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A caccia del terno

Dopo il mercoledì da Grifoni, cadute le foglie dagli alberi sotto il sole di novembre, a Lecce al Genoa potrebbero nascere narcisi se affronterà la trasferta nel Salento, tosta, con la stessa carica e lo stesso gioco visti contro la Juventus. Sarebbe qualcosa di particolare: da quanto tempo il Vecchio Balordo non vince tre gare consecutivamente?

L’organizzazione, la continua presenza e le grandi motivazioni viste nel mercoledì dentro il Tempio, unite all’invito al saccheggio degli avversari, conquistati con un calcio aspro e incisivo, da Grifoni, come da De Rossi calciatore, hanno fatto la differenza.

DDR non cerca lo schema perfetto: da calciatore sapeva che non esiste e che, se esistesse, non sarebbe replicabile. Cerca piuttosto gli ingredienti per cercare di alzare sempre più i livelli e i contenuti. In questo calcio bisogna essere capaci di reggere, non solo fisicamente, anche gli schemi impossibili, visti al Ferraris nell’ultima gara giocata, probabilmente un breviario quotidiano al Pio Signorini.

De Rossi e lo staff non cercano il calcio totale, tanto presente nella bocca, nelle penne e nei mouse di quelli che commentano le partite, consapevoli che è quasi impossibile da realizzare perché dovrebbe richiedere troppe cose che non dipendono dall’uomo, una su tutte gli infortuni.

La seconda parte del lavoro di DDR e dello staff consiste nell’andare alla ricerca del meglio nella rosa a disposizione, con l’intelligenza dei sudamericani, la corsa dei nordeuropei e degli svizzeri e l’intelligenza degli italiani negli spazi. Tutto dovrà essere una buona mescolanza di tecnica, corsa e gestione degli spazi: giocare il pallone a grande velocità, capendo nel minor tempo possibile dove fare il passaggio. Allenando probabilmente ogni giorno il controllo perfetto della sfera, per correre rapidamente con il pallone al piede.

Come contro la Signora, “la gestione degli spazi non pensava al catenaccio, all’intelligenza del gioco, all’adattamento ragionato, pilotato, mai subito, costringendo gli altri al tuo modo di essere”: parole e musica del calcio, di chi amava il calcio totale.

Senza illudere nessuno, la partita di mercoledì ha lasciato queste considerazioni per chi ama il calcio. Vederlo dentro il Tempio lascia considerazioni positive per il futuro, anche se ogni partita ormai ha la sua storia. La formazione sarà comunicata domani alle 17, dopo aver digerito il pranzo di Ognissanti. Auguri a chi compie l’onomastico, anche se non è in calendario.

Il Lecce: mister Di Francesco, per il secondo anno consecutivo, guida i salentini. Non è un record, ma quasi, dopo le disavventure passate. La classifica del Lecce: 9 punti, 3 vittorie, 0 pareggi, 6 sconfitte, 1 gol fatto e 19 subiti.

La penultima gara è stata persa in casa con la Juventus, non riuscendo a prendere le misure giuste, nel primo tempo, al centrocampo bianconero. Fatte le correzioni tattiche nell’intervallo, sono riusciti a far soffrire la Signora, costringendola ad abbassare il baricentro.

L’ultima gara, in casa del Frosinone giovedì scorso, è stata una debacle, con 5 reti incassate. Impotenti, hanno subito il gioco del Frosinone, in particolare in contropiede dopo i primi due gol. Attenuanti per Di Francesco: le assenze importanti. Cambio di modulo, con la difesa a 3 e il 4-2-1 all’inizio della gara, per poi passare, dopo l’intervallo, al solito 4-3-3 ibrido. Tatticamente, rispetto alla scorsa stagione, Di Francesco punta meno sui palloni lunghi da parte del portiere.

La voglia di tornare al suo gioco, figlio di Zemanlandia, ha riportato il pressing alto, la squadra corta, meno attesa bassa e transizioni a catena sulle corsie laterali, ma con i soliti difetti difensivi, per di più senza riuscire a fare un gol in più degli avversari.

Di Francesco, avendo fatto rinunciare la società salentina alla vendita di Thiago Gabriel, rinunciando a 25 milioni di euro, continua a soffrire nella fase difensiva davanti all’area del portiere Falcone. L’uscita dello scorso anno di Baschirotto non è stata ancora compensata dai difensori schierati. A Frosinone ha recuperato Thiago Gabriel. In infermeria ci sono Berisha, Coulibaly, Ilic e Pierotti, il cui recupero contro il Genoa è difficile. Si aggiungono Gaspar, squalificato contro il Grifone, e il centravanti Geubbels, infortunatosi durante il riscaldamento a Frosinone (ha rimediato una lesione muscolare, ndr).

Tanti i dubbi e i ballottaggi in vista della gara di domani allo stadio Via del Mare, tenendo conto anche del recupero dopo la partita giocata in Ciociaria giovedì scorso.

Arbitro Marchetti di Ostia. Classe 1989, arbitro internazionale dal 2023, debutto in Serie A nel 2020. Prima gara diretta nel febbraio 2021: Genoa-Verona 2-2. Sono 59 le gare dirette in Serie A. Ultimamente, due qualificazioni di Conference League e due qualificazioni agli Europei Under 19. Con il Genoa: 1 vittoria, 3 pareggi e 1 sconfitta. Con il Lecce: 7 gare, 4 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte.

Assistenti Bhari di Sassari e Cecconi di Empoli. Quarto ufficiale Feliciani di Teramo. VAR Maggioni di Lecco. AVAR Rutella di Enna.


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