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Tranquillità

A Lecce, come per tutta la stagione, sul prato verde il Genoa non ha mai goduto di tranquillità: non ha mai fatto parte del DNA del Vecchio Balordo. “A una mente tranquilla l’universo intero si arrende” diceva Chuang Tzu.

A Lecce si vedrà ancora l’atipicità della squadra di DDR, quella delle ultime gare, che segue gli schemi voluti dal calcio moderno ma sempre pronta a cambiare modulo e interpretazione della partita.

Per il carattere del suo mister, la squadra non andrà in Salento a fare una gita. Sarà una gara tosta contro una squadra e un pubblico caldissimo: stadio al completo, serenate sotto l’albergo del Vecchio Balordo come già accaduto altre volte. A Lecce vogliono la salvezza a tutti i costi, con occhi e orecchie attaccati ai telefonini o ai video, anche in panchina, per seguire il risultato della Cremonese contro il Como.

La traccia tattica di DDR è stata assimilata, ma adesso, dopo cinque mesi di impronta del “DDR-play”, è arrivato il momento di inserire qualche opzione di talento in più per cercare di capire in anticipo quale potrà essere il futuro. Il prossimo Genoa di De Rossi, per risalire la classifica, dovrà essere sempre più versatile.

Il Vecchio Balordo e De Rossi non vogliono mai stritolare gli avversari, ma farsi rincorrere; per questo motivo, come visto nelle ultime gare, ci sono tanti movimenti da parte di tutti.

La voglia di De Rossi è quella di applicare nel calcio il “pick and roll” del basket: blocchi e tagli dei tre davanti per cercare di ubriacare gli avversari.

Vedendo il Genoa delle ultime gare, probabilmente riproposto anche a Lecce, qualcuno si meraviglia della totale irrilevanza della struttura fisica dei calciatori. In questo ultimo Genoa l’altezza media è diminuita, così come i chilogrammi complessivi della squadra, con l’obiettivo di aumentare il tasso tecnico. Un’analisi che non ha mai preoccupato il calcio spagnolo, da anni ai primi posti in Europa.

Tutto per cercare di dominare il gioco con il pallone, ordinando alla squadra posizioni e movimenti per disordinare l’avversario, tirarlo fuori dagli spazi, costringerlo a sbagliare e recuperare il pallone, cercando anche più cattiveria e precisione sotto porta.

Tutto ciò che è stato scritto è sicuramente migliorabile con De Rossi in panchina: qualcosa di diverso si è già visto da quando è stata certificata la matematica certezza di un altro anno in Serie A.

Manca Vitinha e DDR cercherà il sostituto nel Salento, pronto a svolgere il lavoro sulla corsia di sinistra nelle due fasi di gioco. Probabilmente non mancheranno altre novità. La formazione sarà comunicata un’ora prima dal “Via del Mare” su Buoncalcioatutti.

Il Lecce, nell’ultima giornata di campionato a Reggio Emilia, ha vissuto un finale incredibile: un gol al 96’ di gioco di Stulic, con la difesa neroverde appisolata al primo sole. Tre punti importanti e pesantissimi, anche alla luce del risultato della Cremonese, che hanno permesso alla squadra pugliese di mantenere un punto di vantaggio sull’inseguitrice lombarda.

A questo punto il Lecce è padrone del proprio destino nella gara casalinga contro il Genoa. Il Sassuolo, con la mente libera, ha giocato a viso aperto, sbagliando però troppi gol.

Il Lecce, che fuori casa aveva realizzato solamente 12 reti, ne ha segnate tre in un colpo solo, due con Cheddira, arrivato a gennaio proprio dal Sassuolo. Conosceva bene le lacune della difesa di Grosso? A Cremona il suo trasferimento non è stato digerito. Cheddira aveva segnato il suo primo gol stagionale in casa del Pisa alla 35ª giornata, scoppiando a piangere per la gioia.

Un campionato di sofferenza per Di Francesco con una squadra che non gioca male: poche vittorie, nove, di cui quattro in casa, otto pareggi e venti sconfitte. Squadra penultima con 27 reti realizzate e 50 subite. L’obiettivo salvezza, con il Genoa, per il quarto anno consecutivo sarebbe storico per la squadra salentina, che non c’è mai riuscita.

Tatticamente Di Francesco gioca con il 4-3-3 o il 4-3-2-1 e relative varianti, non in modo rigido. Cerca di sfruttare la fase difensiva, vero punto di forza della squadra, proteggendo la zona a 20 metri dalla porta con i due mediani. Difficilmente pressa alto: aspetta nella propria metà campo che gli avversari affidino il pallone al play per innescare la pressione.

Nella fase offensiva il Lecce non costruisce molto con il palleggio, ma cerca subito il pallone lungo per Banda o Pierotti larghi, alla ricerca della superiorità numerica attraverso il dribbling.

Difficilmente tira da fuori area. I palloni inattivi sono invece un’arma molto cara a Di Francesco: il 40% dei gol è arrivato da corner o punizioni, con reti di Ramadani e Coulibaly. Di Francesco è in apprensione per le condizioni di Banda, Pierotti e Ramadani, usciti in anticipo al Mapei Stadium. Anche per il Lecce la formazione sarà resa nota un’ora prima dell’inizio della gara.

Arbitro della partita Doveri di Roma, nato a Volterra, in provincia di Pisa, 48 anni, due proroghe oltre il limite dei 45 per essere stato internazionale dal 2018 e, in questa stagione, anche VMO internazionale. Arbitra in Serie A dal febbraio 2010: 264 gare dirette nella massima serie.

Il decano degli arbitri, viste le prestazioni offerte in questa stagione, potrebbe ottenere anche una terza proroga, essendo nato nel mese di novembre. Le stagioni sportive si considerano concluse il 30 giugno. Due gare con il Lecce in stagione, entrambe in trasferta: vittorie a Parma e Pisa, quest’ultima il 1° maggio scorso. Con il Genoa, invece, una sconfitta al Ferraris per 1-2 contro l’Inter.

Diffidati Lecce: Pierotti, Ramadani, Veiga. Diffidati Genoa: Marcandalli.


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