempo, undici contro undici, lo abbiamo fatto veramente bene e abbiamo fatto, grazie a questo, una grandissima partita”.

De Rossi ha detto che sei il primo giocatore acquistato da lui alla Roma, il mio primo acquisto a Genova, forse in futuro me lo porterò sempre dietro. Cosa vuol dire avere un allenatore che crede costantemente in te?

“Lo ringrazio, però si sa già quello che penso di lui, non importa che lo dica qua. È molto importante avere un allenatore che crede in te, che sposa le stesse idee. Soprattutto avere un allenatore che ha fame, che ha fame di vincere, che ha vinto una partita e avrà fame di vincere domenica. Mi piace questo suo atteggiamento, mi piace questo suo modo di fare: lo ascoltiamo, tutti lavoriamo e tutti dobbiamo andare dritti per le nostre strade”.


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