È arrivata la sentenza di primo grado del Tribunale di Genova relativamente al ricorso in sede civile da parte di A-Cap sull’aumento di capitale sottoscritto da Dan Sucu il 18 dicembre 2024. Quella che doveva essere la prima data di pronunciamento, il 25 febbraio 2026, è slittata a questo mese di giugno per via dell’avvicendamento tra la Giudice Bianchi e la Giudice Gabriel, che ha di fatto confermato la linea precedente entrando nel merito della questione. Da quanto si apprende, la società emanerà una nota nelle prossime ore per confermare questo respingimento, arrivata in data odierna, che dà via libera all’aumento di capitare di Dan Sucu. Si tratta, in ogni caso, del primo grado di giudizio.
È passato oltre un anno dall’udienza ordinaria del 20 maggio 2025, che trovò immediato sviluppo nella decisione, il 6 giugno 2025, di sciogliere le riserve e ritenere la causa matura senza necessità di acquisire nessun’altra prova. A-Cap, come ricorderete, aveva contestato l’operazione portata avanti dal CEO Blazquez già alla fine del 2024, ma il foro di Genova aveva rigettato il ricorso, presentato lo scorso 15 gennaio e vagliato dal Tribunale Ordinario di Genova. A seguire c’era stata proprio la già citata udienza del 20 maggio scorso. Va ricordato che durante quest’ultimo anno, che ha portato al dispositivo della sentenza di primo grado, non ci sono state soltanto udienze e attese, ma anche altri due passaggi giudiziari che abbiamo raccontato.
In primo luogo, nel dicembre 2025, l’archiviazione dell’indagine penale contro il CEO Blazquez per le accuse di truffa presentate da ACM (A-Cap Management), che sosteneva che Blazquez avesse agito fraudolentemente per favorire l’acquisto del Genoa da parte di Sucu per 40 milioni (versati interamente entro ottobre 2025, ndr), quando invece il sodalizio rossoblu avrebbe potuto essere venduto per cifre assolutamente superiori. Come scritto qui all’epoca dei fatti, dalla lettura delle premesse del decreto del giudice penale (G.I.P.) che aveva portato all’archiviazione delle accuse, emerse una realtà differente.
In secondo luogo, tra febbraio e aprile 2026, prima la decisione del sequestro conservativo delle quote appartenenti ad ACAP Genoa CFC Holdings S.r.l, poi quella di respingere il ricordo della medesima contro la precedente sospensiva. Come raccontato alcuni giorni fa, il Tribunale di Genova, dando seguito a quelle che erano state le prime indicazioni già arrivate il 22 dicembre 2024 con l’archiviazione delle accuse per truffa e illecita influenza sull’Assemblea rivolte al CEO Blazquez, ha confermato in data odierna il sequestro conservativo sul 23% delle azioni emesse dal Genoa e appartenenti a 777 Genoa CFC Holdings Srl per un valore complessivo di 28,1 milioni di euro.
Tra l’altro, con il sequestro conservativo delle quote dell’azionista di minoranza, sono cambiati anche gli interlocutori in sede di assemblea perché il Tribunale di Genova ha nominato il Dott. Ermanno Martinetto come custode delle azioni e come soggetto che avrà “diritto di intervento e di voto in assemblea”.
Alla luce di questi sviluppi, sorgerà spontanea la domanda: adesso è possibile un accordo tra le parti? Potrebbe entrare qualche nuovo socio? Ad ottobre scorso la nostra Redazione, a margine dell’Assemblea degli Azionisti, domandò se le parti avessero aperto un canale di dialogo per accordarsi, queste furono le parole dell’azionista di maggioranza, il Presidente Dan Sucu: “Se c’è un processo in tribunale c’è una pressione in più, anche quando parli con gruppi e partner che conoscono la situazione. Se riusciamo ad arrivare ad un accordo lo faremo immediatamente. Discussioni già intavolate in tal senso? Ne parleremo a tempo debito“.
Genoa | Tribunale conferma sequestro conservativo delle azioni dell’azionista di minoranza A-Cap

