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Chi è Davide e chi è Golia?

Genoa-Milan: Davide contro Golia? Chi è Davide e chi è Golia, viste le ultime prestazioni? Oltre alle ultime prestazioni brillanti del Genoa, prima dell’inizio della gara bisognerà ricordarsi della partita d’andata, giocata il giorno della Befana, ultima del girone di andata, dove il Grifone disputò una grande partita, non vinta per una furbata di Pavlovic, che fece “la talpa” scavando un buco sul dischetto del rigore oltre il 90’ di gioco, mentre tutti aspettavano il responso del VAR: massima punizione poi sbagliata da Stanciu.

Capitan Futuro è invocato sotto il Cupolone dai tifosi giallorossi; Mister Futuro dal popolo genoano, non solo per il “buco” del serbo, ma anche per qualcosa successo in passato fuori dal Ferraris. DDR non farà complimenti e non si sarà lasciato condizionare dalla rimonta isterica del Diavolo contro la Dea.

Contro il Milan, De Rossi e il suo staff, che vivisezionano tutti gli allenamenti e tutte le squadre da affrontare, sono in grado, sulla carta, di mettere in campo qualsiasi strategia tattica e, se mi passate il paragone che può sembrare irriguardoso, vale anche per il calcio ciò che si dice del maiale: “non buttare via niente”.

Importante sarà che chiunque giochi corra, e anche bene, coprendo i 20 chilometri totali di lavoro collettivo che Klopp, ai tempi d’oro del Borussia Dortmund, pretendeva. Importante contro Allegri sarà accorciare la squadra. Importante correre tutti in modo intelligente, aspettarli, farli giocare e colpirli verticalizzando subito.

Il gioco per DDR è sempre al primo posto: lo ha dimostrato contro le squadre più forti. La voglia di vincere c’è sempre stata e, se in passato bisognava tenere d’occhio soprattutto il risultato, nella gara contro il Milan questo potrebbe contare meno.

Tutti per uno, uno per tutti. Non solo come i Moschettieri nelle avventure di Dumas: i protagonisti dovranno essere tutti i 16 calciatori schierati, con la voglia, la grinta e la “cazzimma” di tutto il Tempio, che non dimentica il passato.

Formazione, come sempre, un’ora prima del fischio d’inizio.

Il Milan e Allegri, dopo la sconfitta in casa del Sassuolo nel turno della 35ª giornata, avevano preparato un piano anticrisi. Al Mapei: “Tre gare per salvare la stagione e non buttare via dieci mesi di lavoro”. Tutti si aspettavano il ritorno di un Diavolo come quello del girone d’andata, che aveva una media punti da squadra capace di insidiare lo scudetto dei cugini.

Contro il Genoa altro piano anticrisi: tutti in ritiro da mercoledì scorso, ritardato di un giorno per l’incertezza sulla data della partita, compreso Ibrahimovic, in fibrillazione con Allegri, Tare e il contestato Furlani. Niente tifosi rossoneri residenti in Lombardia al Ferraris.

La partita contro la Dea di Palladino, domenica scorsa, ha invece confermato che i tre difetti del Diavolo in frenata sono sempre gli stessi nelle ultime gare: l’assenza di Modric, bussola del gioco; la mancanza del gol — prima della gara con il Sassuolo, nelle cinque giornate precedenti, era arrivata una sola rete, con Rabiot a Verona —; Pulisic non segna dalla fine di dicembre, Leao è ai minimi termini con una sola rete.

Le gare contro Udinese, Verona, Juventus e Sassuolo hanno impensierito Allegri molto più per le prestazioni, i gol subiti e quelli mancati che per i risultati stessi. Anche la condizione fisica dei rossoneri appare inaspettata, dopo che tutti avevano previsto che un Milan senza coppe europee avrebbe potuto addirittura concorrere per lo scudetto o, almeno, per una qualificazione Champions più tranquilla.

La Dea di Palladino, per oltre 70 minuti di gioco, ha evidenziato ancora di più i problemi spiegati in precedenza, mettendo sotto un Diavolo che, come contro il Sassuolo, ha dato l’impressione di aver perso direzione e rotta del gioco.

La rimonta mancata non ha tranquillizzato la tifoseria, che ha rumoreggiato parecchio abbandonando il Meazza, preoccupata di doversi giocare la Champions contro De Rossi e Pisacane, soprattutto se il Cagliari non dovesse raggiungere la salvezza matematica contro il Torino nel prossimo weekend in terra sarda.

Nella settimana che precede la gara con il Grifone, Allegri prova a riaccendere una spina staccata per crisi tecnica, fisica e mentale. Giocare con la paura addosso, nel campionato italiano, non ha mai prodotto risultati. A Milanello tutto fa paura, perché non si tratta di un crollo improvviso ma di una lenta discesa dalla zona Champions che dura ormai da parecchie settimane.

Per di più, contro il Genoa mancheranno per squalifica Leao, Estupiñán e Saelemaekers. Difficile recuperare Modric dopo la frattura allo zigomo, anche se si è lavorato tutta la settimana per consentirgli di indossare una maschera. Anche Pulisic è alle prese con un problema al gluteo.

Il primo giorno di ritiro è stato impostato più sulla battaglia che sul gioco. Allegri, a muso corto e lungo, punterà sulla fisicità inserendo Fofana a centrocampo, Fullkrug in attacco e Tomori in difesa al posto dell’ex De Winter.

Modulo 3-5-2 con Maignan in porta; Tomori, Pavlovic e Gatti in difesa; Athekame, lo svizzero arrivato dallo Young Boys, e Bartesaghi sugli esterni al posto degli assenti Saelemaekers ed Estupiñán; nel mezzo Rabiot, più Ricci che Modric, e Fofana. In attacco restano dubbi su Pulisic.

Arbitra Sozza di Seregno, classe 1987, avvocato, internazionale dal 2023, dirige in Serie A dal campionato 2020. Ha diretto 77 gare in Serie A, di cui 15 in stagione, oltre a 8 gare nelle competizioni europee. È considerato tra i top five della stagione arbitrale.

In stagione ha diretto due 0-0 del Genoa: al Ferraris contro il Parma e in trasferta a Cremona. Con il Milan, invece, la vittoria nel derby del 23 novembre e il pareggio per 0-0 al Meazza contro la Juventus.

Primo assistente Lo Cicero (Brescia), secondo assistente Cecconi (Empoli), quarto uomo Marchetti (Roma). VAR Mazzoleni (Bergamo), AVAR Paganessi (Bergamo).

Diffidati Genoa: Marcandalli, Vitinha. Diffidati Milan: Athekame, Fofana, Modric.


Verso Genoa-Milan | Il comunicato della Nord: “Scateniamo l’inferno!”

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