Che Italia! Non chiamiamola l’Italia dei giovani per sminuirla. Hanno vinto da grandi contro una nazionale che non voleva perdere tra le mura amiche e che aveva anche rifiutato di giocare contro un’Under 21. Perdendo, i greci hanno fatto un ulteriore passo indietro, non da poco, dopo aver fallito per la terza volta consecutiva la qualificazione al Mondiale, proprio come gli azzurri più blasonati.
Baldini, da CT ad interim, ha vinto due gare in una settimana e ha fatto debuttare in Nazionale maggiore almeno 19 giovanotti. Ha salvato il ranking FIFA italiano che, per qualcuno, non conterà nulla, ma che determinerà il futuro sorteggio mondiale.
Baldini ha fatto vedere di avere idee: ha rispolverato le ali, ha rinunciato al 3-5-2 di chi lo aveva preceduto, giocando un moderno 4-3-3 e mostrando solidità, identità e risultati anche in inferiorità numerica dal 70° minuto di gioco.
Pressing alto contro la squadra titolare della Grecia, che non è riuscita a imbastire una ripartenza dal basso. I centrocampisti italiani si sono mangiati gli avversari in mezzo al campo. Sulle corsie laterali si sono viste buone catene di gioco e tanta libertà.
Zero tiki-taka: recupero immediato del pallone, due o tre tocchi al massimo, sempre in avanti e difficilmente verso il portiere. Lancio in profondità e gioco del doppio centravanti, anche se Ekhator partiva largo sulla sinistra, pronto ad accentrarsi, con Esposito a portare via gli avversari dal centro dell’area.
Pio Esposito è stato una sentenza nell’area di rigore avversaria: due reti e due vittorie per fargli dimenticare il rigore sbagliato nella tragica gara contro la Macedonia.
Fase difensiva attenta e compatta, giocando in pochi metri e con equilibrio, tanto che Donnarumma ha dovuto intervenire soprattutto con alcune uscite di pugno in inferiorità numerica. La Grecia ha tirato solamente una volta in porta, pur colpendo un palo che ha pareggiato la traversa colpita dagli azzurri.
Due gare con Baldini nelle quali l’Italia si è riconosciuta: corsa, pressing, gioco verticale e nessuna sorpresa sui possibili attacchi in contropiede dei greci.
Baldini, a una precisa domanda sul fatto che per molti abbia acquisito credibilità per continuare con l’incarico di CT azzurro a tempo pieno, ha risposto come sempre senza nascondersi dietro il palo, cosa che piace tanto ad altri tecnici, anche titolati: “A me interessa fare bene il mio lavoro. Nel mondo del calcio ti danno delle etichette e io rispondo sul campo. Non sono uno scappato di casa, il destino mi ha portato qui e io mi sono messo a disposizione”.
Queste due vittorie, contro Lussemburgo e Grecia in trasferta, devono dare morale a un calcio italiano allo sbando, non solo sul prato verde.
Qualcuno si chiede cosa farebbe Baldini se fosse confermato. Probabilmente richiamerebbe buona parte dei convocati per queste due gare, per continuare a farli crescere, ma non si dimenticherebbe di quattro o cinque, al massimo, di quelli che hanno fallito l’ennesima qualificazione al Mondiale americano, purché siano pronti a portare esperienza, come ha fatto Gigio Donnarumma.
I ragazzi delle ultime due amichevoli, oltre a interpretare le idee di un tecnico bravo a trasmettere coraggio prima ancora della tattica, hanno dimostrato di possedere anche carattere. L’Italia di Baldini esiste e ha una faccia, e potrebbe dare fastidio a chi prenderà il posto sulla panchina azzurra.
Grazie, Baldini: una lezione non da poco, proprio mentre sui quotidiani imperversa il calciomercato, anche per squadre che ancora non hanno né allenatore né direttore sportivo. L’Italia di Baldini dovrebbe essere utile a molti club, invece di continuare a cercare rose con tante spine, profumate soltanto da agenti e procuratori che imboccano non solo i “giornalisti vetrinisti”.
Grande soddisfazione nel mondo Genoa nel vedere esordire in Nazionale maggiore quattro giovani calciatori cresciuti dalla Scuola Calcio alla Primavera, qualcuno già approdato in prima squadra, trovati quando giocavano per le strade dei quartieri di Genova prima di arrivare al calcio dilettantistico.
Potevano essere cinque gli esordienti, peccato che Venturino abbia dovuto lasciare Coverciano per infortunio. De Rossi ha sempre chiesto esterni in grado di creare superiorità numerica attraverso il dribbling, e queste due amichevoli della Nazionale potrebbero mostrargli nuovi orizzonti anche tra le mura del Pio Signorini.

