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Genoa-Atalanta, le statistiche: possesso e profondità, per valorizzarli serve più cinismo

Un minuto e 51 secondi contro i meno di 40″ degli uomini in maglia nerazzurra: è il dato del possesso pallone del Genoa prima di trovare la via del gol con Bertolacci dopo soli 3′ 47″. In numeri è stato questo il Genoa della prima fase di gara contro Gasperini, furioso e arroventato in panchina per la scarsa applicazione dei suoi uomini nell’arginare la manovra rossoblu. Un quarto d’ora di sofferenza, con Laxalt che graziava in movimento dagli undici metri Berisha e gli orobici che uscivano progressivamente, creando pericoli per lo più su calci da fermo (3) o sui loro sviluppi, trovando in Perin un oppositore mai disattento (cinque saranno le sue parate e tutte decisive, ndr). Fatto sta che il Genoa la sua gara contro l’Atalanta l’ha persa, per la nona volta in questo campionato, e l’ha persa con demerito. La gara contro l’Atalanta, giocata su buoni ritmi su un terreno di gioco non facilissimo dopo le recenti piogge, ha permesso al Genoa di Ballardini – assai più pragmatico che non temporeggiatore – di registrare il maggiore dato di possesso pallone in queste prime quattro uscite: 22′ 27″ (47%). Che sia un dettaglio da sottovalutare può darsi, ma potrebbe anche essere sentore di una squadra che, dalla gara con la Roma in poi, sta guadagnando fiducia in campo, acquisendo confidenza con la nuova filosofia ballardiniana e, di riflesso, circa tre in più di possesso a partita. Di seguito la tabella del calcolo del possesso pallone dal ritorno di Ballardini:

L’Atalanta, che ha perso addirittura 52 palloni nell’arco dei novanta minuti contro i 47 del Genoa, ha peraltro subìto palesemente questo atteggiamento “palleggiatore” della squadra rossoblu, pronta appena l’occasione si presentasse ad andare in profondità. Ne è testimonianza anche l’occasione sprecata da Pandev di fronte a Berisha su suggerimento di Bertolacci tra le maglie della difesa orobica.

Non è stata invece la migliore gara in termini di cinismo quella del Grifone. Troppi undici tiri fuori dallo specchio, di cui cinque da dentro l’area, così come un po’ troppo bassa è la percentuale realizzativa da dentro l’area, dove ieri il Genoa ha vanificato almeno tre buone occasioni facendosi ipnotizzare. Il tutto su un totale di 15 tiri. In rialzo anche i lanci lunghi dalla difesa, specialmente quelli di Izzo o Zukanovic all’indirizzo delle punte. Mai dopo Crotone erano stati superiori a 35: in questo 16° turno hanno raggiunto quota 36.

Genoa che diventa il 15° attacco casalingo del campionato e la 19° peggiore difesa casalinga (17 reti) col Benevento ultimo – e prossimo avversario – stanziato al primo posto con 20.

I DATI DEI SINGOLI CALCIATORI DI GENOA E ATALANTA:

I NUMERI DEL GENOA (aggiornati alla 16° giornata)

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