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Genoa Primavera | Mister Sbravati: “Voglio ringraziare questi meravigliosi ragazzi” – VIDEO

Al termine di Genoa-Inter Primavera, il tecnico rossoblù, Jacopo Sbravati, ha tenuto un lungo discorso alla squadra assieme al Responsabile Roberto Trapani. Poi, come consuetudine, è passato ad analizzare la gara ai nostri microfoni, per l’ultima volta da tecnico della Primavera, ma con la grandissima soddisfazione di sapere di aver fatto un ottimo lavoro e posto le basi del domani in Primavera 1.

Un’intervista che arriva al termine di due anni intensi, con obiettivi centrati con larghissimo anticipo e, mai come quest’anno, con decine di convocazioni in prima squadra e ben tre giocatori visti esordire (Nuredini, Ouedraogo e Doucoure). Insomma, un bilancio più che positivo per mister Sbravati, da tredici anni nel settore giovanile del Genoa. Tutti aspetti che sono emersi nel corso dell’intervista.

Un’altra degnissima prestazione contro l’Inter che dopo ha festeggiato perché la Juventus non ha fatto risultato e loro andranno ai playoff. C’era un 2010 in campo (Scaglione, ndr) che mi ha veramente stupito, c’erano tre 2009, quattro 2008. Anche se non avrai più la panchina della Primavera, che andrà ad un tuo amico, Criscito, raccontami questo campionato che hai vissuto dando veramente tanti giocatori alla prima squadra, ma senza mai arrendervi..

“Intanto ringrazio questi meravigliosi ragazzi, quelli di quest’anno e quelli dell’anno scorso, e ringrazio il gruppo di lavoro, lo staff di quest’anno e lo staff dell’anno scorso per questi due anni molto intensi, molto ben vissuti. Gli obiettivi che ci erano stati dati in queste due stagioni erano stati molto chiari: la permanenza nella categoria, il primissimo obiettivo che dà lustro a tutto il movimento, e – importante, forse ancora più importante – la valorizzazione dei giocatori. Detto questo, abbiamo centrato con largo anticipo il primo dei due obiettivi in tutti e due gli anni: l’anno scorso con dodici giornate d’anticipo, quest’anno con otto, al netto dei punti che sarebbero serviti. Perdipiù, direi che sulla valorizzazione dei giocatori ci siano state grandi soddisfazioni per la nostra società e per noi che ci lavoravamo a stretto contatto, soprattutto nei nostri inizi di annate l’anno scorso con Venturino, Ahanor, Ekhator poco e niente, Kassa. E se nomino quelli dell’anno scorso tra chi non ha esordito ci sono Barbini e Consiglio che sono andati egregiamente a fare un campionato di Serie C fino ad arrivare ai 2005 Rossi e Arboscello che hanno avuto grandi soddisfazioni nella Serie C anche loro.

Così si arriva alle tredici panchine di quest’anno, frutto di un lavoro di grande unione di intenti con la prima squadra, con mister De Rossi soprattutto che ha dato lustro al nostro di lavoro, quello di valorizzare i giocatori- Se non avesse avuto quel coraggio oggi non potremmo dire che anche noi abbiamo dato un contributo importante a valorizzare questi ragazzi. Approfitto per ringraziare anche il Mister perché tante volte non si è nascosto nel nominare il sottoscritto, il nostro direttore e nel complimentarsi coi ragazzi per come si approcciano al lavoro e per come fanno l’attività anche fuori dal campo. Ringrazio la società e la ringrazio veramente perché ha creduto in me.

Ringrazio chi mi ha messo al mondo, chi mi ha dato la possibilità intanto di essere al mondo e di iniziare tredici anni fa questo percorso da collaboratore prima, per tanti anni con tanti allenatori che mi hanno dato tanto e insegnato tanto. Ringrazio poi chi ha creduto in me nel darmi la panchina lo scorso anno nella figura di Enrico Ascheri e ringrazio ulteriormente Roberto Trapani, colui che l’ha rinnovata questa fiducia e che mi ha dato questa responsabilità che mi rende fortemente orgoglioso perché amo il Genoa, perché sono Genoano da quando sono nato e non c’è un giorno in cui mi sia svegliato gli ultimi tredici anni in cui non abbia pensato ai ragazzi e al Genoa.

Prima di analizzare la stagione volevo fare un passaggio di questo genere che mi sembrava doveroso. Spero che chi arriverà al mio posto – anzi, non spero, sono sicuro – avrà ancora più genoanità di quella che ho io e portare avanti questo senso di appartenenza e questo spirito credo sia importante, perché come ho detto ai ragazzi è sempre un punto in più, è sempre un gol in più, è sempre una soddisfazione in più e non bisogna mai disperderlo perché sennò potremmo andare in difficoltà. Questo spirito e questa genoanità sono essenziali“. 

Ti sei dimenticato di una soddisfazione. Ci sono sei giocatori che tu hai visto crescere, dall’Under 14, che debutteranno nella Nazionale maggiore con Baldini, anche se è una Nazionale particolare. Sono sei, mica uno, tutti nati intorno alla Lanterna…

“Assolutamente, forse ne abbiamo parlato anche di recente. Questo penso che sia il picco.  Prima mi hai parlato di giovani e mi sono dimenticato di parlarti di Scaglione che oggi ha esordito dal primo minuto. Nella valorizzazione dei ragazzi c’è anche questo, avere questo coraggio. Si è ben comportato perché ha giocato contro sei o sette ragazzi che avevano quattro anni più di lui e credo che questo scotto sia tosto, invece lui ha retto, ha fatto la sua partita, ha dimostrato le sue qualità come le hanno dimostrate i 2009 settimana scorsa, come le hanno dimostrate i 2008. È un ciclo che va avanti. Ora ci sono i Fini, i Lipani, quelli a cui facevi riferimento. Sono nel grande calcio, sono sul piedistallo. Abbiamo tanti ragazzi che oggi magari sono un po’ meno chiacchierati che possono arrivarci come magari i Masini, che oggi non si nomina, però è un ragazzo che ha fatto un giro diverso. Un ragazzo con cui ho avuto il piacere e l’onore di stare tanti anni. Sicuramente ci sarà chi avrà opportunità immediatamente e ci sarà chi avrà opportunità facendo un giro un po’ più lungo, ma ce ne saranno ancora tanti”.

