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Genoa, altro anno in Serie A: raccolto quanto seminato!

Alla fine della gara di andata scrivemmo, dopo un punto consegnato ai pisani, che vi era una squadra da rattoppare. De Rossi, con la salvezza raggiunta con cinque giornate di anticipo, assieme allo staff ha fatto un abito calcistico su misura importante, sempre da migliorare per il Vecchio Balordo.

Nei primi giorni dell’anno 2026, alla fine della gara contro Gilardino, la Gradinata Nord tuonò: “tirate fuori i palloni”. Ieri, sotto la Torre Pendente, grande soddisfazione per i presenti per un risultato importante ottenuto con carattere, grinta e gioco.

Prima delle considerazioni sulla gara bisogna sottolineare che tutti i calciatori sostituiti hanno abbracciato De Rossi; Ekhator ha fatto 50 metri di corsa dopo la realizzazione per il primo gol nel 2026.

De Rossi in un’intervista tempo fa disse: “sono stato sempre affascinato dagli allenatori che da leader guidano tutta la rosa a disposizione, che lo seguono in maniera assoluta”. Tutto ciò, con lo staff, ha portato al Pio Signorini un leader amato e seguito da tutti i calciatori, giovani e meno giovani, tutti in attesa che prima o poi toccherà a loro essere inseriti.

La partita non poteva essere considerata facile da nessuno: era l’ultima spiaggia per i pisani, che speravano, una chimera, nella salvezza. Hanno fatto una rete su calcio d’angolo, dopo un corner palleggiato dentro l’area genoana; hanno sprecato un gol in contropiede: Angori, con 7 metri spalancati, ipnotizzato da Bijlow in uscita.

Il Genoa faceva fatica, giocando in modo non veloce, confezionando solo una rasoiata di Baldanzi a fil di palo. Appena il Grifone ha velocizzato l’azione, al 40’, ci è riuscito con una giocata di “spazio-tempo”: Baldanzi, proprietario di questo ABC del calcio, dopo un passaggio di Colombo, ha permesso di pareggiare a Ekhator.

Nel primo tempo non ha sorpreso Amorim, per chi segue le conferenze stampa di De Rossi prima delle partite. Il giovanotto del 2005, operando da play, in linea di principio ha fatto le due fasi di gioco, non avendo paura dei contrasti e rubando palloni. Hjelmeark addirittura, dopo 10’, ha dovuto marcarlo quasi a uomo per limitarlo.

Il secondo tempo è andato in porto dopo il rigore calciato da Colombo, settima rete, a caccia della doppia cifra nelle prossime gare: tiro che si è incastrato sotto la traversa.

Il tecnico svedese Hiljemark ha cambiato modo di giocare, quasi con quattro attaccanti di ruolo. De Rossi non si è scomposto, inserendo Otoa in difesa e, a centrocampo, Onana: la sua fisicità, con il carattere e la grinta di Masini, hanno fatto la differenza, recuperando palloni con aggressione.

L’altra mossa di De Rossi per incartare il risultato è stata l’entrata di Messias, prima in attacco, poi a centrocampo, e in particolare di Ekuban e Vitinha, che non hanno più permesso ai difensori pisani di collaborare nella fase di possesso.

Non piace fare le pagelle per singoli episodi e calciatori, ma fare analisi dei quasi 100’ di gioco. L’unica pagella con lode è per De Rossi: quando è arrivato a fine 2025, ha fatto subito capire che non temeva il diluvio dei risultati e della classifica.

Il Genoa di De Rossi ha confermato, vicino all’Arno, la compiutezza quasi raggiunta nell’impostazione tattica della difesa e dell’attacco, confermando, dopo 33 giornate di campionato, che tutti i giochi di squadra hanno come principale obiettivo quello di trovare il modo di coordinare armonicamente le abilità di chi le possiede e gli sforzi di ogni singolo calciatore alla ricerca del risultato pieno.

Bene, è salvo il Vecchio Balordo e domenica tocca al Como: una partita che conterà sul divertimento, condita da strategia tattica di De Rossi e staff.

Altra gara da “c’ero anch’io” per tutti i Genoani, per festeggiare un altro anno in Serie A dopo il lavoro della società, dei funzionari al Pio Signorini, del mister, dello staff, dei giocatori e del suo popolo, sempre presente nel Tempio e fuori.


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