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Genoa Women | Ilaria Leoni: “Mi piacciono le sfide, sono fatte per essere superate”

foto @Genoa Women | William Bignone)

Ilaria Leoni è da qualche giorno ufficialmente la nuova allenatrice del Genoa Women e questo incarico, non il primo da guida tecnica, ma sicuramente il più ambizioso della sua carriera, non le fa nascondere un po’ di emozione. Emozione positiva, s’intende, che ripercorre le sue tappe precedenti, la sua carriera da portiere e i sacrifici della sua famiglia che l’ha vista arrivare sin qui. Emozione che sa di voglia di ripartire subito con le motivazioni giuste e le idee chiare in una stagione che si preannuncia complessa, ma nella quale non potranno mancare i tratti distintivi del DNA Genoa.

La società e la Responsabile Marta Carissimi hanno scelto di ripartire dalla vice allenatrice dello scorso anno, quella Ilaria Leoni che con le giocatrici ha già instaurato un legame stretto, forte, spontaneo. “Come hanno sempre detto anche le calciatrici, per me possono chiamarmi anche Ilaria, tanto c’è sempre il rispetto alla base” spiega ai microfoni di Buoncalciaoatutti la nuova guida tecnica rossoblù in questo lunedì che spalanca le porte della nuova stagione. Ma se lo aspettava Ilaria Leoni di essere scelta come allenatrice del Genoa Women?

“È un ruolo che ho già ricoperto in passato, con l’Arezzo Calcio Femminile per un anno e mezzo e poi come allenatore della Primavera, sempre ad Arezzo. Non mi aspettavo la chiamata della direttrice, sono stata un po’ sorpresa quando ha fatto il mio nome, però a me le sfide piacciono e le sfide sono fatte per essere superate, quindi ho detto subito di “sì” per intraprendere questo viaggio insieme”.

Visto che lei ha alle spalle l’esperienza dell’anno scorso qui al Genoa Women, quali molle vorrà cercare di fare scattare in questa squadra per cercare di raggiungere un obiettivo che può essere riportare il Genoa Women dove merita?

“Non nego che è ancora una ferita aperta perché tutti noi avremmo preferito rimanere in Serie A, sicuramente è stata un’esperienza che ci porteremo nel nostro percorso. Come ho detto pochi giorni fa, sento di avere veramente un debito nei confronti del club e dei tifosi per l’amore e la passione che ci hanno sempre trasmesso, quindi cercheremo insieme allo staff e insieme alle ragazze di portare la squadra dove merita.

Mi fa tantissimo piacere che tante ragazze siano rimaste perché secondo me hanno veramente grandi qualità. E mi fa anche piacere che tante giocatrici proseguano il loro percorso nella massima serie. Sicuramente è una squadra competitiva e per questo dobbiamo lavorare ogni giorno, cercando di toglierci tante soddisfazioni e soprattutto far coinvolgere e divertire più tifosi possibili per farli venire allo stadio”.

C’è il rischio che qualche scoria della scorsa stagione possa condizionare un po’ questo avvio, questo approccio alla Serie B oppure pensa che possa prevalere la voglia di rivincita?

“Secondo me la voglia di rivincita perché già subito a fine stagione ci siamo radunati e tante ragazze volevano subito riportare il Genoa dove meritava. Ovviamente la ferita era aperta, sarà stata aperta e rimarrà aperta per un bel po’, ma dovrà stimolare una voglia di rivincita in tutte le partite, quella voglia in più di riportare il club ai massimi livelli”.

Il Genoa Women, con la retrocessione, ritrova un campionato di Serie B Femminile parecchio mutato nella forma e nel regolamento. Intanto le squadra sono quattordici e, soprattutto, sale direttamente in Serie A Women solo la prima in classifica. In tal senso, che campionato si attende la nuova allenatrice rossoblù?

