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“Matti per il calcio”, presentato il libro al Museo del Genoa

Nel corso del pomeriggio odierno, presso la solita splendida cornice del Museo del Genoa in via Porto Antico 4, è stato presentato il libro dello psicologo Davide Bellini, dal titolo “Matti per il calcio“. All’interno di queste pagine l’autore affronta il tema del calcio, cercando di trattarlo anche dal punto di vista psicologico e pedagogico, mostrando il diverso approccio che ognuno ha nel corso della propria vita. La scelta della sede per la presentazione, inoltre, non è casuale: l’autore è nipote del grande Delfo Bellini, storico terzino che ha vestito la maglia della nazionale italiana e del Grifone, vincendo gli scudetti del 1922-23 e del 1923-24 e totalizzando 65 presenze in rossoblu, condite anche da 5 reti. Proprio la famiglia Bellini, inoltre, ha donato al Museo del Genoa la medaglia di bronzo che Delfo vinse con la maglia della Nazionale alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928, scendendo in campo nella finale terzo/quarto posto contro l’Egitto, vinta per 11-3. Il libro è disponibile presso la “Libreria.coop” che si trova proprio di fronte al Museo.

A margine della presentazione, inoltre, Davide Bellini ha rilasciato anche alcune dichiarazioni ai nostri microfoni: “Questo libro parla di una grandissima compagna di viaggio, che è la passione per il calcio. A cinquant’anni mi sono reso conto che una delle cose che ho più vissuto e di cui ho più parlato è il calcio. E’ stato quindi un po’ un modo per dare indietro quello che questa passione mi aveva dato, momenti sia personali che professionali. Il calcio nella mia vita è stato dappertutto e mi sembrava giusto fargli un piccolo tributo. Il libro è questo“.

Lei ha anche un legame con il Genoa..

Sì, ho un legame fortissimo con il Genoa, che è mio nonno Delfo Bellini, che ha giocato per il Genoa e per un Genoa discretamente forte (ride, ndr). Quindi sicuramente lui ha influenzato tanto. Io ho vissuto in una casa dove c’erano maglie spesse così a prova di traspirazione e quindi ero già abbastanza condizionato. Poi in realtà l’amore per mio nonno e per il Genoa è arrivato dopo, l’ho riscoperto più da adulto. Forse da piccolo non era così immediato. Quindi stare quì è un po’ da pelle d’oca“.


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