Cinque domande a cui rispondere: alla ripresa è un’emergenza. Con Fiorentina, Roma e Juventus c’è in ballo un pezzo di futuro. Tra DDR e Vieira, quando quest’ultimo venne sostituito zoppicando, sembrano esserci due differenze sostanziali e si spera che non sia lo spettro di un precedente che inquieta.
La prima cosa da rilevare, quando ancora è lontana la ripresa: la squadra, visti gli attestati, crede nell’allenatore. Qualche idea la si vorrà vedere in campo e dovrà funzionare in base al lavoro che si fa, al di là delle dieci assenze in nazionale, considerato che quelli che dovevano recuperare in questi venti giorni sono tutti al “Pio Signorini”.
La seconda cosa da rilevare che DDR e lo staff non sono stati imprigionati nel passato, fedeli a certe idee, essendo duttili tatticamente prima e durante le gare. È stato dimostrato la scorsa stagione, in particolare nelle ultime giornate di campionato.
Eccetto la prima giocata con il Napoli, le altre gare prima della sosta sono sembrate incompatibili con la realtà della rosa a disposizione, non mettendo in mostra la duttilità tattica, il come essere capaci e non incoerenti, anche se il calciomercato la qualità la aveva lasciata negli spogliatoi o in infermeria.
Durante questa sosta lunga per le Nazionali, al Pio Signorini, mancano dieci giocatori. Bei numeri per il Grifone, che ha solamente un punto in classifica. DDR li conosce bene e sarà consapevole che dovranno essere i quattro o cinque elementi di qualità rimasti a casa a fare la differenza, con il recupero della condizione fisica, alla ripresa della Serie A.
LA PRIMA DOMANDA: si vedrà qualche modifica tattica già con la Fiorentina nei tre caposaldi del gioco, ossia difesa, centrocampo, attacco? Qualcosa di diverso per circa 25 minuti si è visto anche contro il Parma nel primo tempo, la ricerca di una fase di possesso che portasse tiri dalla distanza, occupazione dell’area avversaria e qualche gol. L’unica rete al Tardini, invece, è scaturita da un’azione in profondità con passaggio rasoterra.
LA SECONDA DOMANDA: il nodo sono la difesa e la fase difensiva visti i tre gol fotocopia con Frosinone e Parma? La stampa, senza voler generalizzare, spesso giudica in base al risultato e non alla prestazione, difficile pensare che le tre reti siano solo colpa dei difensori.
TERZA DOMANDA: perché in attacco non c’è stato decollo? Perché non ci sono stati più gol su palloni inattivi? Perché si è fatto fatica nel battere punizioni dirette e indirette e calci d’angolo?
QUARTA DOMANDA: esiste un problema di uomini fuori ruolo nelle ultime quattro gare giocate?
QUINTA DOMANDA: quanto saranno decisive le prossime gare, in particolare la prima del 10 ottobre contro la Fiorentina?
Sulla testa di DDR, ad oggi, non pende la spada di Damocle dell’insofferenza della società, ma il suo livello di attenzione si sarà molto alzato. Dopo la gara con la Fiorentina potrebbe scattare un esame più profondo della situazione, al di là del risultato.
È stata una scelta giusta della società quella confermare De Rossi, anche se probabilmente non la si pensa sempre così al di fuori di Pegli. Non serviva a nulla cambiare l’allenatore viste le dieci assenze e nessuno avrebbe avuto la bacchetta magica con i resti rimasti al Pio Signorini.
De Rossi questa riflessione l’avrà già fatta da solo, sa annusare l’aria che gira intorno dopo le cinque gare giocate e sarà in grado di tirare qualche somma. L’allenatore può diventare un uomo solo con le sue idee e quelle dello staff e se le idee sono poche è ancora più solo. DDR e il suo staff, però, hanno fatto vedere già la scorsa stagione di averne tante e che esse hanno potuto influire sulla resa della rosa a disposizione.
Considerato che non sembra aver soddisfatto a pieno De Rossi l’ultimo calciomercato, alla ripresa toccherà a lui e al suo staff, se ci saranno ancora assenze importanti, far vedere che ha portato anche talento per raddrizzare un percorso o un progetto tecnico imperfetto e per reinventare un giocatore in un ruolo scoperto senza passare dalla scorciatoia del mercato eterno. Allora sì che la competizione sportiva acquisterebbe fascino e attendibilità: un cambiamento ci vuole con i giocatori non disponibili nelle prime cinque giornate, magari vedendone qualcuno sul terreno di gioco. Se non avverrà, per ottenerlo De Rossi dovrà inventarsi qualcosa con i presenti sin qui poco utilizzati. Buon lavoro, mister. Il popolo del Genoa crede in un futuro rossoblù a quarti.
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