“Il format è cambiato, non ci sono più tre promozioni, ma solo una, e ci sono meno squadre. Sarà ancora più avvincente, ma sappiamo che sarà un campionato in cui tante squadre vorranno provare a salire in Serie A. Credo Lumezzane, Bologna, RES Donna Roma e Cesena su tutte, ma sicuramente altre squadre potranno dire la loro perché ho visto dal calciomercato che tante giocatrici di buona qualità si sono accasate in diverse squadre, quindi sarà un campionato omogeneo. Questo non vuol dire niente perché, massimo rispetto per tutti, ma noi andremo forte in tutte le partite e in tutti gli allenamenti perché è da lì che si parte per portare alla domenica la massima determinazione e la massima mentalità e aggressività per lottare su ogni pallone e non mollare mai. Questi sono sempre stati i miei princìpi e li ha anche l’identità del Genoa, quindi mi rispecchio bene in questi. Non ci si deve arrendere mai su nessun pallone e in nessuna partita. Credo molto in questa squadra”.

Amore e passione del tifo rossoblù verso il Genoa sono stati la prima immagine che è balenata in testa ad Ilaria Leoni quando ha risposto positivamente alla proposta della Responsabile Carissimi. “Non ho tentennato, ho detto subito “sì” perché per me è una sfida in un club importante e ambizioso, ma le sfide sono fatte per essere accettate e per cercare di portarle a termine. La Responsabile ha semplicemente detto le parole dell’anno scorso, che crede in me e che aveva fatto un’attenta valutazione sulle mie competenze e la mia capacità da diversi anni, quindi spero di ripagare la sua fiducia”.

Ha già un’idea di quale assetto tattico sceglierete? E prima ancora dell’assetto tattico: che tipo di squadra per atteggiamento in campo vorrà vedere?

“Non dovrà essere sempre uguale, ma imprevedibile anche agli occhi delle squadre avversarie e quindi, più che un sistema, sarà importante la funzione della giocatrice in base al ruolo in campo, sarà più uno scegliere uno spazio che un ruolo predefinito. Sicuramente devo vedere le giocatrici, le loro caratteristiche e da lì imposteremo poi il sistema abituale che potrà essere flessibile e cambierà sicuramente. L’identità del Genoa e della nostra squadra dovrà essere quella di una squadra che ha una mentalità aggressiva, che lotta su ogni pallone riconquistando subito a palla persa, che non si arrende mai e che dovrà divertire cercando di dominare il possesso perché il calcio per me nasce come un gioco e come divertimento, motivo per il quale dobbiamo cercare di giocare il più possibile a calcio”.

Sembra che non ci siano tante donne che fanno le allenatrici, numeri alla mano. Come mai? Secondo lei è un limite del calcio femminile che si appoggia ancora troppo al mondo maschile a livello di guide tecniche?

“Sicuramente negli anni il numero è incrementato, ma non ci sono – è vero – tante donne che praticano ruoli non solo di allenatrice, ma anche di preparatrice atletica o match analyst. Negli ultimi anni si è un po’ evoluto. È anche vero che il calcio femminile sta prendendo forma maggiormente negli ultimi anni. Ora è cambiato per fortuna anche il punteggio per accedere all’UEFA Pro, perché per una donna non era semplice, anzi quasi impossibile accedere. Infatti in poche hanno l’UEFA Pro. Probabilmente anche per punteggio non è semplice trovare ragazze o donne che fanno le allenatrici. Passo dopo passo l’Associazione Italiana Calciatori ha cambiato i parametri e si vedono più donne intraprendere questa carriera”.

Per me è un motivo di grande orgoglio, è sempre stato un sogno fin da piccola prima di diventare calciatrice professionista. Non ci sono riuscita perché il professionismo è arrivato il professionismo due anni dopo che ho smesso di giocare, ma la mia voglia è rimasta quella di arrivare a diventare allenatrice professionista e questo mi emoziona tutt’ora. È un orgoglio sia da parte mia sia da parte della mia famiglia perché hanno creduto tanto in me e questo aspetto mi fa un po’ emozionare”.

