Nel dopogara della sfida tra Parma e Genoa (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto mister De Rossi dalla sala stampa del “Tardini”. Ecco le sue dichiarazioni.
Cosa pensi di questo momento?
“Il momento è quello della classifica, pochissimi punti e risultati negativi. Me ne faccio carico e mi ritengo responsabile. Devo rivedere la partita, qui vengo ad analizzarne una che non penso sia stata sbagliata. Non credo meritassimo di perdere, come forse potevamo vincere con il Frosinone. Ma se quando devi pareggiare perdi, quando devi vincere pareggi c’è sempre un problema di fondo. Secondo me nell’allenatore, che deve risolverlo. Quindi la responsabilità è mia. Se analizzo questa partita, non credo che meritassimo di perdere. O forse sì, visto che subiamo un tiro e prendiamo gol oppure se cerchiamo di fare gioco e siamo poco pericolosi c’è da migliorare questo. Non basta dire che non lo meritavamo, bisogna essere perfetti per uscire da una situazione del genere”.
Dalla Lazio, non noti che ci sia stata un’involuzione? C’è incertezza? Anche per esempio sulla difesa a quattro o a tre…
“Questa è una vostra domanda e io rispondo, dicendovi che magari possiamo passarci. Ma andare a quattro è un lavoro, non basta mettere due terzini e due centrali. Bisogna lavorarci, soprattutto con dei centrali che ci hanno giocato poco. Non è mai stata un’opzione per questa partita, in futuro si vedrà anche in che condizione saranno i nostri giocatori che devono entrarci. Non so se c’è stata un’involuzione dalla Lazio, che è stata per me la peggiore partita. Dobbiamo analizzarle, rivederle. Il tempo purtroppo o per fortuna c’è per rimuginare e farsi del mare. Dobbiamo usarlo per migliorare, che si può fare sicuramente. Si può fare meglio, si possono fare punti. Non credo che oggi non meritassimo di farne“.
Nonostante le dodici assenze, la sosta può aiutarvi?
“Dobbiamo far sì che serva. C’è, quindi deve servirci. Non so quanto sia utile fermarci quando le cose vanno male, è meglio rigiocare subito. Però se penso alla nostra rosa, penso ci siano tre o quattro giocatori che devono fare una sorta di piccolo pre-campionato che non hanno fatto. La utilizzeremo per questo motivo, per tornare in condizione e per unirci, anche se poi perderemo tanti giocatori che saranno distanti. Il tempo per lavorare non è mai troppo se si ha voglia di farlo seriamente e questa è una squadra che lo fa seriamente“.
Mi soffermo sulla difesa che era uno dei punti di forza e sembrava essere la base su cui ripartire in questa stagione, nella quale invece si sono visti tanti errori individuali o di reparto. Che spiegazione vi date?
“La partita è fresco. Un po’ è vero, ma non c’è una squadra che gioca bene con la linea difensiva e male con gli altri giocatori o viceversa. Non bisogna gettare la croce addosso a qualcun altro. Anche perché non è che abbiamo fatto quattro gol e ne abbiamo presi cinque. Anche la fase offensiva si deve fare meglio, si tratta di una settimana particolare. Østigard è stato male quattro giorni e non si è allenato, Vasquez era squalificato. Anche queste cose accadono nel momento peggiore. Io sono stato il primo a chiedere la conferma di questa linea difensiva. Se c’era qualcuno sacrificabile, avrei preferito non fosse uno di loro. E sono stato accontentato in questo. Penso sia una linea difensiva di tutto rispetto, che siano forti e che facciamo tutte le stesse cose dell’anno scorso. Quindi o hanno trovato tutti un modo per farci gol al tiro primo oppure dobbiamo cercare di fare un po’ meglio“.
Si sente un uomo solo o sente l’appoggio della società?
