Nel dopogara della sfida tra Genoa e Frosinone (clicca QUI per leggere la cronaca) è intervenuto mister De Rossi dalla sala stampa. Ecco le sue dichiarazioni.
Un punto in quattro partite, un momento complicato. Questa squadra non sembra aver personalità…
“Non sono d’accordo, non mi sembra giusto dire che è una squadra con poca personalità. Ha fatto la sua partita, nel primo tempo meritavamo di andare in vantaggio. Abbiamo preparato una partita molto verticale, conoscendo le loro caratteristiche di uomo contro uomo. Non abbiamo visto il solito gioco, che a volte abbiamo fatto. Siamo andati molto in verticale e siamo stati molto bravi a tenere palla. Abbiamo fatto la partita che dovevamo fare, oggi più che mai gli episodi non ci sono girati a favore. Fa parte del percorso, dell’inserimento dei giocatori, del momento e dobbiamo migliorare. Ma dire che la squadra non ha personalità mi sembra un po’ ingeneroso“.
Sembra mancare un po’ l’identità che nella testa tu forse hai….
“Questo ve lo lascio dire perché magari dipende da me. Oggi abbiamo trovato una squadra che se avessimo giocato come al solito, ci avrebbe recuperato tanti palloni e creato problemi, è quello che fanno solitamente e lo fanno bene. Andare loro alle spalle era l’opzione migliore. L’identità e la strategia è quella lì. Nel primo tempo dovevamo fare tre gol, magari se li avessimo fatti avreste visto una partita con identità e personalità. Siamo aperti alle critiche e siamo aperti al fatto che i risultati le condizioni. Secondo me noi abbiamo un’identità ben precisa, che crescerà in base alla conoscenza dei giocatori e all’entrata in condizione di tanti giocatori che sono arrivati da poco e che hanno minutaggi ristretti“.
Nella ripresa con Messias ed El Shaarawy hai alzato la qualità. Come giudichi la loro prestazione? Messias potrà partire dall’inizio?
“La giudico molto bene, come sono entrati e per l’attenzione che hanno avuto. El Shaarawy aveva due clienti molto scomodi, quando è entrato Fini sarebbe stato difficile per chiunque. Per quanto riguarda Junior dall’inizio, il discorso è sempre lo stesso: lo scorso anno l’abbiamo fatto giocare dall’inizio quando proprio non potevamo farne a meno, ma se posso e riesco lo tengo in panchina per l’ultima mezz’ora. Sta meglio, ma quando l’abbiamo stimolato troppo dal punto di vista del minutaggio il suo fisico ne ha risentito“.
Sull’errore dal dischetto: “Ne abbiamo provati tanti ogni giorno a fine allenamento. Se devo pensare ad un rigore sbagliato in allenamento negli ultimi dieci giorni devo andare indietro di non so quanto tempo. I rigori si calciano e si sbagliano. L’importante secondo me – e non è una critica – è avere un’identità, ossia un modo di calciarlo, prendere la rincorsa, tirare. A volte è buffo, ma se provi un rigore in allenamento e poi cambi modo di tirarlo a volte ti fa pensare. Ma sono stato giocatore e mi è successo anche a me, continueremo a provarlo e a vedere altri giocatori che sanno tirarli. Ma penso che Colombo abbia fatto una grande partita, una partita incredibile dal punto di vista dell’impegno e del tenere palla, creando spazio per i compagni. Ovvio che quello rimanga come episodio che ha pesato, ma sono soddisfatto della sua prestazione”.
Parliamo della difesa: Vasquez non doveva farsi ammonire per proteste, mentre Marcandalli aveva qualche problema fisico? Difficilmente l’abbiamo visto così in difficoltà…
“Non so se avesse qualche problema fisico, aveva un cliente molto difficile perché credo che Kvernadze sia un giocatore di un’altra categoria e molto complicato da affrontare. All’ultimo ho visto che era cotto, ma i cambi erano quelli. Ho dovuto scegliere e lui è rimasto in campo. Penso abbia sofferto soprattutto alla fine, dove ci siamo un po’ allungati e la voglia di far gol ci ha fatto prendere un po’ di fretta e frenesia, siamo stati un po’ disordinati e abbiamo sofferto in quei dieci minuti. Per il resto, penso abbia fatto una partita di sacrificio e di fatica“.
