Genoa, altro esame da superare, una partita delicata per DDR, per la classifica, perché i rossoblù a quarti devono dimostrare di avere una fisionomia per tutti i 100 minuti di gioco e non solo per un tempo. Domani non succederà al Ferraris il calo fisico, ma prossimamente non dovrà accadere neanche in trasferta. Il Genoa, visti i risultati del primo tempo, avrebbe sicuramente 3/4 punti in più in classifica. Il Genoa nei primi tempi con Fiorentina e Roma ha dimostrato di interpretare al meglio le due fasi di gioco, con equilibrio e brio, cercando di non perdere il pallone nel cuore del gioco.
Contro il Venezia di Nicola contrastare le armi della velocità del contropiede, un’arma che ha fatto patire il Napoli. Per tale motivo occorreranno le giuste distanze tra i reparti, oltre alla concentrazione e all’applicazione della strategia tattica studiata a tavolino. Tutto nel bene tatticamente per far funzionare anche la fase offensiva: Osmajic ha fatto vedere di sentire e vedere la porta, bisogna servirlo in un modo congruo e metterlo in condizione di battere a rete da qualsiasi posizione. Traorè, se giocherà, potrebbe anche fargli da spalla, anche se il nodo sarà, come sempre, passare dal centrocampo, i cui giocatori dovranno essere, oltre che protettori della fase difensiva, protagonisti di incursioni in quella offensiva.
Una partita da giocare in 16: le cinque sostituzioni lo scorso anno hanno conquistato punti e risultati. Considerato che nelle sette gare giocate ogni partita ha messo dubbi sulla tenuta dei giocatori, anche gli ultimi arrivati ormai hanno due mesi di preparazione, il mister dovrà trovare la marcia in più con la rosa a disposizione, senza avere l’imbarazzo della scelta, che a volte può diventare un problema ma anche un’opportunità.
De Rossi, come tutta la squadra, ha un’arma in più: la tifoseria, in particolare quella delle due gradinate, che sicuramente vorrà mettere in campo tutto quello che ha. Il loro aiuto sarà fondamentale, come è sempre successo. La prova è evidente e l’abbiamo capito viste le prestazioni a tempo in trasferta. Come sempre, la formazione la rimandiamo a domani alle 14, il modulo in corso di gara, con la speranza di vedere quello successo nell’ultima partita casalinga contro la Fiorentina.
Il Venezia, con il cambio di allenatore da Stroppa a Nicola, ha vinto la prima partita del campionato. La scossa, la carica di Didi Nicola, ha subito fatto effetto, senza dimenticarsi della quantità di azioni-gol create dai partenopei e non andate in porto, almeno cinque, per le grandi parate, tra cui un rigore di Stankovic. A Stroppa è stato dato tempo sei giornate per fare ordine in una squadra nuova, cercando di far giocare tutti. Operazione non andata in porto, anche se i lagunari le prestazioni riuscivano a farle, con le polveri bagnate davanti alle aree avversarie.
Tra Stroppa e Nicola nessuna differenza tattica: il modulo è sempre lo stesso, il 3-5-2. Stroppa aveva l’ispirazione di giocare, in particolare in questo inizio di campionato, per fare un gol in più degli avversari, vista la probabile forza lagunare nel centrocampo avversario. Nicola no: appena arrivato in laguna, il suo primo pensiero è stata la salvezza. Nicola, contro il Napoli, è subito sceso in campo con la sua utilità e praticità applicata al calcio per fare punti: difesa bassa, contropiedi o verticalizzazioni improvvise, poco pressing nella metà campo avversaria, squadra stretta e compatta, cercando di colpire con i due attaccanti o sull’esterno, senza partenze dal basso.
Nicola, in questa settimana che precede la gara con il Grifone, avrà studiato meglio la rosa a disposizione, i nuovi arrivati, in particolare i due attaccanti: Adams, arrivato dal Siviglia, e Rrahmani, kosovaro dallo Sparta Praga. Il direttore sportivo Antonelli, dopo aver venduto Dumbia per 20 milioni, ha ristrutturato il centrocampo con calciatori che conoscono bene i campionati italiani: Sohm dal Bologna, Basic dalla Lazio, Helgason dal Lecce. In difesa, per Nicola sono arrivati: Bella-Kotchap dal Verona, Halah, marocchino dal Mechelen, reduce dal mondiale americano, Moreno dalla Fiorentina, Correia dal Valencia e, per ultimo, Juan Jesus dal Napoli. Formazione a domani.
Arbitro Sozza di Seregno, nato nel 1987. Avvocato, arbitro dal 2004, dopo aver calcato i campi da difensore nei dilettanti. Debutto in Serie A a gennaio 2020. Internazionale dal 2023. 80 gare dirette in Serie A, in stagione 2 gare in Champions League, l’ultima mercoledì scorso, Betis Siviglia-Feyenoord. Genoa: 4 vittorie, 4 pareggi, 1 sconfitta. Venezia: 3 vittorie, 4 pareggi, 1 sconfitta. Primo assistente Passeri (Gubbio), secondo assistente Trincheri (Milano), quarto ufficiale Marchetti (Roma). VAR Di Paolo (Avezzano), AVAR Prontera (Bologna).
PODCAST | De Rossi presenta la gara col Venezia: che partita attendersi. E su Traorè…