“Mi sento un uomo triste, dispiaciuto e deluso. Anche un po’ incazzato. Non stiamo facendo bene, ma avremmo potuto avere qualche punto in più. Con qualche piccolo dettaglio in più, il risultato sarebbe potuto andare da un’altra parte. Con il Frosinone anche. Sento fiducia e vicinanza umana. Questo è il nostro lavoro, sappiamo come funziona e i risultati sono sotto gli occhi di tutti e facili da leggere. Sento fiducia e vicinanza. Poi penso è giusto che la società faccia le proprie riflessioni e le comunicherà. Dal punto di vista dello spogliatoio, non penso di aver perso nemmeno un centimetro sul gruppo, sullo zoccolo dure che abbiamo. Dobbiamo integrarci ancora meglio con i nuovi, ma non è facile. La sosta non ci aiuta. Il gruppo è decisamente unito e fa quello che gli chiedo, se fa le cose male è perché evidentemente gli chiedo le cose sbagliate. Questo è un gruppo serio, che lavora bene in allenamento. Oggi hanno dato il massimo, al netto delle prestazioni più o meno convincenti“.
Per te è un po’ una prima volta. Di solito sei stato chiamato a risolvere situazioni difficili, questa volta devi risolverla tu da dentro. In questo momento sembra ci sia pesantezza, come se ci fosse più paura che le cose vadano male. Serve energia diversa?
“Non è facile, la pesantezza arriva con i risultati. Prepariamo la settimana in maniera seria ma anche giocosa. Cerchiamo di alleggerire gli allenamenti, visto che è una piazza molto esigente. Molto affettuosa, ma che sa essere anche tosta come è normale che sia. Cerchiamo di abbassare il livello di tensione, ho chiesto di divertirsi e di giocare anche oggi. Preferisco uno che gioca male ma che gioca, piuttosto che uno che si nasconde un pochino. E devo dire che abbiamo giocato una buona partita. Per quanto riguarda la pesantezza, sicuramente siamo più appesantiti di tre ore fa. I risultati sono tanto importanti e fanno sì che il gruppo sia allegro, più leggero o più triste. L’energia è un’altra cosa, può essere un discorso fisico o mentale. Qualche giocatore che è arrivato all’ultimo e deve trovarla, anche a livello proprio fisico e di condizione“.
Nel dispiacere immagino che ci sia anche quello per i tifosi, con lo stimolo di riguadagnarvi quegli applausi che tante volte vi hanno rivolto a fine partita…
“Sì, è uno stimolo come lo è sempre stato. E anche il dispiacere di deluderli. Sappiamo che per i tifosi come loro la propria squadra è tutto. Mi dispiace tanto per loro, per i giocatori e per la società. Mi sento responsabile di questo, faccio di tutto per far sì che cambino le cose. Penso ci sia molto tempo e le basi di poterlo fare, ma intanto viviamo questo momento con la consapevolezza che sia un momento brutto dal punto di vista lavorativo. Tra le cose meno serie, il calcio è quella più seria. Per me e per il mio staff lo è particolarmente e per me è particolarmente importante il Genoa, la delusione è tanta“.
Oggi era la partita della svolta per entrambe le squadre, che sono state trasformate pesantemente in estate. Si dà sempre poco tempo agli allenatori per lavorare?
“Il mercato lo fanno tutti, cambia i volti alle squadre e tante squadre – non solo Parma e Genoa – hanno bisogno di fare mercato e cessioni. Penso ci sia una sede e un momento per dire che ad un allenatore non va bene qualcosa. Ormai si parla tra di noi, tirarlo fuori adesso non sarebbe onorevole. C’è stato un momento in cui si doveva dire che una cosa poteva andare bene oppure no, adesso di va avanti e mi assumo le responsabilità. Questa è una squadra che deve avere più di un punto, forse lo meritava per quello che si è visto in campo, al netto degli errori, delle imprecisioni e dei miei errori. Devo fare punti, non posso cambiare ciò che è stato. Non è giusto tirarlo fuori adesso, sarebbe soltanto un alibi.“.
Parma-Genoa | Saranno circa 2700 i tifosi rossoblù al “Tardini”

