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Genoa-Juventus, per l’ottava volta nella storia è il Grifone a spegnere l’imbattibilità bianconera

Genoa-Juventus è stata un vortice di emozioni, fortunatamente non condizionate dal VAR (ieri impeccabile) o da rigori che questa mattina sembrerebbero essere stati “sottratti” alla Juventus. La partita non si è giocata sugli episodi in area di rigore – chiariamolo immediatamente semmai ce ne fosse bisogno – bensì sul sacrificio e la predisposizione mentale a restare dentro la partita sino alla fine. In questo frangente, il Genoa ha fatto la big della situazione, concedendo zero tiri in porta alla capolista e respingendo al mittente ogni velleità bianconera, che essa arrivasse dagli esterni o dalla zona centrale del campo. Condizione, se non essenziale, quantomeno propedeutica ad ottenere qualcosa di positivo, come aveva avvertito Cesare Prandelli alla vigilia in conferenza stampa. Mentalmente scarica e più abbordabile, la Juventus avrebbero potuto batterla anche altre squadre. Non ci sono riuscite, non solo quest’anno ma anche nelle passate stagioni, e il Genoa ne esce come l’unica squadra sinora imbattuta contro i bianconeri. Non riuscirà il double al Parma, che all’andata aveva perso pareggiando il ritorno, ma potrebbe provarci ancora solamente l’Atalanta di Gasperini, alla 37esima giornata, in virtù del 2-2 maturato all’andata a Bergamo. Resta il fatto che, per ora, il Genoa si conferma bestia nera della Vecchia Signora.

Foto TanoPress

La partita è stata piacevole, più per la garra del Genoa che non per le invenzioni dei bianconeri, e lo dimostra anche il fatto che si sia giocato molto più di tante altre gare. Il tempo effettivo si aggira infatti intorno ai 57′, col possesso pallone sbilanciato a favore della Juventus di circa 7 minuti e mezzo (57% contro 43%). Ma è stato un possesso per lo più innocuo, che neppure lo slittamento di Cancelo a sinistra a supportare Alex Sandro nel secondo tempo ha impreziosito. Oltretutto si parla di un Genoa che, col pallone tra i piedi, ha giocato più nella metà campo avversaria che nella propria. Le famose due fasi di cui il tecnico rossoblu parlava già sabato a Villa Rostan.

Il naufragio bianconero, il primo di una lunga stagione di imbattibilità e successi, è direttamente proporzionale alla forza di volontà messa in campo dal Genoa, spinto da un pubblico eccezionale e ridisegnato con Kouamè e Sanabria molto vicini e disponibili a scambiarsi frequentemente di posizione. A dire il vero, riguardando anche le statistiche e le posizioni medie dei calciatori, la prima punta lanciata nello spazio è stata prevalentemente l’attaccante ivoriano, che non a caso è tornato ad essere il primo tra i rossoblu nello sprint (1,2 km su 11,5 totali).

Ha dato buone indicazioni anche la cerniera di centrocampo, che deve ancora trovare il modo migliorare di servire le punte in profondità e aiutarsi nel fare alzare il baricentro. Lazovic a sinistra convince più che a destra, Lerager gli fa da contraltare e unisce sostanza a centimetri nel gioco aereo, proponendosi con discreta continuità in inserimento. Tra i rossoblu con 90′ contro la Juventus resta comunque quello a giocare il minore numero di palloni (31) dopo Lazovic e Rolon, impegnandosi specialmente nel dare grattacapi ad Alex Sandro soprattutto nella prima mezz’ora di partita.

Da sottolineare anche la prova del quartetto difensivo. Sedici palloni intercettati su 26 dal pacchetto formato da Pereira, Romero, Criscito e Zukanovic, che ha blindato la Juventus sia quando imperversava Cancelo, sia quando spingevano Dybala e Bernardeschi nella seconda frazione. Senza dimenticarsi dei centimetri di Mandzukic e degli inserimenti di Emre Can e Bentancur. Ci si aspetta ancora qualcosa da Pedro Pereira, che ieri ha cercato di spingere per una ventina di minuti e fornire cross (se ne contano due), risultando più volte impreciso.  Ad ogni modo, nel godere di una vittoria che può segnare una svolta, ritroviamo il Genoa in alto anche in un altro dato: è la squadra in Serie A che non subisce gol da più tempo in casa (226′). L’ultimo gol incassato è quello di Badelj (Lazio) alla 24° giornata.

Altro dato da evidenziare come nelle ultime due stagioni (2017/18 e 2016/17) il Genoa avesse collezionato sei vittorie totali in casa in tutto il campionato. Col successo di ieri, sommando i risultati di Ballardini e Prandelli, il Genoa ha già raggiunto questo traguardo volante e ne basterà un’altra ancora per superare il dato delle ultime due stagioni. Mancano ancora le sfide contro Inter, Torino, Roma e Cagliari. E considerando il fatto che il Genoa ha già fatto 14 punti della sua classifica contro le cosiddette “grandi”, il futuro potrebbe essere più roseo del previsto.

Chiudiamo col segnalare che, a partire dal 1930 e arrivando al successo di ieri pomeriggio, sono diventate 19 le vittorie del Genoa quando affronta la Juventus allo stadio “Ferraris”. In addirittura otto di questi successi, come riportato questa mattina dalla Fondazione Genoa, il Grifone avrebbe interrotto la striscia di imbattibilità dei bianconeri (tra parentesi le partite della Juventus da imbattuta, ndr):

IL PRIMO GOL DI STURARO IN ROSSOBLU (2 MARZO 2014)

LE STATISTICHE DEI SINGOLI ROSSOBLU 

LE STATISTICHE DI GENOA-JUVENTUS FORNITE DALLA LEGA SERIE A GENJUV


I NUMERI DEL GENOA 2018/2019 (aggiornati alla 28° giornata della stagione 2018/19)

I NUMERI DI PRANDELLI DA TECNICO DEL GENOA IN CAMPIONATO (aggiornati alla 27° giornata della stagione 2018/19)

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