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“Sogno d’una notte di mezza estate”. Riparte il Genoa

Riparte la stagione del Genoa di Daniele De Rossi. Ripartirà dalla voglia che DDR ha maturato di fare l’allenatore in modo diverso, dopo l’esperienza vissuta nel mondo del calcio in Argentina, dove lo sport più bello del mondo continua a vivere di giocate, tiri al volo, rovesciate, gol direttamente dalla bandierina del corner: situazioni ormai rare nel campionato italiano, sempre più legato alla tattica e al risultato.

Per De Rossi l’esperienza in Argentina è stata la ricerca di un calcio che gli piace davvero, vissuto in maniera autentica, concreta, ma soprattutto sentimentale. In sei mesi ha ritrovato tutte queste caratteristiche nel DNA dei genoani e le ha subito sposate, vivendo non soltanto il Pio Signorini, ma anche la città.

Nulla di nuovo per DDR: sono qualità che avevamo già visto nel De Rossi calciatore e poi allenatore della Roma, figliol prodigo e amatissimo dai giallorossi, ma non compreso dalla dirigenza straniera. Le stesse qualità sono state confermate nella sua permanenza al Genoa, dove ha salvato il Vecchio Balordo, spiegando sempre con lucidità ciò che accadeva prima e dopo ogni partita.

Il suo primo compito nella stagione 2026/2027 sarà continuare a essere un leader capace di guidare e accompagnare una rosa di 26 calciatori che dovranno seguirlo.

In questo ritiro 2026, tra Pegli e la Val di Fassa, De Rossi punterà molto sui giocatori più esperti, chiamati insieme allo staff ad aiutare la crescita dei tanti giovani che saranno presenti. È consapevole che il settore giovanile rossoblù ha seminato bene e che ora è arrivato il momento di raccoglierne i frutti, come accade ormai in tutto il mondo, dove i giovani rappresentano una parte importante non solo degli allenamenti, ma anche delle partite.

Il direttore sportivo Lopez e la società stanno cercando di mettere De Rossi nelle condizioni migliori per lavorare. Lo scorso anno è arrivata la rizollatura del campo di allenamento; all’inizio di questa stagione, invece, l’ingaggio del professor Bertelli, uno dei massimi esperti nella preparazione atletica, chiamato ad alzare gli standard fisici della squadra.

La rosa è ancora da completare. Gli ultimi arrivi potrebbero diventare protagonisti, ma, come sempre, sarà il campo a dare il giudizio, possibilmente non già dalla prima partita.

Lo svizzero Meichtry piace per la sua duttilità nel cuore del gioco; il giovane Puczka, visto nella Next Gen della Juventus, è un esterno sinistro con buone qualità in fase di possesso e sarà subito preso in consegna dallo staff per migliorare soprattutto nella fase difensiva.

Havel è un altro giovane attaccante che, nella Bundesliga austriaca, viene descritto come molto veloce nelle ripartenze e negli attacchi in profondità.

Ci sono poi numerosi altri giovani, destinati inizialmente all’Under 20, arrivati dopo essersi messi in luce nei campionati italiani, anche minori. L’ultimo è Fred, difensore brasiliano del Palmeiras, classe 2008, alto un metro e novanta.

Probabilmente, tra le tre partite in programma a Moena, la più interessante sarà quella in cui De Rossi utilizzerà tutta la rosa a disposizione, mescolando continuamente gli uomini senza distinguere tra Genoa A e Genoa B.

Mancano ancora alcuni tasselli importanti. Il direttore sportivo sta lavorando per portarli prima della partenza per il ritiro: un secondo portiere giovane, pronto a sostituire Bijlow in caso di necessità; un centrocampista di peso e di stazza, capace di rinforzare il cuore del gioco nelle due fasi; un altro attaccante e un esterno sinistro, anche se in rosa, fino al 2027, c’è ancora Martin.

Dovbyk della Roma, che avevo descritto come destro, è invece mancino. Il direttore sportivo Lopez, che evidentemente legge Buoncalcioatutti, mi ha giustamente corretto. È un’operazione destinata, almeno per il momento, agli ultimi giorni di mercato, salvo che dal Pio Signorini non parta uno dei pezzi pregiati, naturalmente non a costo zero.

A De Rossi piacerebbe continuare a giocare con il suo modulo preferito, il 4-3-3, ma dopo quanto visto al Mondiale negli Stati Uniti si è capito che a quella struttura si può arrivare attraverso strade diverse.

Sulla carta i moduli sembrano tutti uguali all’inizio della partita, ma in movimento diventano tutt’altra cosa. Per alcune squadre è stato spettacolo puro, come la Francia, che ha riproposto principi molto simili a quelli del Paris Saint-Germain; per altre ha prevalso la concretezza. L’importante è saper difendere e attaccare con tanti uomini.

Quanto mostrato da De Rossi nelle ultime dieci gare dello scorso campionato è stato un calcio organizzato, da diffondere in ogni zona del campo, attraverso la contaminazione dei moduli e l’elasticità degli interpreti. Tutto questo ha portato punti e una salvezza conquistata con largo anticipo.

Il Vecchio Balordo dovrà diventare un mix di giocatori sempre più duttili, meno specialisti e più universali, una squadra sempre più camaleontica, capace di sfruttare i cinque cambi, ricca di qualità tecniche e di soluzioni tattiche da alternare in base allo sviluppo della partita e al punteggio.

Buon lavoro, Vecchio Balordo. Buon lavoro anche alla società, chiamata a completare il prima possibile questo calciomercato e a consegnare a De Rossi il Dream Team che cerca per far sognare il popolo genoano.

Come ogni estate continua il “sogno di una notte di mezza estate” del popolo rossoblù, confermato dalle lunghe code che si formano fin dal primo mattino per il rinnovo degli abbonamenti.

Una trama diversa da quella del celebre film, che racconta quattro storie d’amore intrecciate. Per il Vecchio Balordo, invece, le storie d’amore sono infinite e arrivano da ogni parte del mondo.

Buoncalcioatutti è testimone dei commenti e degli attestati di stima che arrivano quotidianamente alla testata e sui social. Ringraziamo tutti per la fiducia che continuano ad accordarci.


Settore giovanile Genoa | In arrivo quattro nuovi elementi per le Under rossoblù

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