Confermerete la Sciorba come stadio e questo da un punto di vista ambientale non è secondario, anzi è un dettaglio importante perché avvicinerà sicuramente ancora più gente al Geno. C’è un messaggio che vuole lanciare ai tifosi cercando di trasmettere anche fuori da questa intervista questa sua emozione che sta manifestando, l’emozione di aver avuto questa opportunità in una piazza importante che negli ultimi anni ha creduto nel movimento calcistico femminile, cosa che non è scontata…

“No, assolutamente non è scontata. I tifosi Genoani per l’amore che hanno per questi colori rossoblù e per la città hanno dimostrato amore anche per il calcio femminile. Per questo spero vivamente di trovare tante persone allo stadio che tifano come hanno fatto anche questa stagione perché per me è stato veramente emozionante vedere ogni partita così tante persone che gridavano e facevano il tifo per la nostra squadra, che diventavano l’uomo in più in campo. È stata veramente un’emozione grande per me e per tutte le ragazze: spero di trovare veramente tante persone ancora in questa stagione”.

Si passa, a questo punto, ad elencare le prossime tappe della ripartenza stagionale del Genoa Women. “Giovedì 16 luglio iniziamo le visite mediche e poi con lo staff facciamo le valutazioni mediche e fisioterapiche di area performance. Poi il 20 luglio iniziamo subito il primo giorno di allenamento in campo e da lì stiamo programmando altre amichevoli. Quelle già confermati sono il 7 agosto contro il Como Women (Serie A) e il 13 agosto contro il Como 1907 (Serie A). Andremo in ritiro dal 2 al 13 agosto a Sondalo. Questa è la prima parte di programma, ma ho in mente di fare altri amichevoli e stiamo definendo il tutto“.

Che tipologia di innesti vorrete andare ad inserire in rosa, che tipo di caratteristiche dovranno avere? E seconda cosa: quanto è importante aver confermato un blocco di 14 calciatrici dall’anno scorso, che pur sapendo quante cose cambino dal passaggio dalla Serie A alla Serie B hanno deciso di rimanere e – immagino – provare a riportare in alto il Genoa Women?

“Diciamo che è da tre anni e mezzo che è stata costruita una struttura solida e ben organizzata. Spesso si viene giudicati in base a quello che si vede, in base ai risultati, soprattutto allenatore e addetti ai lavori, però non può essere solo quello che cancella tutto quello che è precedentemente stato fatto. Tante giocatrici sono rimaste perché hanno veramente amore e credono fortemente nel progetto e nei valori del club. Sono tutte ragazze importanti e con ottime caratteristiche, motivo per il quale sono veramente felice che siano rimaste tutte.

In più sono contenta dei nuovi acquisti perché sono veramente acquisti mirati, con grandi potenzialità. Tironi, una delle ultime, è giovane ma molto interessante. Rizzon, la conosciamo, ha giocato in Serie A come difensore centrale del Cromo Women arrivato a metà classifica e ha fatto un campionato straordinario. L’ultima è Cappelletti, altro profilo di grande valore sia umanamente che in porta. Tutte le giocatrici che sono state confermate daranno quel qualcosa in più per far sì che la squadra possa tornare dove merita”.

Ha parlato di portiere e mi è venuta in mente un’ultima cosa di cui parlavamo anche con la Responsabile Carissimi. Lei avrà anche il compito di valorizzare una giocatrice come Annalisa Ruotolo, che ci è parso di capire sarà stabilmente in prima squadra. Lei, anche da ex portiere, avrà il compito di lanciare una giocatrice di cui si parla già molto bene adesso pur avendo solo sedici anni…

“Sì, Annalisa la vedo come il futuro portiere della Nazionale del calcio femminile italiano. Non nego che io l’ho vista due anni fa alle selezioni territoriali e già da lì mi sono innamorata calcisticamente parlando perché è una forza della natura. Secondo me due anni fa già sapeva benissimo come stare in porta, già da adulta, e sono veramente felice di averla allenata già l’anno scorso. Quest’anno sia in pianta stabile in una prima squadra. A mio avviso l’età è sempre un numero e l’importante è quello che uno fa in campo perché è il campo che parla sempre, quindi è giusto che Annalisa abbia questa opportunità per cercare di provare a prendersi un posto anche da titolare in questa squadra. E questo vale per tutte le giocatrici del settore giovanile perché ci sono profili importanti, è giusto valorizzarle e portarle in prima squadra”.


Genoa Women | L’intervista a Marta Carissimi: dalla ripartenza alla prossima guida tecnica

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