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“Non chi comincia, ma quel che persevera”

Lo zero a zero era scritto non in cielo, ma sul campo. Si è visto poco del gioco voluto da De Rossi in particolare nelle combinazioni di gioco viste nelle due gare precedenti.

De Rossi e il suo staff chiedono in ogni gara nella scelta di un particolare schieramento il “modo di muoversi” della squadra stessa, cioè i rapporti che devono stabilirsi tra i singoli calciatori in relazione all’uomo in possesso del pallone e di conseguenza.

Queste  forme di collegamento tra i giocatori dello stesso reparto o di reparti diversi hanno un nome, combinazioni di gioco, e sono l’impostazione dinamica della squadra. De Rossi e lo staff stanno lavorando in ogni allenamento sullo sviluppo e sul perfezionamento per la costruzione di un gioco di squadra efficace.

La bravura di De Rossi, oltre alla scelta del sistema di gioco non secondario, sono le attribuzioni di compiti e funzioni particolari. I Calciatori devono fare la differenza, grazie alle caratteristiche fisiche, tecniche e e  tattiche. Tutto quello scritto non è stato visto nella gara del Franchi del “DDR play“.

La partita è stata vissuta con poche emozioni. Il  rigore, non presunto,  del primo minuto di gioco con trattenuta di Ranieri alla maglia di Østigard, dopo un abbraccio non amorevole e con la maglia molto allungata. Nel primo tempo solamente un tiro, sempre di Østigard, sempre il migliore in campo e sempre parato da De Gea.

Nel secondo tempo quando il Vecchio Balordo ha alzato il ritmo per una decina di minuti ha fatto viola la difesa di Vanoli, con un tap-in mancato in tre occasioni a porta spalancata.  Tutto pareggiato dalla Fiorentina alcuni minuti dopo con altro tap-in con tre calciatori nell’area del portiere genoano e un colpo di testa di un difensore su calcio d’angolo privo di marcatura che ha attraversato tutta l’area di porta di Bjilow.

In campo Zätterström dal primo minuto di gioco. Non male, precisa la sua prestazione.

Lanciati in Serie A due calciatori della Primavera rossoblù: Doucourè, classe 2007, franco-maliano nato in Francia e difensore centrale. Il Genoa lo ha prelevato tre anni fa dall’Angers. Visto giocare parecchie volte da Buoncaclioatutti, il franco-italiano ha fisico e forza e una buona caratteristica: impostare l’azione dal basso.

Latif Ouedraogo, giocatore classe 2007 del Burkina Faso, è un terzino sinistro arrivato dalla virtus Francavilla per 75mila euro, bravo nello spingere sulla corsia laterale. Altro calciatore scoperto dallo scouting genoano proveniente dalla Serie D.

Plasmati nella Primavera del Genoa allenata da Jacopo Sbravati, subito convocati al Pio Signorini assieme ad altri giovanotti, viste  le caratteristiche durante gli allenamenti sono stati premiati da DDR con l’esordio in Serie A.

Il Genoa dopo tanto tempo ha la Licenza Uefa. Quando non veniva certificata mormorii e malumori, non trasformati in sorrisi con complimenti alla società, considerato che la UEFA ha considerato i criteri amministrativi e personali, legali e soprattutto finanziari (i più duri e difficili) in ordine.

Non chi comincia ma quel che persevera” è un moto che mi ha colpito visitando la nave scuola Vespucci. Una frase che si può evidenziare e collegare alla vita di calciatore e l’allenatore di De Rossi che vuole continuare con il Genoa. Il successo non deriva dall’ iniziare una impresa, ma dalla costanza, tenacia e determinazione nel portarla avanti. Il giusto cammino di DDR e il Vecchio Balordo.


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