Altra sinfonia di gioco del Vecchio Balordo alla Scala del Calcio. Dopo Gasperini, altri direttori d’orchestra dalla panchina: Ballardini, Nicola, Andreazzoli, non hanno avuto timori, come De Rossi, nel giocare al Meazza. Poteva essere una notte magica, inseguendo non solo il gol come cantavano Nannini e Bennato, sotto il cielo di un girone di andata non da Grifoni.
Peccato per il rigore sbagliato da Stanciu, peccato per uno come lui, rigorista eccellente non solo nelle squadre in cui ha giocato, ma anche a fine allenamento al Pio Signorini, che non abbia coperto il pallone arrivando al tiro con il deretano indietro. Terzo rigore sbagliato in 19 gare, che avrebbero colorato la classifica in altro modo. La fortuna per il Vecchio Balordo è come correre dietro a una gallina: sembra molto facile acchiapparla, ma in realtà è difficilissimo.
Bravo De Rossi e il suo staff a sfruttare le carenze del Diavolo e il “muso corto” di Allegri. Bravi a pressare con intelligenza e a non far giocare Modric e Rabiot, in prima battuta con Colombo e Vitinha, poi con gli stantuffi Frendrup e Thorsby. Difficilmente i genoani hanno corso a vuoto nel primo tempo, per non essere infilati nell’uno contro uno, in particolare da Leao e Pulisic.
Genoa bravo e preparato bene a non concedere spazi, non lasciando metri davanti alla difesa. Vedere che al Vecchio Balordo riusciva tutto meglio nella partenza da dietro, dove la difesa partecipa alla fase di possesso senza passare il pallone all’indietro, con il centrocampo a giocare velocemente per costruire il gioco, qualcosa che bisognerà ripetere contro il Cagliari giocando in ampiezza, con gli attaccanti a muoversi senza pallone creando azioni da gol, è stato non solamente piacevole.
Nel secondo tempo i pericoli del Diavolo sono arrivati solo dai corner e dai palloni inattivi, come è nato il gol di Leao, dimenticato da Ellertsson. Qualcosa di diverso, rispetto ad altre gare, si è visto sui palloni inattivi, quasi con marcature a uomo e lontani dall’area di porta per permettere di vedere il gioco anche al portiere. Partita più che buona di tutti i difensori: Marcandalli sicuro, come Otoa quando è subentrato, bacchetta di comando a Østigard e Vazquez a dirigere il traffico fuori area.
L’ultimo elogio va a Leali, portiere dai nervi saldi e psicologicamente presente dopo le critiche, giuste, che si sono ripetute: con il Milan, come lo scorso anno a S. Siro, bisogna trasformarle in applausi.
Ieri è arrivato Sucu al capezzale del calciomercato e qualcosa dovrebbe muoversi intorno a questo weekend. Qualcosa, al Meazza, avrà fatto capire alla dirigenza e al direttore sportivo che la prima urgenza è raddrizzare la spina dorsale del Vecchio Balordo: cercare e trovare qualcuno che, dopo il 65’ di gioco, quando si sono spremuti quelli in campo a centrocampo, sia in grado di fare la differenza nel cuore del gioco nelle due fasi. Serve un centrocampista di peso, quantità e fisicità.
Radio mercato annuncia che saranno due i prossimi arrivi: in porta ormai è deciso, è Bento, in questo weekend; poi un difensore e un centrocampista. Per l’attaccante si andrà ai saldi, ma dovrà essere superiore a quelli in rosa. Da Pisa sussurrano che sarà Nzola. Servirà? È più forte di quelli che ci sono? Ci sbaglieremo, ma pensiamo di no. Pronti a fare ammenda.
La partita del Genoa contro il Milan è stata la fotografia di quanto visto da quando è arrivato DDR sulla panchina: applicazione tattica, gioco di squadra, errori limitati dietro e davanti, tutto quasi andato all’aria nelle ultime prestazioni.
Arriva il Cagliari: DDR, lo staff e i calciatori devono dimenticarsi di giocare bene solo con le Big, non dovendo costruire gioco. Tutto smentito dalla prima parte di gara con il Diavolo. Ripetendo tutto, anche le luci del Tempio saranno luminose, non solo quelle della Scala del Calcio, con le genti genoane pronte a gridare nuovamente: “Vi vogliamo così!”
Milan-Genoa | Stanciu: “Mi assumo la responsabilità, chiedo scusa a tifosi e compagni”