Cosa farà adesso Jacopo Sbravati? Dovrai parlare con la società o farai il passo in avanti?

“Allora, io mi sono messo a totale disposizione del club perché la riconoscenza la si deve poi anche dare in forma pratica, non solo parlata. Io spero di poter contribuire alla crescita dei nostri ragazzi per il club e spero che questo possa essere apprezzato, poi vedremo se sarà possibile a tutti gli effetti. La priorità la darò sempre al Genoa, la darò sempre a questa meravigliosa società che mi ha dato l’opportunità di fare della mia passione il mio lavoro. Si vedrà poi cammin facendo le prossime settimane, si parlerà in maniera sicuramente più approfondita, ma se si potesse rimanere a disposizione di questo club – vediamo con che ruolo – ne sarei veramente felice”.

Non ti faccio ripetere cose che hai già detto all’inizio. Vado a memoria. Ad inizio intervista hai ringraziato i ragazzi di ieri, quelli della scorsa stagione, e quelli di oggi, però mi sento di dire che a Mimmo (Criscito, ndr) che conosciamo bene tu lasci anche il Genoa Primavera del domani. Dall’inizio della stagione siete tra le squadre più giovani di questo torneo e chiudete a pochi punti dai playoff, con 101 punti in due stagioni. Viene dato tutto per scontato, ma dai tempi della riforma di questo campionato due anni fa non è proprio banale, visto che ci sono anche squadre importanti quest’anno che retrocedono…

“È diventato un campionato davvero competitivo. Parto dalla fine e dico che, intanto, negli ultimi due anni è diventato un campionato a venti squadre, non più a diciotto, ed è diventato un campionato Under 20, non più Under 19, e senza limiti. Per questo trovi squadre con tanti ragazzi di vent’anni e uno dei motivi per cui noi quest’anno siamo stati anche una delle squadre più giovani è perché tante delle altre si sono invecchiate, oltre al fatto che noi siamo stati più giovani degli altri anni. Bisogna sottolineare che nelle ultime sette stagioni di Primavera 1, escludendo quella di Primavera 2, prendendo le cinque precedenti prima della nostra gestione, su cinque anni eravamo retrocessi due volte, quindi quasi il 40% delle volte. Questo sta a significare che non è per niente scontato quello che si è riuscito a fare in questi due anni con queste salvezze tranquille unite alla valorizzazione di cui parlavamo prima. Questo va ben ricordato.

Arriveranno gruppi validi. Avete parlato di Scaglione, avete parlato dei 2009 e di tanti altri arrivano due gruppi molto validi alla primavera, i classe 2008 e 2009, due squadre molto vincenti. Sono convinto che potranno essere sempre più competitivi negli anni a venire e porteranno grande qualità, grande fisicità. Sono gruppi molto ben mentalizzati, quindi chi arriverà troverà gruppi molto validi, ragazzi con grande senso di appartenenza, questo è poco ma sicuro. È il nostro lavoro. Scaglione ha giocato perché merita di giocare, mentre i 2009 sono entrati a Frosinone, hanno pareggiato la partita contro la squadra forse più vecchia del campionato. Questi ragazzi bisogna avere il coraggio di buttarli dentro e per fortuna questo coraggio l’abbiamo avuto anche grazie al coraggio che trasmette la nostra società nel provare a lanciare i giovani, come d’altronde ha fatto anche mister De Rossi a Firenze. È bello che sia così e questo crea grande attrattività anche ai ragazzi che poi dovranno scegliere i prossimi anni”.

Ti ringraziamo anche noi per questi due anni, ben più di due anni perché ti ricordiamo anche nelle leve precedenti. Volevo chiudere col fatto che casualmente tu dici “do la priorità al Genoa”. Due o tre ore fa De Rossi in conferenza stampa, all’ennesima domanda sul futuro, dice che la sua priorità, la sua precedenza la dà al Genoa. Non è neanche una domanda, è una bella chiusura, una bella cornice…

“Io vorrei ringraziarvi davvero, Lino e Alessio, perché quello che fate per questi ragazzi, l’immagine che date anche al di fuori a questi ragazzi e a tutto il Genoa è incredibile. Anche il supporto, il sostegno, i sorrisi, gli abbracci anche nei momenti più complicati da parte vostra, pur tenendo sempre la vostra discrezione per quello che riguarda il vostro lavoro, sono sempre stati all’ordine del giorno. Vi ringrazio veramente per il supporto e la visibilità che date a questi ragazzi, più che a noi allenatori. Grazie davvero e grazie anche a mister De Rossi che tante volte ci ha citato. Siamo due persone che vivono questo lavoro con grande passione, ognuno con le sue competenze, ognuno con i suoi percorsi e questo credo che sia essenziale per chi vuole provare a fare qualcosa e a dare qualcosa a ragazzi o adulti”.

Lino Marmorato: “Abbiamo un difetto io e Alessio, siamo cronisti. Parliamo di quello che vediamo. cerchiamo di non raccontare il calcio come viene raccontato attualmente. Solamente con quello che vediamo, con le partite che vediamo e i risultati che arrivano. Siamo cronisti e moriremo cronisti”. 


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