Su Meichtry: “È entrato benissimo, questa cosa deve farmi riflettere perché è entrato davvero molto bene. Al primo pallone ha tirato subito in porta, non so dove sarebbe finita quella palla. Come attitudine e atteggiamento è uno pronto a determinare. Ha grande passo e grande duttilità, sa giocare in tutti i ruoli e lo fa con grande intensità. Ci darà una grande mano e troverà più spazio in futuro“.
Cosa sono le cose che ti rincuorano per il futuro e cosa pensi possa esser fatto meglio? E come affronterete la Coppa Italia? Ci sarà modo di vedere qualcuno che ha giocato meno?
“Per come stavamo a fine partita, siamo pronti a vedere giocatori che abbiamo visto meno, anche per correttezza per questi giocatori che possono essere importanti per noi. E dobbiamo recuperarli anche mentalmente, non che siamo fuori, ma è normale che se giochi meno devi avere le tue occasioni per dimostrare il tuo valore. Vogliamo fare una partita seria, passare il turno e dare spazio a qualche giocatore che ha giocato un po’ meno”.
“Secondo me – prosegue DDR – abbiamo tirato in porta, creato occasioni e fatto tutti quanti la stessa partita, tranne qualche volta in cui cercavamo di costruire dal basso. Ci siamo complicati un po’ le cose con Bijlow passando il pallone sul sinistro, l’opposto di quello che avevo chiesto ieri. Abbiamo fatto la partita con grande intensità, bisogna essere molto lucidi. Quando abbiamo fatto partite al di sotto di intensità, come nel primo tempo con la Lazio, o dove siamo stati poco lucidi, lo abbiamo detto e analizzato. Abbiamo fatto una partita seria contro un avversario che sta dando fastidio a tante squadre, che è in un momento di forma eccellente e che ha giocatori che stanno facendo prestazioni importanti. Oggi ne vorrei sottolineare tanti, ma anche che insieme a Kvernadze è stato nominato come migliore in campo il portiere, penso voglia dire tanto“.
Quanto l’andamento della partita di oggi la può far riflettere? E quanto lo stare insieme dei prossimi giorni per la rizollatura può essere utile?
“Penso sia utilissima, saremmo andati in ritiro anche se avessimo vinto. Avevamo bisogno di fare i campi a Pegli. Ringrazio il presidente perché ce li ha rifatti di nuovo, ma erano davvero impraticabili. Penso che questo ci farà molto bene, tornare ad allenarci su un campo buono. Ci farà bene stare insieme, se la prendiamo dal punto giusto. Tra due giorni saremo di nuovo qui. Dobbiamo rimanere uniti, saldi. Non ho dubbi che questa squadra possa salvarsi e si salverà. Questi momenti non fanno piacere a nessuno. Vogliamo dare gioie ai nostri tifosi e darle anche a noi, ce lo meritiamo. Durante la partita ho dei segnali dai giocatori. La partita bene o male è andata come pensavamo. Con il Frosinone va così: o gli lasci la palla lì te la vengono a strappare dai piedi o devi giocare molto verticale. Quello che abbiamo preparato è venuto fuori, i duelli che dovevamo vincere li abbiamo vinti. C’è mancato un guizzo, un po’ di fortuna e forse alla fine anche un po’ di fiato. Quando eravamo in dieci abbiamo anche rischiato di perderla“.
Non voglio focalizzarmi su questo, a voi l’arbitro ha spiegato il tocco di Osmajic? Se c’è stato?
“Questa è la spiegazione che ci hanno dato, io non ho percepito il tocco. Non lo so. Non l’ho nemmeno rivisto in tempo, ho solo visto il fallo di mano. Avevo visto che Ellertsson fosse in fuorigioco, si era visto dal campo. Ma penso avranno sopra gli strumenti per analizzare questo tocco, qualcuno l’ha toccata. Osmajic dice di no, forse l’ha toccato il difensore del Frosinone. Sono percezioni che abbiamo dal campo, non voglio dare giudizi su qualcosa che non ho visto. Secondo me prima ha fischiato troppo presto su una trattenuta, poteva far giocare come fanno tanti altri e magari fischiare dopo il tiro. Questo è ciò che ci hanno chiesto e si sta andando verso questa direzione, in cui si fischiano meno trattenute. Oggi ‘ha fatto, sia da un lato che dall’altro. Poi ci sono situazioni, come l’ultimo tiro di Vitinha, che sono abbastanza evidenti dobbiamo capire qual è il peso e la misura“.
Serie A | Genoa 1-1 Frosinone, Vasquez risponde a Kvernadze. Colombo sbaglia un rigore

