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Barchezzâse

Il Genoa e De Rossi, per la quarta volta in questo inizio di stagione, incontrano una squadra che sviluppa gli stessi principi di gioco dello scorso campionato, rinforzata dai loro tecnici con ingaggi mirati per sopperire alle manchevolezze del passato: il Frosinone, l’avversario di domani pomeriggio, è una di queste.

Il Genoa non è in nessuna tempesta dopo tre giornate di campionato, considerato il calendario; la gara con i ciociari è un’opportunità per uscirne e mostrare la propria forza. DDR dovrà “barchezzare” con la tecnica dei barcaioli, in senso positivo, mostrando la sua abilità in questa specifica situazione alla guida della barca.

L’atteggiamento tattico del Frosinone non renderà facile il compito della truppa di DDR. Il Vecchio Balordo non può correre il rischio di non venirne a capo. De Rossi e il suo staff devono ritrovare l‘atteggiamento tattico preferito, senza aver paura di togliere le ragnatele dal soffitto per il panico che cada il tetto.

Idee e strategia si sono viste sempre al Ferraris nelle due gare giocate per la buona condizione fisica, meno da quella mentale, crollata dopo lo show Di Bello e con il Como dopo il 3 a 1 nel primo tempo. A De Rossi e lo staff avrà frullato qualcosa di diverso tatticamente, senza dimenticare la ricerca dell’equilibrio. Non contano nulla i numeri di modulo: 4-4-2 anche a rombo, 4-3-3, 4-2-3-1 e 3-5-2.

La strategia deve numerare qualcosa di diverso con le due torri in attacco, recuperando tatticamente la qualità e l’imprevedibilità di chi la possiede nella rosa genoana alle loro spalle. Qualcuno, non solo uno, l’ha, la prima grande capacità tecnica, saper cioè giocare il pallone in movimento, saperlo indirizzare bene e in modo prevedibile; le risorse atletiche sono importanti, ma il movimento, a vuoto per di più, stanca e leva lucidità.

Per riuscire qualsiasi tattica dovranno mettere da parte la lentezza delle ripartenze dal basso, palleggiando al piccolo trotto con il pallone lateralmente o all’indietro al portiere, con poche idee e strappi nella metà campo avversaria. Giocando il pallone sempre in avanti, sfruttando i cambi campo e l’ampiezza.

Nell’attuale Genoa c’è differenza tra i calciatori. Nereo Rocco li avrebbe misurati in cinque categorie: normale, buono, ottimo, campione e fuoriclasse: nella rosa di De Rossi ci sono tutte queste caratteristiche.

Adesso DDR e lo staff devono far vedere la loro mano. Da campione del Mondo ha giocato con quattro ex fantasisti a centrocampo, sorretti da lui e Gattuso. Non c’era solo qualità, c’era movimento che non dava riferimenti e sapevano utilizzare il contropiede (parolaccia attualmente), meglio ripartenze e aggressione con molti uomini, gioco italiano in senso moderno. Ripetendola per De Rossi potrebbe essere la carta vincente per scacciare la crisi dei risultati delle prime giornate della stagione.

Senza dimenticarsi di qualcuno in grado di calciare corner e calci di punizione diretti e indiretti più adeguatamente per sfruttare quello che le torri hanno fatto vedere dentro le aree avversarie.

Contro il Frosinone e le sue imperfezioni sarà l’immediatezza, saper leggere il momento del gioco, a fare la differenza. Aspettare. Visto la gara con il Venezia, 60’ di gioco scintillante in vantaggio di 2 a 0, abbassando la fase difensiva finita la furia a 38° gradi di temperatura, hanno permesso al Venezia di recuperare, vincendo al gong finale trascinati dal tifo. La formazione domani alle 14 su Buoncalcioatutti.

Il Frosinone torna in Serie A dopo un anno di purgatorio ed essere salvato in precedenza dalla mancata iscrizione e partecipazione del Brescia. La base della cadetteria dello scorso campionato ha avuto pochi scossoni, Mister Alvini l’ha costruita a suo uso e misura.

In Serie A alla nuova proprietà americana ha chiesto ingaggi mirati, riscattando Calò, perno del centrocampo, il piede educato sui calci di punizione, pronto alle transazioni in campo aperto, Zerbin esterno. Confermando i prestiti di coloro che avevano fatto la differenza in Serie B: Raimondo, vice cannoniere delle tre gare giocate, Fini e Calvani dal Genoa.

Importanti gli acquisti di Terzic, difensore dal Salisburgo; Schmid, mezzala del Werder Brema, per uscire dagli schemi e alzare il livello della squadra, preoccupandosi di non far ragionare il play avversario; Grillitsch, mediano austriaco svincolato, Hasa dal Napoli, centrocampista albanese; Masini dal Genoa, subito a suo agio con pressing e aggressione.

Se si ripeterà come in Serie B, la carta vincente potrebbe essere l’algerino Ghedjemis, un dribbling che fa male nelle ripartenze. Alvini sta cercando di farlo crescere, tenendolo ai margini contro i lagunari, mettendolo in concorrenza con Fini, cresciuto nel quartiere di Oregina a Genova.

Bene la difesa guidata dal genoano in prestito Calvani, con l’altro giovane Cittadini centrali, con ai lati Oyono e Bracaglia. Qualcosa potrebbe cambiare domani pomeriggio al Ferraris, con Monterisi e Terzi che spingono per giocare. Tutta la rosa a disposizione del tecnico toscano. Tatticamente giocano con il 4-2-3-1, che diventa 4-3-2-1, non ragionano molto con il pallone, esaltandosi in campo lungo, non preoccupandosi di lasciar spazio agli avversari, la foto dei due gol del Venezia.

Arbitra Rapuano, sezione di Rimini. Classe 1985, Funzionario della Polizia Municipale della città romagnola. Prima gara in Serie A nel 2017. Solo 7 gare in Serie A lo scorso anno, tra cui Genoa-Sassuolo 2 a 1, che si aggiungono alle 56 in precedenza dal 2020. Sette gare con il Grifone: 3 vittorie, 2 pareggi, 2 sconfitte; con i Ciociari 3 vittorie, 5 pareggi e 6 sconfitte. Primo assistente Cavallina, Parma; secondo assistente El Filali, Alessandria; quarto uomo Perenzoni, Rovereto. VAR Camplone (Lanciano); AVAR Cosso (Reggio Calabria).


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